giovedì 12 dicembre 2013

Kenny Wheeler - Six For Six

Kenny Wheeler conferma la sua intesa con Cam Jazz con una nuova inestimabile registrazione in sestetto. 


Per l'occasione, il trombettista e flicornista, canadese di nascita, ma inglese di adozione, ha schierato Stan Sulzmann, al sax tenore e soprano, Bobby Wellins al sax tenore, John Taylor al pianoforte, Chris Laurence al contrabbasso e Martin France alla batteria. Una sorta di all-star band britannica (anche se Wellins è scozzese), per questa nuovo "Six For Six", registrato nel mese di aprile 2008 ai Bauer Studios di Ludwigsburg, in Germania. 
Kenny Wheeler, che al momento della registrazione, aveva quasi 80 anni (è nato a Toronto nel mese di gennaio 1930) è ancora brillante ed elegante. L'album si apre con un classico "botta e risposta" di fiati e ottoni, che si cercano a vicenda, si chiamano a vicenda ed interagiscono (“Seven, Eight, Nine - Part 1” è il titolo del pezzo, il primo degli otto scritti tutti dal leader). 
A seguire sentiamo un chiaro riferimento alla musica di Miles o agli arrangiamenti di Gil Evans, con un Wheeler che si mette alla pari con i suoi colleghi di registrazione, scegliendo di non erigersi ad un ruolo da solista, ma riuscendo anche a non rimanere sullo sfondo, e lasciando che gli altri improvvisino sui suoi temi. 
Temi chiari, brillanti, in cui i sax di Sulzmann e Wellins mostrano interamente il proprio talento, fondendosi con la tromba e il flicorno del leader. Tutto questo sotto l'attento esame di John Taylor, l'abile arrangiatore di accordi. 
Una nuova pietra preziosa nelle monumentali incisioni di Wheeler, che ha, ormai, affrontato tutti gli stili e le fasi del jazz britannico ed europeo, riuscendo sempre ad ottimizzare le doti dei suoi compagni di viaggio. 
Un nuovo, importante indicatore della collaborazione fruttuosa tra Wheeler e Cam Jazz, ormai prossimo a spegnere le candeline del suo decimo anniversario.
(Fonte CamJazz)

La straordinaria longevità artistica e la sconfinata originalità creativa del vecchio maestro anglo-canadese Kenny Wheeler si manifesta album dopo album con la personale e inossidabile originalità estetica. La dimostrazione di quanto detto si può ammirare in questa nuova produzione CAM JAZZ dal titolo “Six For Six”, in cui il maturo band leader si circonda di autentici virtuosi del jazz d’oltremanica per confezionare un lavoro di rara intensità formale. 
Il raffinato pianismo di John Taylor (da molti anni al fianco di Wheeler), la varietà timbrica di Stan Sulzmann al soprano e tenor sax, la poderosa presenza di Bobby Wellins al tenor sax, il solido incedere di Chris Laurence al contrabbasso e il prezioso drummin’ di Martin France alla batteria formano, con la maestria linguistica di Kenny Wheeler alla tromba e flicorno, un tutt’uno dalla luminosa ed elegante coloritura musicale. 
In apertura un lungo assolo di Martin France introduce “Seven, Eight, Nine (Part One)” che, articolandosi in un susseguirsi di primi piani solistici sostenuti da un’incalzante tensione ritmica, trova il suo naturale seguito in “Seven, Eight, Nine (Part Two)”. 
Nella successiva “Canter No 6” l’incipit del brano è affidato all’incalzante groove del contrabbasso di Chris Laurence, mentre la suadente melodia di “The Long Waiting” si stempera in un alternarsi di primi piani declamatori fra cui lascia ammirati quello di Stan Sulzmann con il soprano. 
L’album, poi, propone ancora la coinvolgente e impetuosa coralità di “Four Five Six”, la struggente liricità di “Ballad N. 130”, il dolce andamento di “The Imminent Immigrant” e la compostezza d’assieme di “Upwards” in un fluire di atmosfere dal raffinato gusto compositivo e interpretativo. 
La frontline, formata dal “vecchio” maestro e dai sassofoni di Sulzman e Wellins, ingaggia un corposo interplay con la sezione ritmica composta da Taylor, Laurence e France, perfettamente in linea con il verbo jazzistico e l’idea progettuale di Wheeler. 
Pertanto, ancora una volta il fuoriclasse anglo-canadese propone un disco dal concreto ed emozionante contenuto artistico, in cui si può ancora una volta apprezzare la preziosa trama del suo forbito lessico e la superba intensità espressiva di un nugolo di talentuosi partner dal respiro internazionale.
L’album “Six For Six”, registrato da Johannes Vohlleben presso i Bauer Studios di Ludwigsburg, mostra una nitidezza timbrica e una scena sonica di assoluta qualità: orizzontalità, verticalità e profondità dell’ambiente di registrazione sono perfettamente leggibili in una immagine tanto realistica quanto fascinosa.
(Francesco Peluso - Fedeltà del Suono - La Bacchetta Magica)

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