lunedì 2 dicembre 2013

Warren Wolf - Wolfgang

Nel corso della sua storia, il jazz è stato rivitalizzato da una continua evoluzione di stili, fresche trasformazioni nell'espressione, salti audaci nella sfera dell'improvvisazione libera e, soprattutto, dall'arrivo di giovani artisti che, pur immersi nel passato, hanno un occhio al futuro dell'idioma. Gli appassionati di jazz accolgono la nascita di nuove generazioni di musicisti di talento che coraggiosamente avanzano in un territorio progressista. Tra le più importanti giovani stelle del jazz in quella vena c'è il vibrafonista Warren Wolf, che consegna il suo notevole secondo album, Wolfgang, per Mack Avenue Records. 


Wolf, un multi-strumentista che pur avendo affinato i suoi chops alla batteria e al pianoforte dall'età di tre anni, ora insegue le orme di maestri del vibrafono come Bobby Hutcherson e Stefon Harris, che lo hanno preceduto come componente del SFJazz Collective.
Wolfgang, pubblicato lo scorso 20 agosto presenta due differenti sezioni ritmiche, una con il pianista Benny Green, il bassista Christian McBride e il batterista Lewis Nash, l'altra con il pianista Aaron Goldberg, il bassista Kris Funn e il batterista Billy Williams Jr., oltre a due splendidi pezzi in duo con il pianista Aaron Diehl. 
Wolf e Diehl stanno costruendo la loro carriera da giovani (sono entrambi sotto i 35 anni) musicisti che cercano di mantenere viva la tradizione del jazz.
Composto da nove brani (sei dei quali originali), Wolfgang trova Wolf interpretare il suo lato più rilassato, dopo il suo vulcanico omonimo album di debutto con Mack Avenue. 
"Il precedente album fu un mezzo per introdurre me stesso come leader", dice il 33enne vibrafonista. "Questa volta invece ho deciso di mostrare le mie abilità di scrittura, con composizioni che hanno delle melodie che le persone possano ricordare." 
Nel suo primo album, prodotto dal suo mentore McBride (con il quale Wolf suona sin dal 2007 dopo che i due si incontrarono al Jazz Aspen sette anni prima), Wolf si inserì nel contesto di un quintetto e sestetto (con il sassofonista Tim Green e, su due pezzi, il trombettista Jeremy Pelt). Questa volta invece si concentra in gran parte sul quartetto. 
"Volevo mostrare la bellezza del vibrafono," dice. "In un quintetto, si è più limitati. Con un quartetto, mi si può sentire di più. Molte volte il vibrafono suona a sostegno di altri. Qui cerco di mostrare che posso tenere la palla da solo." 
Wolfgang si propone di mostrare le influenza classiche e blues di Wolf, così come le sue composizioni; si apre con il vibrafonista che dirige la sua band (Fun e Williams con Goldberg come ospite) in "Sunrise". Il brano si sviluppa come un gioiello swing con l'aggiunta delle liriche linee del vibrafono.
Con la stessa band, Wolf accelera nella bruciante "Grand Central", che prende un ritmo frenetico con folli sprazzi di movimento: un inseguimento selvaggio, una spinta schiacciante. 
"In realtà, questo pezzo in origine aveva un titolo diverso che poi abbiamo deciso di non usare", dice Wolf. "Mentre mi esibivo che al Dizzy’s Club at Jazz al Lincoln Center, un ragazzo mi ha detto che gli sembrava di essere alla Grand Central Station all'ora di punta. Quindi, questo mi è sembrato il titolo perfetto."
Lo stesso quartetto è presente anche nel veloce "Lake Nerraw Flow" che vede Wolf prendersi un fluttuante assolo. E' una canzone che ha scritto come senior al Berklee College of Music nel 2001. 
"Io non scrivo più in questa maniera, ma sapevo che questo sarebbe stato un grande pezzo", dice Wolf. E il titolo? "E' il mio nome scritto al contrario." 
Per il quarto pezzo "Setembro", scritto da Ivan Lins/Gilson Peranzzetta, Wolf ha invitato il cantante Darryl Tookes ad armonizzare con vocalizzi "wordless". "Ritorno all'obiettivo di questo album: registrare melodie che la gente possa realmente amare", dice Wolf.
Wolf e Diehl sono diventati buoni amici a causa del loro profondo apprezzamento sia per il jazz che per la musica classica. 
"Quando ho scritto la title-track 'Wolfgang' avevo in mente un coro in mente che poi ho tagliato." Nel pezzo, Diehl e Wolf conversano meravigliosamente sui loro strumenti, sia nei dialoghi che in contrappunto. L'altro numero in duo arriva alla fine del disco, quando la coppia si tuffa allegramente in "Le Carnaval de Venise", un valzer composto da Jean-Baptiste Arban. 
"Ho sentito questa musica a scuola [Baltimore School of the Arts] quando un trombettista prese l'iniziativa", dice Wolf. "Quindi ho visto una clip su YouTube di Wynton [Marsalis] che la suonava con una orchestra sinfonica. Ho comprato la registrazione e me ne sono innamorato.
Il pezzo viene consegnato come un valzer percussivo con Diehl e Wolf che fluttuano insieme come onde gentili.
Con la sezione ritmica Green/McBride/Nash, Wolf si lancia in tre pezzi, tra cui una versione blues e hip di un canzone tradizionale, "Frankie e Johnny", che suo padre gli aveva fatto ascoltare quando era adolescente. 
"Ho ascoltato una versione live che Ray Brown fece con Milt Jackson e Stanley Turrentine ed altri, e mi piacque molto l'impulso del basso", dice Wolf. "Si può sentire Christian urlare in questa versione, che è un tributo a Ray Brown.
Il gruppo consegna anche "Annoyance", con McBride che si prende l'apertura, mentre Wolf porta le sue doti liriche ("Se si sente qualcosa di simile ad un errore, si suppone che ci sia", dice Wolf, che ama ascoltare delle dissonanze all'interno della bellezza) ed il blueseggiante "Things Were Done Yesterday", dove Green vola sulla tastiera. 
"Sono sempre stato un grande fan di Benny", dice Wolf. "Ascoltare il modo in cui suona attraverso i cambiamenti è incredibile."
Una divertente ed intelligente raccolta di melodie indelebili, Wolfgang alza la posta nella giovane carriera di Wolf. Anche se sta cercando ancora di sviluppare la propria voce e la propria visione (lui dice di avere diversi nuovi progetti a cui sta pensando), ha già ottenuto grandi elogi, anche dal Presidente Emerito della Blue Note Records, Bruce Lundvall. 
Alla domanda su chi l'avesse impressionato sulla scena di oggi, il capo della leggendaria etichetta ha subito risposto: Warren Wolf. 
"Warren è molto diverso", ha detto. "Ha un senso dello swing ed uno stile percussivo. Lui ha delle grandi dinamiche, eccellenti composizioni ed è un artista molto emozionante."
(Fonte Mack Avenue)




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