mercoledì 11 dicembre 2013

E' morto Jim Hall

Il grande Jim Hall è deceduto ieri nella sua casa al Greenwich Village di New York, all'età di 83 anni. Ecco un estratto di un bellissimo ricordo di Peter Keepnews, figlio del leggendario produttore Orrin, e pubblicato sul sito del New York Times

Hiroyuki Ito
(for The New York Times)

"Jim Hall è stato un chitarrista jazz, che per più di 50 anni è stato ammirato dai critici, dagli appassionati e soprattutto dai suoi colleghi musicisti, per la sua tecnica impeccabile e il calore e la sottigliezza del suo modo di suonare.
L'elenco degli importanti musicisti con i quali Hall ha collaborato, è sufficiente a fargli guadagnare un posto nella storia del jazz. Esso comprende il pianista Bill Evans, con cui ha inciso due acclamati album in duo, la cantante Ella Fitzgerald, i sassofonisti Sonny Rollins e Paul Desmond, il batterista Chico Hamilton e il bassista Ron Carter, suo frequente compagno in duo.
Ma con il suo tocco inconfondibile, il suo suono invitante e il senso finemente sviluppato per la melodia, Jim Hall ha chiarito sin all'inizio della sua carriera di essere egli stesso un musicista importante.
E' stato anche un artista influente; Pat Metheny, Bill Frisell e John Scofield sono tra i numerosi chitarristi che lo riconoscono come fonte di ispirazione. Hall, che non ha mai smesso di essere aperto a nuove idee e nuove sfide, ha lavorato in tempi diversi con tutti e tre.
Nei suoi ultimi anni Hall ha composto diversi pezzi per grandi ensemble, attingendo sia dalle sue radici jazz che dalla sua formazione classica. Opere come “Quartet Plus Four” per quartetto jazz e quartetto d'archi, e “Peace Movement”, un concerto per chitarra e orchestra, sono stati eseguiti a livello internazionale e ampiamente lodati.
Se i critici tendevano a usare le stesse parole per descrivere il playing di Hall - elegante, sobrio, fluente - questo voleva essere un omaggio tanto alla sua coerenza quanto al suo talento. 
Come Nate Chinen ha scritto recentemente sul New York Times, lo stile di Hall, "con la grazia austera di una sedia Shaker" è sembrato "moderno in quasi ogni frangente" della sua lunga carriera.
James Stanley Hall nacque il 4 dicembre 1930, a Buffalo da Stanley e Louella Cowles, e trascorse la maggior parte dei suoi primi anni a Cleveland. Iniziò a suonare la chitarra all'età di 10 anni ed iniziò a suonare professionalmente nei suoi anni dell'adolescenza.
Come la maggior parte dei suoi coetanei chitarristi, venne influenzato dai primi due grandi solisti jazz di chitarra: Charlie Christian, meglio conosciuto per il suo lavoro con Benny Goodman, ed il belga zingaro Django Reinhardt. Ma Jim traeva grande ispirazione anche dai sassofonisti, come faceva da altri chitarristi.
"I tenorsassofonisti hanno realmente influenzato il mio modo di suonare", ha detto al Times nel 1990. Quando stava sviluppando il suo stile, ha spiegato, "mi sarebbe piaciuto provare ad ottenere il suono rigoglioso di un sax tenore."
Mentre studiava teoria musicale presso il Cleveland Institute of Music, suonava la chitarra durante il fine settimana "ma non ero poi così coinvolto nel jazz", disse in un'intervista trovata sul suo sito web. 
Il suo piano era quello di diventare un compositore ed insegnare nel tempo libero. 
Ma poco dopo si laureò nel 1955 ed iniziò a studiare per un master presso l'istituto, allora il piano cambiò. "Dovevo cercare di essere un chitarrista altrimenti avrei avuto problemi per il resto della mia vita," ha detto.
Si trasferì a Los Angeles, dove studiò chitarra classica, e divenne membro fondatore del Chico Hamilton Quintet, uno dei primi e più riusciti esempi dello stile pacato, conosciuto come cool jazz. Ha poi collaborato con il clarinettista, sassofonista e compositore Jimmy Giuffre, il cui approccio avventuroso nella composizione che nella improvvisazione ebbe un impatto duraturo sulla musica di Hall.
Hall ottenne maggiore attenzione nei primi anni '60, quando Sonny Rollins, una star di ritorno alla musica dopo una lunga pausa, lo scelse per il suo nuovo quartetto. Il contrasto tra il playing aggressivo del sassofono di Rollins e l'approccio più tranquillo di Hall, contribuì a rendere l'uscita dell'album “The Bridge”, uno degli eventi jazz più importanti del 1962.
Dopo un ingaggio di basso profilo, ma redditizio in televisione nel "Merv Griffin Show" a metà degli anni '60, Hall si concentrò su dei gruppi propri, che di solito consistevano semplicemente di chitarra, basso e batteria, e registrò come leader per le etichetta CTI, A&M, Concord, Telarc e altre. Negli anni '90 insegnò presso la New School for Jazz and Contemporary Music di New York.
Benchè Hall ha subito un intervento chirurgico nel 2008 ed avuto diversi altri problemi di salute, ha continuato a suonare quasi fino alla fine, spesso in compagnia di altri chitarristi.
Questa estate si è esibito con il 26enne chitarrista Julian Lage al Newport Jazz Festival nel Rhode Island. La sua ultima apparizione fu il 23 novembre in un concerto Jazz at Lincoln Center, che presentava anche i chitarristi John Abercrombie e Peter Bernstein.
Pur con tutti i riconoscimenti che ha ricevuto nel corso degli anni - tra cui il prestigioso Jazz Masters dal National Endowment for the Arts nel 2004 - Hall non ha mai dato per scontata la sua padronanza della chitarra.
"Lo strumento mi mantiene umile", ha detto una volta alla rivista Guitar Player. "A volte sembra dirmi: 'No, non puoi suonare oggi.' Ma lo faccio comunque."
(leggi l'articolo integrale sul sito originario)

1 commento:

  1. Nessun tg ne ha dato notizia che schifo! io ho saputo adesso .e' morto quel bastardo delle brigate rosse e tutti ne hanno dato notizia

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