lunedì 16 dicembre 2013

Gary Peacock / Marilyn Crispell: Azure

"Azure" presenta splendidi duetti di due grandi improvvisatori la cui compatibilità è stata provata tempo fa. Gary Peacock e Marilyn Crispell hanno prodotto insieme musica eccezionale nel trio con il compianto Paul Motian, su album ECM, tra cui "Nothing ever was, anyway" e "Amaryllis", ma anche il loro progetto in duo ha una lunga storia, fino ad ora non documentata su disco. 


Con il loro senso condiviso di lirismo, i loro stili individuali di composizione e il loro profondo background in free playing, Peacock e Crispell sono partner musicali eccezionali. 
L'album, registrato a New York, il territorio di casa per entrambi i musicisti, contiene pezzi scritti da Peacock ("Lullaby", "The Lea", "Puppets"), e dalla Crispell ("Patterns", "Goodbye", “Waltz after David M”), improvvisazioni in duo (“Azure”, “Blue”, “Leapfrog”) ed altamente inventivi assoli di piano e contrabbasso.

Ecco una bella recensione dell'album pubblicata sul sito Piano Solo:
È una lunga collaborazione musicale quella che coinvolge la pianista Marilyn Crispell e il contrabbassista Gary Peacock. Basti pensare a “Nothing Ever Was, Anyway” (1997), con il compianto Paul Motian, o a “Amaryllis” (2001) e ancora a “Storyteller” (2003). 
“Azure” è il risultato di una collaudata storia musicale, la risultanza di un dialogo bilanciato ed equilibrato che si svolge sotto il segno delle esperienze individuali dei componenti questo duo, qualcosa che accade in tutte le composizioni, firmate singolarmente o congiuntamente, anche nelle improvvisazioni come la title track “Azure” o in “Blue”. 
Un lavoro in cui ciascuno porta in dono il proprio vocabolario musicale come bagaglio essenziale e prezioso per una musica libera, priva di vincoli, che ha abbattuto ipotetici limiti e può concedersi l’abbandono assoluto alla creazione.
Numerosi sono i colori e le atmosfere di “Azure” nel suo complesso: il frammento, l’oscurità, l’esplorazione come nella track d’apertura, “Patterns”, ma anche la bellezza immortale della melodia, come nella ballad firmata Crispell e intitolata “Goodbye”, o il delicato canto di “Waltz After David M”. 
Una comune propensione alla meditazione, a una dimensione espressiva di spiritualità emerge dai due brani solistici, “Bass Solo” e “Piano Solo”, dove la ricerca di materiale sonoro si radica nella sostanza interiore, ma anche in “Lullaby” o nella contemplativa “Azure” che chiude il disco, dove astrattismo, impressionismo e lirismo coabitano felicemente come in un incantevole e incantato paesaggio senza tempo.

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