mercoledì 6 novembre 2013

The Complete Clifford Jordan Strata-East Sessions

Mosaic Records pubblicherà il prossimo 12 novembre un cofanetto di sei CD, The Complete Clifford Jordan Strata-East Sessions. Il cofanetto si concentra sul notevole talento del sassofonista tenore come scopritore di artisti emergenti e sulla sua abilità come produttore.


L'esplosione di libertà creativa che caratterizzò il jazz verso la fine degli anni '50 e '60 fu solo un passo nel processo che portò dei musicisti a prendere il controllo e la responsabilità della propria vita.
Promuovere, possedere e distribuire il proprio prodotto furono risultati evidenti. Le pubblicazioni private sono state una parte della scena musicale da sempre, ma negli anni '70, sulla scia del movimento " Black Power ", l'autosufficienza iniziò ad essere vista come una crociata. Essa conteneva elementi di liberazione.
I club erano maldisposti verso il nuovo sound. I musicisti si contrapponevano collettivamente ospitando i concerti, dando vita alla scena dei jazz loft a Manhattan, in spazi con scarse credenziali di occupazione e con ancora un minore riconoscimento da parte dell'autorità statale per gli alcolici. 
Non ricevendo nessuna telefonata dal Festival Jazz di Newport, gli artisti iniziarono ad organizzare i propri festival indipendenti nelle sale parrocchiali, nei campus universitari e nei centri d'arte locali.
La musica era ovunque, e non poteva essere contenuta. Compreso sui dischi. Ed è qui che nacque Strata-Est, soprattutto con registrazioni sotto la supervisione del sax tenore Clifford Jordan come omaggio a Eric Dolphy.
Strata-Est nacque come una collaborazione tra il pianista Stanley Cowell e il trombettista Charles Tolliver, che furono costretti al "self-publishing", in quanto non riuscirono a trovare un'etichetta che avrebbe commercializzato il loro album "Music Inc". 
A Clifford Jordan piacque l'idea e chiese al team se avesse potuto stampare e rilasciare le sessioni che aveva fatto, che allineavano Pharoah Sanders, Charles Brackeen, Cecil Payne, Ed Blackwell, Wilbur Ware e se stesso tra il 1968 e il 1969. La sessione guidata da Ware rimase inedita fino al 2012, mentre quella di Blackwell fa la sua prima apparizione qui.
L'ultimo cofanetto di Mosaic, "The Complete Clifford Jordan Strata-Est Sessions" le riunisce tutte per la prima volta in assoluto. Esso presenta i 6 straordinari brani inediti di Ed Blackwell con un ensemble di batteria e un quartetto con Don Cherry. 
Collettivamente, le sessioni sono un microcosmo del mondo jazz negli anni '70, in cui la potenza era sempre al massimo e le idee erano elettrizzanti. Non sorprende che ogni traccia sia un originale, non c'è alcuno standard.
A quel tempo, il movimento jazz indipendente cercava dei modi di creare un'arte che fosse più personale, a volte anche spirituale. I musicisti testavano un esistenza al di fuori dalla griglia dei tipici vincoli finanziari e commerciali, che non li avevano mai favoriti.
Strata-Est fu parte importante di tale esperimento. Lasciò la musica ai suoi creatori, dando loro la libertà di registrare tutto ciò che volevano. L'etichetta gestiva la distribuzione e la promozione e divennè uno sbocco importante per i musicisti, nuovi e consolidati, per dare vita a quello che ascoltavano nei loro cuori.
Jordan fu un grande collante tra vecchio e nuovo: la sua sessione include Don Cherry, Julian Priester, Richard Davis, Wynton Kelly, Wilbur Ware e Albert Heath su una data; Kenny Dorham, Ed Blackwell, e Roy Haynes con Kelly, Ware e Davis su un'altra.
Una data precedente allineava Cecil Payne con Dorham, Kelly, Ware e Heath. Il set di Brackeen è una reunion della band di Ornette Coleman senza Ornette, e presenta Cherry, Charlie Haden e Blackwell. Ware utilizzò Cherry, Blackwell, e Jordan nel suo set.
Quando fu il turno di Blackwell a guidare, il batterista scelse Cherry, Luqman Lateef al sax tenore, e Ware in un set; Billy Higgins, Dennis Charles, e tre musicisti alla batteria e percussioni (uno di loro fu lo stesso Jordan) per un secondo ensemble.
Il set di Pharoah Sanders è il tipico esempio di "sheets of sound" di cui fu pioniere, che presenta Sonny Fortune, Howard Johnson, Lonnie Liston Smith, Sonny Sharrock, Cecil McBee, Sirone, Billy Hart, Majeed Shabazz, Chief Bey, Nat Betti, Tony Wylie e Leon Thomas.
Il set finale di Jordan registrato nel 1973 produsse uno dei capolavori della carriera del sassofonista, "Glass Bead Games", pubblicato come doppio album, che presenta due quartetti: Stanley Cowell, Bill Lee e Billy Higgins e Cedar Walton, Sam Jones e Higgins.
Dato il concetto Strata-East, la musica spazia su tutto lo spettro, dal groove soul del set di Cecil Payne agli impegnativi incantesimi di Pharoah Sanders. Sia il set di Blackwell che di Brackeen, saranno benvenuti a tutti coloro che li hanno conosciuti attraverso la loro importante collaborazione con Ornette. Si tratta di una estensione di ciò che fece per liberare la musica, pur rimanendo fedele alle sue radici nel blues, al suo temperamento emotivo, ai ritmi sferzanti.
Le registrazioni di Jordan sono una delizia. Essendo cresciuto in una città del jazz fieramente indipendente come Chicago, Jordan aveva già un paio di date al suo attivo come leader (e come frequente sideman) per la Blue Note, più dischi per Riverside, Jazzland e Atlantic, quando prese la decisione di promuovere questi progetti. Dopo aver servito capi esigenti come Horace Silver, Max Roach e Charles Mingus, suona chiaramente con passione, agilità e gusto.
Dal momento che gli artisti possiedono i propri masters, le ristampe degli LP di Strata-Est sono state estremamente rare e non sono rimaste in giro a lungo. 
Strata-East ha pubblicato più di 50 album ai suoi tempi tra cui il popolare "Winter in America" di Gil Scott - Heron, ma il contributo di Clifford Jordan fu ciò che contribuì a farla diventare un'etichetta vera e propria.
Per capire davvero il fervore dei tempi, questo cofanetto è un complemento indispensabile a qualsiasi raccolta. Il libretto inoltre offre un eccellente saggio di Willard Jenkins e molte fotografie inedite delle sessioni di Martin Bough.
(Fonte Mosaic Records)

2 commenti:

  1. Ciao. Nel cd zodiac di Cecil Payne compreso in questo cofanetto c'è un brano commemorativo dedicato a Martin Luther King. Alle commemorazioni anni fa, presente Obama, il presidente stesso ed il suo staff lo avevano fatto suonare durante la cerimonia. Lo cercai; trovai la bella versione giapponese con OBI ed iniziai a collezionare tutto quello che di Strata East trovavo. Oggi ho una ventina di questi cd, quasi sempre edizioni giapponesi degli anni '90 (benedette). Mi piacciono così tanto che comprerò questo box per il booklet, le foto, il remastering e le tre session qui comprese che mi mancano della Dolphy Series. Grazieo per il tuo commento sul quale concordo diffusamente.

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  2. Grazie a te. Ma voglio solo segnalare che non è un mio commento ma un comunicato Mosaic. Su questo blog non ci sono più miei commenti o recensioni, ma solo materiale tratto dalla rete. Di mio c'è solo la scelta del materiale.

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