mercoledì 15 gennaio 2014

Stefano Lenzi Quintet - Somiglianze

Esce “Somiglianze”, primo lavoro dello Stefano Lenzi Quintet, formazione nata a settembre 2012 che unisce tra loro 5 personalità eterogenee e 5 differenti percorsi professionali.


Stefano Lenzi, poliedrico cantante, compositore e produttore romano, dalle molteplici esperienze e collaborazioni: dal teatro (progetti con il Teatro di Roma) al cinema (in Francia e Italia), all’etichetta thailandese GMM Grammy, spaziando tra vari generi, in particolare tra jazz e pop; diplomato al Berklee College of Music di Boston (Bachelor Degree) e specializzatosi nel biennio di Jazz al Conservatorio di S. Cecilia di Roma, tra le sue collaborazioni Renaurd Barbier, Livio Magnini (Bluvertigo), Maria Pia de Vito, Paolo Damiani e, nel 2007, la cantante Giorgia lavorando alla produzione del suo album “Stonata”; Alessandro De Berti: produttore, compositore e chitarrista milanese, di stampo rock e pop (Andre’ Matos, Node, Time Machine, Arkhe’. Giorgia, Jet Lag, Michal Bland, Daniele Stefani, Marlon, Livio Magnini); Antonino Zappulla: pianista romano d’impostazione classica con diverse esperienze rock, jazz e pop (Banco del Mutuo Soccorso, Periferia del Mondo, Mauro Verrone, Harold Bradley, Eric J. Daniel e Michael Supnick); Stefano Battaglia: giovane contrabbassista marchigiano, tra i migliori talenti della nuova generazione del jazz contemporaneo, ha collaborato con RadioTre, SKY Arte, Jonathan Kreisberg, John B. Arnold, Paolo Damiani, Mirko Signorile, Marcello Allulli, Enrico Zanisi, Alessandro Paternesi; Davide Pentassuglia: eclettico batterista romano, tra le varie collaborazioni Angelo Branduardi, Renzo Arbore, Bruno Lauzi, Franco Battiato, Tony Scott, Maurizio Giammarco, Javier Girotto.
L’album “Somiglianze”, già nel titolo racconta proprio l’incontro, il feeling e l’intreccio tra i cinque musicisti, attraverso la definizione di un sound originale e l’indagine delle diverse possibilità sonore dei vari strumenti.

Con il progetto “Somiglianze” i cinque musicisti compongono un paesaggio sonoro abitato da brani originali e rielaborazioni di standard jazz, che prendono vita grazie ad un delicato e sottile equilibrio fra improvvisazione, estemporizzazione e meticolosa scrittura.
Anche attraverso un’originale indagine delle diverse possibilità sonore degli stessi strumenti, lo Stefano Lenzi Quintet esplora molteplici intrecci stilistici, tracciando così uno stile molto personale e in continua evoluzione persino durante la stessa performance.
Tra le composizioni originali dell’album, firmate da Lenzi, De Berti e Zappulla, il quintetto ha scelto di reinterpretare due autentiche perle del patrimonio musicale collettivo: “What a Wonderful World” e “My Favourite Things”.




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