martedì 17 dicembre 2013

Enzo Pietropaoli Quartet - Yatra Vol. 2

A circa due anni di distanza dalla pubblicazione di “Yatra”, il cd di esordio di Enzo Pietropaoli in veste di leader del suo nuovo quartetto, esce “Yatra vol.2”. 


Basta il titolo per capire quanto forte sia la volontà di dare continuità ad una avventura musicale iniziata in forma di ”viaggio”, ed infatti “Yatra vol. 2” va considerato come la seconda tappa di un percorso che, per volontà di Pietropaoli, sarà portato avanti con passione anche in futuro, vista anche l’ottima accoglienza di pubblico e critica. 
Yatra è stato, infatti, decretato dai lettori di JazzIt come il miglior album del 2011, Enzo Pietropaoli miglior bassista del 2011 per Musica Jazz e Fulvio Sigurtà, tromba del quartetto, come miglior giovane talento sempre per Musica Jazz. 
Il consenso di critica e di pubblico tributato a “Yatra” mi ha, in un primo momento, messo di fronte ad un insolito senso di responsabilità, da una parte la paura di ripetermi, dall’altra quella di cambiare rotta e deludere chi ha tanto amato il precedente lavoro, avrei volentieri ricominciato da tre . . .” dice Pietropaoli parafrasando Massimo Troisi. 
Alla fine ho scelto la via più spontanea e semplice, quella del “non scegliere” quella di seguire il suono del cuore, lasciandomi andare, assecondando la mia tendenza a toccare le corde dei sentimenti più intimi, non senza una severa intransigenza verso il rischio di essere banale o cervellotico, i due estremi che cerco di evitare nella mia musica perseguendo una sorta di “classicismo costantemente attualizzato”. 
All’insegna del detto “squadra vincente non si cambia” abbiamo Fulvio Sigurtà alla tromba, Julian Mazzariello al pianoforte e Alessandro Paternesi alla batteria, sempre più “famiglia”, poi ci sono le due labels, “Jando Music” e “Via Veneto Jazz”, e poi dallo studio di registrazione, agli ingegneri del suono di registrazione e mix, alla veste grafica e fotografica, all’ufficio stampa, si è mantenuto uno stile che vuole diventare sempre più riconoscibile.
Così come nel precedente lavoro, Pietropaoli ha concepito “Yatra vol.2” pensando ad un ascolto “da cd” e dunque diverso da quello della dimensione “live” del quartetto dove le 2 dinamiche, la durata degli assoli, e il fattore “imprevisto” vengono abitualmente enfatizzati, a volte estremizzati, questo per potere dare, a esecutori e fruitori, la possibilità di indagare questi due diversi aspetti della musica. 
Anche la track list, cinque composizioni originali di Pietropaoli e cinque brani attinti dalle diverse musiche del mondo, ricalcano la scelta del precedente lavoro rispecchiando la duttilità e la curiosità del leader verso forme musicali più disparate, dal country progressivo, Sarah Jarosz, all’amore per la storia e le radici del jazz, Louis Armstrong, alla classica, Felix Mendelssohn, al pop, David Bowie, alla poesia pura, Violeta Parra. 
Duttilità ma estrema coerenza, nel linguaggio, nella ricerca di quella coesione stilistica che Pietropaoli persegue con grande volontà e non senza ostacoli. 
Per me essere semplice ma non scontato, essere originale ma non eccentrico, essere innocente ma non sprovveduto, è tra le imprese più difficili, è qualcosa che richiede impegno, quello di dare sempre un senso a ogni nota, a ogni pausa, e non è affatto facile, ho ancora tanto da imparare." 
(Fonte Jando Music)

Yatra, nel suo equilibrio sferico, è un disco a due facce: una tranquilla, accomodante, contenuta nelle fughe individuali e tirata nelle improvvisazioni; l'altra audace, eterogenea, lirica e scanzonata. E sta proprio li, nella sua gianica natura, la riuscita di questo disco. E' la quadratura di un cerchio che passa per le mani di un quartetto di ottimi musicisti.
(Flavio Caprera - JazzConvention

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