mercoledì 18 dicembre 2013

Jaimeo Brown - Transcendence

Transcendence segna il debutto con l'etichetta Motema Music di Jaimeo Brown, un brillante batterista 34enne, compositore e concettualista. 


Con un intrigante amalgama di jazz moderno, musica spirituale nera del Sud, musica carnatica Indiana, blues, e le tattiche di produzione di hip-hop/elettronica, Transcendence presenta Brown come un eretico senza paura, un artista che cerca nuove vie per una personale espressione musicale, ed intende onorare un ampio e profondo lignaggio di tradizioni musicali e culturali.
Brown e i suoi compagni, l'acclamato sassofonista JD Allen e il chitarrista e produttore, Chris Sholar, formano il nucleo base di questo album, oltre, a rotazione, ad un cast di notabili: la pianista Geri Allen, il suonatore di harmonium Andrew Shantz; il vocalist indiano Falu, il tastierista d'avanguardia Kelvin Sholar, i parenti di Brown, il bassista Dartanyan Brown, la pianista/flautista, Marcia Miget, sorella di Brown, la cantante Marisha Rodriguez, e la figlia di 2 anni, Selah, che fa un affascinante debutto vocale sulla canzone "I Said."
La filosofia di Brown di trasformare il dolore e la liberazione in arte, e il risultante Transcendence, in primo luogo mise radici nel 2010, quando viveva nel New Jersey, con la sperimentazione di vari stili musicali e con le letture della Bibbia.
Durante quel periodo, Brown stava ascoltando attentamente una musica che era sovrapposta ad un tanpura dell'India orientale. La musica risuonò in modo così determinante, che riuscì a scatenare in Brown un fuoco creativo.
Forse l'elemento più trafiggente di questo disco sono i campionamenti delle celebrate Gee's Bend Quilters, cantanti di spiritual che provengono dalle zone rurali dell'Alabama. Le loro canzoni struggenti, eseguite mentre lavoravano alle trapunte, sono state documentate nel 1941 e nel 2002 (via Tinwood Media).
Le loro trapunte sono state presentate nei musei di tutto il paese e la loro musica ha ispirato composizioni di un manipolo di musicisti, in particolare "Blue Blocks" del pianista Jason Moran (su commissione dal Philadelphia Museum of Art).
Tuttavia, Transcendence non è certo un semplice prodotto di erudizione accademica. Brown crea una nuova combinazione organica di campionamenti reali delle loro voci, all'interno di un contesto live. Fece debuttare questo concetto sul celebre album natalizio di Geri Allen, A Child is Born, e adesso ripropone quel concetto in collaborazione con il co-produttore, Sholar (Kanye West, Jay-Z, Q-Tip, Mariah Carey) e JD Allen (Betty Carter, Lester Bowie, David Murray, Meshell Ndegeocello, Frank Foster).
Transcendence si dispiega come un odissea sonora multi-sfaccettata, dove le voci delle cantanti della Gee's Bend s'intrecciano all'interno ed all'esterno, offrendo alla musica di Brown una sensazione che è allo stesso tempo fresca ed emotivamente penetrante, quanto intellettualmente e spiritualmente provocatoria.
Transcendence crea un montaggio musicale di ordine più alto e sincrono. Giustapponendo gli elementi primordiali del blues occidentale, del jazz, del rock e dell'elettronica, in un contesto spiritualmente potente di suoni devozionali dell'antica Est-India e degli afro-americani, questa band rotola in un universo musicale che è estremamente personale.
Benchè Transcendence segua inconfondibilmente l'impulso di ciò che è attuale nell'esplorazione del jazz, la sua libertà e profondità d'animo trova maggiori connessioni con pionieri spirituali come Max Roach, John Coltrane o Randy Weston, che non con le tendenze di molti dei contemporanei di Brown.
Le 12 canzoni di Transcendence portano nuova vita ai campionamenti vocali delle cantanti della Gee's Bend. "Mean World" incanala lo spirito interiore delle importazioni orientali di Coltrane, mentre "Baby Miesh" trasmette un influenza più prettamente orientale, indiana, sentita anche su "Somebody's Knocking" e "I Know I've Been Changed". 
La vibrazione dell'album varia decisamente su "Patience", una canzone a base di rock, e si muove in avanti per spingersi più in profondità in melodie più occidentali, come in "Power of God", o come su "This World Ain't My Home,", un pezzo che conclude l'album con una forte influenza hip-hop.
(Fonte Motema Music)

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