lunedì 9 dicembre 2013

Francesco Bearzatti Tinissima Quartet "Monk'n'Roll" - Jazz à Porquerolles 2012 (video)

Il brillantissimo Tinissima Quartet di Francesco Bearzatti e Giovanni Falzone, senza dubbio una delle migliori formazioni italiane, il 13 luglio del 2012 fu ospite della rassegna Jazz à Porquerolles dove presentarono il loro progetto "Monk'n'Roll". Il quartetto è completato da Danilo Gallo, basso, elettronica e Zeno De Rossi, batteria.


Monk’n’ Roll è il titolo dell'ultimo progetto del pluripremiato sassofonista d’origine friulana, un omaggio sorprendente dove tutta l’energia e la potenza dei riff più famosi del rock (Led Zeppelin, Pink Floyd, Queen, Lou Reed) si fonde ai temi del leggendario pianista.

Circola una battuta, attribuita a Thelonious Monk ma probabilmente apocrifa, secondo la quale “il rock è jazz ignorante”. Per descrivere questo disco di Bearzatti, basterebbe semplicemente apporre una virgola tra la penultima e l’ultima parola.
Scherzi a parte, nei suoi sette titoli da leader, distribuiti lungo quindici anni di carriera discografica, Bearzatti ci ha abituato a due costanti. La prima, che ogni suo sarà un vero progetto: non un assemblaggio più o meno casuale di brani, bensì un’opera compiuta, retta da un rigoroso filo conduttore. La seconda, che l’opera andrà a unire punti apparentemente lontanissimi, rivelandone affinità e convergenze. Questo “Monk’n’Roll”, come il titolo stesso denuncia, unisce due di tali punti: Thelonious Monk e il rock.
L’operazione di Bearzatti agisce a vari livelli. Innanzi tutto, c’è l’unione dei temi monkiani con riff e giri di basso ripresi da celebri brani rock: e così troviamo Bemsha Swing sovrapposto ad Another One Bites The Dust dei Queen, Bye-Ya con Pretty Woman, Green Chimneys con Money dei Pink Floyd, ‘Round Midnight con Walking On The Moon, In Walked Bud con Billy Jean, Blue Monk con My Sharona, Criss Cross con Walk On The Wild Side e così via. 
C’è insomma il gioco dello scoprire, ogni volta, gli accostamenti e usiamo la parola “gioco” nel senso nobile di divertimento e di sfida combinatoria. L’operazione di Bearzatti e soci non ha in realtà nulla di dissacrante o banalmente provocatorio, dato che tutti sono chiaramente mossi dal più autentico divertimento e da un sincero amore per entrambi i mondi musicali. C’è poi l’aspetto ritmico, per cui la batteria di Zeno De Rossi è chiamata spesso a marcare squadrate e rocciose ritmiche rock, accostate al più ortodosso swing. Infine, c’è il piano timbrico, per il quale Bearzatti riprende la pratica, già sperimentata in “Stolen Days” (Auand, 2006), di collegare il sax all’elettronica per trasformarlo in una chitarra elettrica. 
Ma il gruppo varia saggiamente le scelte secondo il brano, spaziando la morbidezza di Crepescule With Nellie e Criss Cross (quest’ultimo con Bearzatti al clarinetto e Falzone sordinato) al devastante impatto sonoro di Trinkle Tinkle e Straight No Chaser.
Ovviamente, perché il tutto funzioni serve una band compatta, disponibile al rischio e disposta a mettersi sulla stessa lunghezza d’onda del leader: come il Tinissima Quartet ha già ampiamente dimostrato di essere.
Un’ultima menzione per il Misterioso, ripreso quattro volte lungo il corso del disco, in cui i frammenti del tema sono ogni volta scomposti e lasciati galleggiare in una sorta di vuoto cosmico.
(Sergio Pasquandrea - Jazzit)

Ecco il video del concerto:

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