giovedì 9 gennaio 2014

Ella Fitzgerald - Best of the BBC Vaults

Nei primi due decenni di radiodiffusione televisiva (approssimativamente tra il 1948-1968), gli spettatori venivano regolarmente intrattenuti da musicisti jazz. L'atmosfera era molto diversa allora: molti dei classici musicisti jazz erano ancora attivi, la base dei fans era più grande, e sia gli spettacoli di varietà che i talk show ospitavano musicisti jazz al fianco di attori, autori e interpreti di vaudeville. 


Di tutti gli artisti jazz del periodo, pochi ebbero più opportunità televisive di Ella Fitzgerald. Il suo stile facilmente accessibile attraeva una vasta gamma di ascoltatori (anche quelli a cui non piaceva il jazz), e la sua musicalità altamente sviluppata le permise di raggiungere vette artistiche con grande coerenza. 
"Best of the Vaults BBC", una collezione di CD/DVD, cattura quattro eccellenti apparizioni televisive europee degli anni 1965-1977 che presentano la Fitzgerald e la sua band in tour. Il DVD è in realtà l'attrazione principale, mentre il CD contiene solo le tracce audio di alcuni dei video, e nessun materiale originale.
Il set di apertura, "Ella Fitzgerald Swings " è un live in studio del 1965. La Fitzgerald è accompagnata dal Tommy Flanagan Trio (con Keter Betts al contrabbasso e Ed Thigpen alla batteria), ma questa mezz'ora è tutta di Ella, senza assoli dalla sezione ritmica, tranne durante la musica d'ingresso e di uscita. Partendo da una versione di "Goody, Goody", la Fitzgerald si mostra in piena forma. Si esibisce una ricomposizione mozzafiato di "Just A-Sittin' an A-Rockin'" a cui segue una versione struggente di "Here’s That Rainy Day".
Il suo carattere solare e l'alta energia copre qualsiasi mancanza di autenticità su "The Boy From Ipanema" e "St. Louis Blues" (c'è un momento divertente in cui la Fitzgerald tocca la sua parrucca bionda quando canta di "capelli comprati al supermercato"), e il set si chiude con un entusiasmante assolo scat su "Take the A Train". 
Il secondo programma "Ella Fitzgerald Sings" fu registrato nella stessa sessione, ma questa volta la Fitzgerald alterna i set con il Flanagan Trio e con la Johnny Spence Orchestra, il secondo con il grande tenore sassofonista britannico Tubby Hayes.
Hayes, Flanagan e alcuni dei membri della band ottengono brevi assoli in questo show, e il programma include diversi momenti caldi come "Angel Eyes", "Body and Soul", "The Lady Is A Tramp" e "Misty".
Tutte queste versioni sono molto speciali, ma le vere sorprese vengono da melodie che la Fitzgerald ha eseguito raramente. Da tutte le indicazioni, Fitzgerald non ha mai più registrato versioni per big band di “Don’t Rain on My Parade” e “Keepin’ out of Mischief Now”, anche se entrambe le prestazioni sono abbastanza energiche ed eseguite superbamente. E mentre lei si interroga modestamente sulla sua capacità di ricordare i testi, esegue una rilettura quasi perfetta del sempreverde di Rodgers e Hart, "Manhattan".
Il set del 1974 dal Ronnie Scotts è il più noto di tutte le registrazioni presenti, semplicemente perché è stato stralciato in diversi documentari della Fitzgerald. Ella ha alcuni problemi tecnici durante questo set: una stecca sull'apertura "Sweet Georgia Brown", alcuni fraseggi rabberciati nelle ballate, e un testo pasticciato (ma con un recupero brillante) su "The Very Thought of You”.
Eppure, ci sono diversi momenti brillanti, tra cui una splendida interpretazione di "Good Morning Heartache", una versione "multi-tempoed" di "The Man I Love" (con una estesa coda con Betts), ed un blues di chiusura profondamente swingante che mostra come la Fitzgerald sappia fare swing.
C'è anche una introduzione sfrenatamente divertente su "It Don’t Mean a Thing", che comprende rari esempi di Flanagan che imita Count Basie e Duke Ellington, e Joe Pass che suona negli stili country e soul.
"The Boy From Ipanema", ritorna come parte di un selvaggio medley di canzoni che sarebbe dovuto essere tutto di musica brasiliana, ma che invece va in qualsiasi direzione fantasiosa. Il batterista Bobby Durham è un modello di flessibilità, muovendosi tra gli stili nell'evolversi del medley. 
Il set di chiusura è una performance del 1977 al Montreux Jazz Festival. Flanagan, Betts e Durham ritornano, e la Fitzgerald si mostra sicura di sé e con una bella voce.
Lei e il trio sono "in tasca" ritmicamente, e lo swing di pezzi come "Too Close For Comfort", “I Ain’t Got Nothin’ But The Blues” e “Come Rain or Come Shine” è profondo e palpabile.
Le canzoni contemporanee “Ordinary Fool” di Paul Williams e "You Are the Sunshine of My Life" di Stevie Wonder non sono male, ma i punti salienti del set sono i vivaci accordi scat su "One-Note Samba" ed una interpretazione profondamente sentita di "My Man".
(Fonte Jazz History Online)

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