martedì 19 novembre 2013

"We Love Gil Scott-Heron" alla Casa del Jazz

Martedì 19 novembre  ritorna alla Casa del Jazz di Roma, un altro evento di grande successo: "Art and Soul - Storie di Musica in Musica" a cura di Alberto Castelli. In questo appuntamento: "We Love Gil Scott-Heron, un omaggio al poeta in musica", con: Alberto Castelli (storytelling wiz), Giorgia Antonelli (Casa editrice LIberAria), Mr. DMC (soul selecter).   


Recentemente la casa editrice di Bari LibrerAria ha pubblicato L'ultima vacanza - A memoir, il bellissimo libro che Gil Scott-Heron, il grande poeta della black music scrisse negli ultimi anni della sua vita.  
Questa sera, a partire dalle 19, la Casa del Jazz ricorderà la figura e l'arte di Gil Scott-Heron. Alla serata parteciperanno: Giorgia Antonelli  (responsabile di LiberAria) spiegherà  perché ha deciso di pubblicare in Italia il libro e poi leggerne alcune pagine. Sarà poi la volta di Alberto Castelli e di Mr. DMc, che tra musica,  parole e immagini racconteranno la vita, sofferta e drammatica di Gil Scott-Heron.
Figura chiave nella storia della black music (e non solo), considerato uno dei padri della cultura hip hop, Gil Scott-Heron si è sempre mosso in perfetto equilibrio tra letteratura, poesia, musica, impegno civile, blues, jazz e soul. 
Dopo aver esordito giovanissimo come scrittore e poeta, Heron si avvicinò progressivamente alla musica, soprattutto quando cominciò a collaborare con il tastierista, arrangiatore e autore Brian Jackson. 
Insieme a lui, Heron incise alcuni dei classici del suo repertorio, da The Bottle a Winter In America, da Joahnnesburg a We Almost Lost  Detroit
Con Jackson e la Midnight Band, il poeta in musica tenne un numero impressionate di concerti in tutto il mondo, durante i quali proponeva anche il suo brano simbolo: The Revolution Will Not Be Televised.
Terminata quell'esperienza così importante e ispirata, Heron formò un nuovo gruppo, Amnesia Express Band, con la quale incise nel 1981 il bellissimo Reflections, lavoro nel quale con B-Movie puntò il dito contro la politica economica di Ronald Reagan, oltre a incidere Is That Jazz?, un atto d'amore nei confronti del jazz e una toccante versione di Inner City Blues di Marvin Gaye. 
Prima di questo disco, l'artista aveva partecipato alla lunghissima campagna organizzata da Stevie Wonder per costringere il governo statunitense a trasformare in festa nazionale il giorno dell'anniversario della nascita di Martin Luther King (esperienza, questa, che è al centro, in primo piano nelle pagine de L'ultima vacanza). 
Purtroppo sulla vita dell'artista soffiò spesso e in maniera impetuosa il blues: la tossicodipendenza dal crack, le paure. i problemi personali e gli arresti per possesso di droga minarono il suo fisico e la sua creatività. 
Nonostante sia scomparso nel 2010, il suo messaggio e la sua arte continuano a colpire la fantasia, la sensibilità e la consapevolezza di tanti, a qualsiasi latitudine.

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