martedì 17 dicembre 2013

George Colligan - The Endless Mysteries

Come membro della band di Jack DeJohnette il pianista George Colligan ha sviluppato un rapporto musicale suggestivo e potente con il leggendario batterista, che aiuta questo suo 24esimo album come leader, in maniera molto efficace. 


Con DeJohnette e il bassista virtuoso Larry Grenadier, le dieci composizioni originali di Colligan crescono in maniera positiva, grazie alle interpretazioni profonde e magistrali di questo incredibile trio. "The Endless Mysteries" mette in mostra tre improvvisatori senza pari al top del loro playing, e segna un momento significativo per il classico trio per pianoforte.

Ecco un estratto di una recensione pubblicata sul sito dell'emittente radiofonica Wemu:
"L'ascolto ripetuto di George Colligan rivela il suo rispetto per i grandi del pianoforte come Tommy Flanagan, Cedar Walton, Herbie Nichols, Herbie Hancock, Chick Corea, McCoy Tyner e Bill Evans. L'ascolto ripetuto di George Colligan rivela anche una mente musicale del tutto originale, di grande profondità emotiva.
Due pezzi in particolare illustrano la sua gamma emotiva: Thoughts of Ana e Outrage. Entrambe le canzoni sono state composte in risposta all'insensata tragedia della sparatoria alla Newtown. 
Thoughts of Ana è una ballata malinconica, delicata e cupa, dedicata a Ana Greene, figlia del sassofonista Jimmy Greene, uno degli amici intimi di Colligan. La bella bambina Ana Greene perse la vita quel giorno terribile. 
Outrage è un'espressione piena di rabbia, incredulità e furore. I due brani sono giustapposti nel mezzo del disco per farvi fermare, pensare e sentire.
Dal pezzo di apertura, Waiting For Solitude fino all'ultimo If The Mountain Was Smooth, You Couldn’t Climb It, The Endless Mysteries offre escursioni ritmiche che vanno dal gentilmente delicato al rock al suo vero nucleo.
Mentre le composizioni di Colligan illuminano questi voli musicali, il bassista Larry Grenadier e il batterista Jack DeJohnette prendono piena padronanza degli aspetti musicali, accentuando ogni fraseggio, nota e pausa, con risposte istintive e complementari.
Si prega di annotare specialmente Liam’s Lament nel quale George Colligan mostra la sua padronanza della melodica. Questa canzone non è un numero nuovo. Colligan crea dinamiche e ombre sulla tastiera a tre ottave, attraverso il controllo del respiro ed una comprensione degli spazi tra le note, così come del degrado e del riverbero naturale del suono della melodica. 
Questo pezzo è un esempio dell'eccezionale di abilità di Jack DeJohnette con i mallets.
Ogni canzone su The Endless Mysteries è degna di una pieno e ripetuto ascolto...."
(leggi la recensione integrale in inglese sul sito originario)

Nessun commento:

Posta un commento