lunedì 20 gennaio 2014

Orrin Evans - …It Was Beauty

Orrin Evans è stato riconosciuto come uno dei pianisti più interessanti della sua generazione. Egli crea composizioni ben stratificate che risuonano nella mente dell'ascoltatore. Lo scorso anno Evans  ha pubblicato il bellissimo ... It Was Beauty per Criss Cross Records, che segna la sua 20a registrazione come leader e settima per l'etichetta.


Orrin Evans si diletta ed eccelle nel sovvertire i luoghi comuni del jazz. Una fucina di idee - questo è il suo 20° album a soli 36 anni - lui suona un tradizionale hard-bop che sorprende costantemente, senza perdere la sua integrità tematica. 
Su ... It Was Beauty, Evans per lo più rifugge gli accordi fragorosi ed il denso fraseggio che sono parte del suo approccio in stile McCoy Tyner. Ma operando nel formato del trio, che sta sempre più diventando il suo ambiente preferito, il pianista sfoggia un acuità spaziale ed una raffinatezza armonica che ricorda più Ahmad Jamal.
E' uno stile più morbido che enfatizza la bellezza, come dice il titolo, ma senza sottovalutare il rigore intellettuale. Insieme al batterista Donald Edwards ed quattro diversi bassisti, Eric Revis, Ben Wolfe, Luques Curtis, e Alex Claffy, Evans porta interazioni avventurose e dinamiche sinceramente trilaterali. 
Dice Evans "Si tratta di due gruppi differenti che si uniscono da una famiglia allargata. E' bello quando ci riuniamo per una conversazione. Non sempre siamo d'accordo su tutto, ma parliamo la stessa lingua, costruita sul rispetto sul da dove noi proveniamo."
…It Was Beauty è certamente una produzione spartiacque nella carriera di Evans, nel corso della quale è stato spesso acclamato dalla critica per i suoi chops imponenti e per la sua visione propulsiva del ritmo e dell'armonia. 
Ma non va trascurata la bellezza che egli riesce a creare attraverso la sua forma d'arte.
Dice Orrin: "L'idea è quella di mostrare un lato diverso, non un album di ballate, ma l'intensità della sensibilità. Stavo parlando con un amico di questo, e lui ha detto, 'dico sempre alla gente che non fu l'aereo ad uccidere King Kong, ma fu la bellezza." 
Come è sua abitudine, Evans invita tutte le sue influenze musicali per creare un'esperienza d'arte, comprese di American Songbook (“Rockin" "Chair”), spirituals (“My Tribute” di Andre Crouch), iconico repertorio jazz (“Blues Connotation” di Ornette Coleman), pezzi di colleghi (“Ellipsis” di Mark Helias, “African Song” di Bill McHenry e “Ribisonia” di Todd Bashore) e pezzi dei compagni della band (“Black Elk Speaks” di Revis e “Hats Off To Rebay” di Wolfe), più suoi originali (“Commitment” e “Dorm Life”). 
In questo bellissimo nuovo album per Criss Cross, Evans ha lanciato un'altra innovativa palla curva al suo già prolifico catalogo.

Ecco in streaming questo fantastico album, offerto da Spotify



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