lunedì 9 dicembre 2013

Danilo Pérez celebra Panama

Sul sito Jazziz è stato pubblicato un bell'articolo sul prossimo album del pianista Danilo Perez, un tributo al suo paese natale, Panama.


Ecco un estratto dell'articolo:
"Nel 1513, l'esploratore spagnolo Vasco Núñez de Balboa attraversò l'istmo di Panama, diventando il primo europeo a raggiungere l'Oceano Pacifico e fondando il primo insediamento permanente europeo nelle Americhe. 
Tali eventi continuano a risuonare cinque secoli più tardi, mentre Panama celebra quell'importante anniversario. Nella sua nuova registrazione Mack Avenue, Panama 500 (in uscita il prossimo 4 febbraio), il figlio prediletto Danilo Pérez aggiunge la sua voce ai programmati tributi, con un ritratto della sua terra e della sua storia, ricca di cultura e di lotte feroci.
La miscela di influenze di Pérez, lo rende l'ideale cronista musicale della storia del suo paese. Essendo già un ponte di terra tra le Americhe, con una vivace cultura indigena, Panama  iniziò anche ad assorbire la cultura europea dopo l'arrivo di Balboa. Pérez similmente tesse insieme jazz e tradizioni folcloristiche Pan-americane con influenze dalla musica classica europea.
"Ho lavorato per anni per fare una musica che avesse un'identità molto simile al ruolo che Panama svolge nel mondo" dice Pérez . "E' un luogo dove si riuniscono un sacco di influenze provenienti da tutto il mondo."
Pérez parla dell'arrivo di Balboa come di una "riscoperta", una parola che racchiude sinteticamente sia l'importanza della sua realizzazione, che la controversia inerente alla colonizzazione europea. 
Mentre traccia l'evoluzione di Panama nel corso dei 12 pezzi dell'album, Perez dà voce letterale agli indigeni Guna Indians di Panama, che forniscono una intermittente narrazione, volta a portare il proprio punto di vista su quella storia.
Come il professor David Carrasco di Harvard scrive nelle sue note di copertina, "Le magiche performance in questo album emergono dagli incontri degli sciamani indigeni, dei migranti spagnoli del desiderio, l'agonia umana degli schiavi africani, l'amore multiculturale, e le trascendenti improvvisazioni di agonia e di amore."
Per realizzare la sua visione espansiva per questa musica, Pérez ha riunito una serie di musicisti delle sue varie formazioni. L'album infatti presenta entrambe le sessioni ritmiche delle sue formazioni più longeve; i compagni del suo trio Ben Street e Adam Cruz, così come il bassista John Patitucci e il batterista Brian Blade, con il quale Pérez collabora nel celebre Wayne Shorter Quartet. 
"C'è uno specifico spettro di linguaggi che ho sviluppato con questi due trii", dice Pérez . "Con Ben e Adam, usiamo vocabolari latino-americani per un collegamento più stretto con il jazz.  Mentre con John e Brian, il linguaggio che abbiamo sviluppato suonando con Wayne nel corso degli anni è indescrivibile. C'è una componente a gravità zero in esso, dove le cose vengono fuori dal nulla."
La densità ritmica è accresciuta in tutto Panama 500 da percussionisti provenienti da tre diversi paesi: Roman Diaz da Cuba, Rogério Boccato dal Brasile, e Milagros Lame e Ricaurte Villarreal da Panama. L'influenza classica, oltre alla prova del suo impegno nell'educazione, si esprime attraverso il violinista Alex Hargreaves, un ex studente del Berklee Global Jazz Institute, il programma di cui Pérez è direttore artistico.
Pérez spiega che ha composto la musica per Panama 500 quasi come fosse la colonna sonora per un film immaginario sul passato ed il presente del paese. "Più che concentrarci sulla riscoperta, dovremmo concentrarci nel celebrare le nostre storie, la nostra musica, la nostra cultura" dice.
"La mia visione è quella di creare una musica che funga da passaporto culturale, possibilmente con Panama come il ponte del mondo."
(leggi l'articolo integrale sul sito originario)

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