sabato 21 dicembre 2013

Time in jazz a Natale è Shortime

A Berchidda torna Shortime, il consueto appuntamento di fine anno proposto dall'associazione culturale Time in Jazz. Musica e non solo, venerdì 27 dicembre al Centro Laber (l'ex caseificio riconvertito in spazio culturale e di produzione per le arti), a partire dalle 19.30 con ingresso gratuito. 


Si comincia con "Vuoti di memoria", una degustazione di vini "raccontata" da Antonella Usai, direttrice del Museo del Vino di Berchidda, in compagnia di Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura, attesi protagonisti del concerto che più tardi, alle 22.30, chiuderà la serata. 
La musica entra in scena alle 21 con Zamua, cantante e songwriter sardo-burundese, cresciuto a Nuoro e da diversi anni trapiantato a Parigi. Riflesso di una vita vissuta nel segno della fusione e dell'incontro tra culture, la sua musica è una sintesi di influenze pop-folk e soul-jazz, come testimonia anche il suo recente mini album d'esordio, "Litanie". 
Il progetto che presenterà a Shortime, "Viaggi di ritorno", nasce nel 2009 dopo una pausa musicale di quattro anni, durante i quali l'artista ha raccolto appunti e custodito segretamente immagini e storie da raccontare. 
Ad accompagnare la chitarra e la voce di Zamua, a Berchidda, ci saranno Shay Mané alle tastiere e ai cori, Sébastien Artigue al contrabbasso e Martin Wangermée alla batteria; ospite Matteo Pastorino, al clarinetto. 
Altri suoni e atmosfere, a partire dalle 22.30, quando sul palco del Centro Laber saliranno Paolo Fresu (tromba e flicorno) e Daniele Di Bonaventura (bandoneon) per proporre un programma musicale in sintonia con le feste, come suggerisce il titolo della loro esibizione: "Notte de Chelu".
La scaletta messa a punto per l'occasione attinge infatti dal repertorio natalizio, in particolare da quello tradizionale sardo delle "Cantones de Nadale" scritte negli anni Venti del secolo scorso da "Babbai" Pietro Casu (1878-1954), il parroco di Berchidda che fu poeta e romanziere, e musicate da Agostino Sanna. 
Il tutto rivisitato sul filo di quel fecondo interplay che caratterizza il sodalizio artistico del trombettista sardo col bandoneonista marchigiano; un dialogo nel segno degli strumenti ad aria e di un lirismo dagli aromi mediterranei, fra jazz, tango, richiami alla tradizione sarda, alla musica sacra e operistica. 

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