mercoledì 22 gennaio 2014

Simona Premazzi - The Lucid Dreamer

La pianista italiana, ma con base a New York, Simona Premazzi ha sviluppato una mole impressionante di lavoro come compositore e bandleader. Simona ha recentemente pubblicato il suo terzo album, "The Lucid Dreamer", per l'etichetta Inner Circle Music, con la sua nuova formazione composta dalla sensazionale tenorsassofonista Melissa Aldana, dal bassista Ameen Saleem, dal batterista Jochen Rueckert e come ospite speciale, l'inimitabile Greg Osby al sax contralto e soprano sassofono.

Foto tratta dal sito ufficiale

La Premazzi proviene da una piccola città alla periferia di Milano, dove ha iniziato a suonare il pianoforte all'età di 9 anni. Musicista di talento, Simona si è laureata presso il conservatorio di musica di Milano dove ha seguito gli studi iscrivendosi alla Jazz School Academy e alla scuola di musica CPM per studiare sotto la guida incomparabile di due formidabili maestri del jazz come Massimo Colombo e Franco D'Andrea.
Da studente è diventata membro di due delle band più interessanti dell'Accademia; la Mingus Fingers Septet, ovviamente incentrata sulla musica di Charles Mingus, seguita da un periodo di lavoro di quattro anni con la "Big Band" di Enrico Intra, con la quale è andata in tour in tutta Italia e suonato a fianco di musicisti di livello internazionali tra cui, Markus Stockhausen, David Raksin, Franco Cerri, James Newton, Tiziana Ghiglioni, Dave Liebman, Eddie Daniels, Enrico Rava, Paolo Fresu e molti altri.
Dopo essersi trasferita a New York nel 2004, ha ottenuto il riconoscimento per il suo lavoro di improvvisazione e per il suo abile approccio come compositore, con uno stile inconfondibile ed una profondità in ognuna delle sue composizioni.
L'album di debutto della Premazzi, "Looking For An Exit", in trio con Ari Hoenig e Joe Sanders, è stato selezionato tra i migliori album in trio usciti tra il 2004 e il 2008, dalla prestigiosa rivista giapponese Jazz Hihyo.
Il suo acclamato secondo album, "Inside In", ha presentato la sua band, The Intruders con Stacy Dillard al sax, il bassista Ryan Berg e il batterista Rudy Royston.
La Perazzi ha anche dimostrato di essere un bandleader compiuto e di essere un partner molto ricercato in progetti musicali di altri artisti.
Ha continuato ad affinare le sue abilità sotto la guida di Fred Hersch, Jason Moran e Harry Whitaker, oltre a frequentare regolarmente il circuito dei jazz club.
Ha suonato e collaborato con: Greg Osby, Seamus Blake, Wayne Escoffery, Dayna Stephens, JD Allen, Logan Richardson, Grant Stewart, Stacy Dillard, Phil Stewart, Ari Hoenig, Jaleel Shaw, Jason Brown, Marco Panascia, Ameen Saleem, Joe Sanders, Quincy Davis, Rodney Green, EJ Strickland, Justin Brown, Rudy Royston, Johnathan Blake tra gli altri.
Del suo nuovo album "The Lucid Dreamer" il grande critico del New York Times, Ben Ratliff ha scritto recentemente:
She’s bringing a lot to the table. Her composing style stays modern without ever being airless and swing-deficient, open without getting lost in harmony and sentimentality; idea driven but so much that the listener needs explanations. (Although in “Love Is Not All,” she forms melodic piano phrases aligning with Edna St. Vincent Millay’s voice reading her poem of that name — an idea that Jason Moran used in “Ringing My Phone.”) And her soloing is special: She’s picking up on a complex, heavily rhythmic and idiosyncratic tradition that goes back to stride piano and runs through Thelonious Monk and Andrew Hill. Her solos move in fits and starts, flowing and abrupt, always interesting.

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