sabato 18 gennaio 2014

Jeff Ballard Trio – Time´s Tales

Nella scena jazz contemporanea si nota spesso il batterista Jeff Ballard, ricercato sideman in molto progetti, dei quali alcuni noti al grande pubblico, ad esempio il trio con il pianista Brad Mehldau o quello con il sassofonista tenore Mark Turner. Ma ci sa fare anche come leader, come dimostra questo album, Time´s Tales, che inaugura l´anno jazzistico, ed è ancora un trio, seppur insolito. 


Ci sono due musicisti che stanno a testimoniare la globalità del mondo contemporaneo, ambedue da tempo in USA e apprezzati da pubblico e critica. L'uno è il sassofonista contralto portoricano Miguel Zenon, l´altro è il chitarrista, originario del Benin in Africa Lionel Loueke.
La provenienza dei famosi e bravi sidemen fa presumere un disco eclettico, come si usa oggi, ed in effetti è così, perché le loro influenze musicali sono tante e sarebbe riduttivo fermarsi di fronte alla poliedriche possibilità che una formazione senza bassista mette a disposizione. 
C´è il brano world, ispirato all´Africa, che apre il disco, Virgin Forest, ma c´è anche il grande standard jazz, The Man I Love, fatto con una grande partecipazione, in grado di fare venire la pelle d'oca agli ascoltatori, oppure il brano della band rock di turno, se il suo ex bandleader Brad Mehldau ha inciso Wonderwall degli Oasis ecco che qui appare qualcosa di speciale, e cioè Hanging Tree della rock band Queens of the Stone Age. 
Ed ancora El Reparador De Suenos del cantautore cubano Silvio Rodriguez ed alcune libere improvvisazioni insieme a Dal (A Rhythm Song) del compositore di musica classica ungherese Bela Bartok. 
Il trio sa gestire con perizia il materiale scelto, sono un trio moderno che sa filtrare tutte le loro influenze formative e scegliere quello che fa al caso loro piegandolo ad esigenze espressive reali, alla loro voglia di affermarsi come voce personale dall´aspetto collettivo.
Sui singoli musicisti c´è poco da aggiungere, se non che appiono regolarmente sui dischi dei migliori colleghi contemporanei e che sono un esempio per tutti gli altri. 
Di strumentisti bravi ce ne sono tanti, ma sono pochi in grado di gestire tanto materiale senza cadere in situazioni sonore prive di quel qualcosa che li rende speciali, di mettervi quel timbro che li fa personali, qualunque sia il tipo di musica con cui ci si confronta.
Un grande disco che invita ad ascolti ripetuti.
(Fonte Music Zoom)

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