venerdì 20 dicembre 2013

Omer Klein: To The Unknown

Nell'aprile di quest'anno è stato pubblicato il quinto album da leader dell'eccellente pianista israeliano Omer Klein, dal titolo To The Unknown, per l'etichetta francese Plus Loin. 


To the Unknown presenta l'Omer Klein Trio con il bassista Haggai Cohen Milo e il batterista Ziv Ravitz, che esegue 9 nuove composizioni originali di Klein. E' senza dubbio il suo album di svolta.
Pianista jazz e compositore, Klein è cresciuto in Israele, dove è considerato "uno degli artisti più affascinanti emersi in questo paese negli ultimi dieci anni" (City Mouse, Tel Aviv).
Klein ha studiato a Boston con Danilo Perez ed ha continuato i suoi studi a New York sotto Fred Hersch. E' diventato un membro di rilievo della scena jazz di New York, esibendosi al Blue Note e alla Carnegie Hall. 
Klein ora vive in Germania e gira tutto il mondo, collaborando con artisti del calibro di Omer Avital, John Zorn, Lee Konitz, Jeff Ballard, Joel Frahm, oltre a popolari icone musicali israeliane come Yehudit Ravitz, Eviatar Banai e Rona Kenan, e molti altri.
Prima di To the Unknown, ha pubblicato 4 album di grande successo: Duet (Fresh Sound), Introducing Omer Klein e Heart Beats (Smalls Records) e Rockets on the Balcony (Tzadik), selezionato da Downbeat Editor’s Pick. 
Registrato a New York e servito da un trio di talenti di livello mondiale, To the Unknown presenta composizioni particolarmente dense, che ci permettono di cogliere al primo ascolto l'universo di Klein e la sua grande cultura, con influenze ricche e diversificate.
Senza mai perdere la sua mente istintiva ed il suo linguaggio poetico, Klein, come un orafo offre composizioni altamente artigianali per evidenziare il carattere del trio, lasciando ampio spazio per l'espressione dei suoi collaboratori musicali.

Il pianista Omer Klein dirige un trio con Haggai Cohen-Milo e Ziv Ravitz attraverso un'impressionante collezione di originali. Ha lavorato con artitsti come Lee Konitz e John Zorn, così lui conosce il suo modo per aggirare gli avori, il suo tocco è caldo e vetroso, con un pizzico di delicatezza, sicuramente una mano di ambito classico. 
La spaziosità di Klein rivela una pazienza che manca a molti artisti di oggi, ma non è una compensazione per mancanza di swing, lui è ancora in grado di muovere una canzone come "One For the Road" e vi porterà in un lungo viaggio, e renderà la corsa più facile di quanto non sia in realtà. Una eccellente produzione"
(Fonte Jazz Weekly)




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