martedì 17 dicembre 2013

Glauco Venier pubblica per l'Ecm

«Il padre di tutti i sogni di un pianista jazz? Incidere un disco di piano solo per la Ecm! Potrei anche ritirarmi a fare il pastore, dopo». Ce lo disse qualche tempo fa quando intraprese la splendida avventura del trio cameristico con Norma Winstone e Klaus Gesing, un percorso in tre dischi (il terzo esce il mese prossimo) giunto alla soglia dei Grammy Awards. 

Fonte RealTime Management

Ora il sogno si fa realtà per Glauco Venier: il più grande musicista che il Friuli oggi possa vantare, domani parte per Lugano, dove, negli studi della Radiotelevisione della Svizzera italiana, registrerà, in due giorni, il nuovo album a proprio nome. Dopo Keith Jarrett e Stefano Bollani, un artista di casa nostra sale sull’Olimpo del jazz. E in buonissima compagnia!
«In qualche modo chiudo un cerchio - commenta Glauco -. L’inizio fu il piano solo di Finlandia nel 1991, ora vado in studio per Manfred Eicher: ne sono immensamente felice!». 
E naturalmente il maestro di Gradisca di Sedegliano porterà con sé a Lugano un po’ di Friuli. «Come sempre. Porto Stefano Amerio come ingegnere del suono e Glauco Comoretto come fotografo. E poi mi porto le ispirazioni di Celiberti e di Harry Bertoja». 
Ma come sarà questo disco? «Sarà un album senza paracadute: improvvisazione pura. Assieme all’amico Manfred ho pensato a piccoli quadretti sonori, a miniature che confezionerò al pianoforte certo (un morbido Steinway), ma anche usando strumenti metallofoni. Sarà una bella sorpresa per tutti».
Ieri intanto è uscito il cofanetto cd+dvd che contiene un altro bel progetto di Glauco: quel per big band e orchestra sinfonica, Symphonika, che conquistò tutti (Celiberti in primis) a Mittelfest 2012. 
A quell’eccellente lavoro Glauco lavorò a lungo assieme a Michele Corcella, un arrangiatore davvero super, e chiamò la Mitteleuropa Fvg orchestra guidata da Valter Themel. «Una squadra di classe - completata da Amerio e, per la parte video, da Roberto Castellano».
Il ritorno del trio. Se non conosciamo ancora la data di pubblicazione del piano solo, sappiamo invece che a gennaio uscirà, sempre per la Ecm e registrato proprio a Lugano, il nuovo disco con Norma e Klaus: Dance without answer
«Il titolo viene dall’omonimo pezzo di Gesing, che qui firma anche High places, dedicato a Gorizia, la città dove vive adesso. C’è anche un po’ del mio amato Friuli: ho musicato due liriche di Novella Cantarutti, Gust da essi viva e Come al recuart, aggiungendoci una filastrocca che la nonna mi cantava sempre, Ator ator dal pradisìt. E poi ci sono alcune cover che possono sembrare davvero strane...». 
Strane perché? «Chi conosce la storia del jazz sa bene che i grandi, da Miles a Monk, da Coltrane a Rollins, riprendevano e reinventavano gli standard della loro epoca, soprattutto quelli di Broadwaday. Noi, che siamo figli altri tempi, abbiamo preso allora Nick Drake (Time of no reply) e Madonna (Live to tell). In più ci sarà A breath away di Ralph Towner, cui Norma ha aggiunto un bel testo».
Il trio Venier-Winstone-Gesing è rientrato da poco da un’importante tournée in Asia: si sono esibiti a Seul per l’Ecm music festival, dove c’erano tanti grandi del jazz e della classica, e a Shangai. 
«Una bella esperienza. Ti dirò che mi ha colpito moltissimo la Corea, dove il primo comandamento del governo è Education. Cultura: da studiare, da ammirare da costruire insieme, sulla base di una scolarizzazione pazzesca. Ho respirato attenzione, comprensione, rispetto, semplicità e organizzazione. Marziani. Innamorati del jazz».

Nessun commento:

Posta un commento