venerdì 15 novembre 2013

Noah Preminger - Haymaker

L'acclamato tenorsassofonista e compositore Noah Preminger ha appena pubblicato il suo terzo album, Haymaker per l'etichetta Palmetto, con una formazione che comprende il chitarrista Ben Monder, il bassista Matt Pavolka e il batterista Colin Stranahan, con special guest la vocalist Alison Wedding.


Haymaker è il terzo album del sassofonista dopo gli eccellenti Before the Rain (Palmetto, 2011) e Dry Bridge Road (Nowt, 2008). Jazz Review ha lodato Preminger "per il suo incisivo istinto musicale, per il suono distintivo e personale e per la capacità di scrivere grandi canzoni." 
Di Preminger il New York Times ha detto: "Preminger disegna un diverso tipo di suono per ogni nota, un destino individuale ed una storia". 
Haymaker vede Preminger condurre una band di musicisti con spirito affine di altissimo livello. L'album mette in mostra un gruppo di fresche composizioni di Preminger, oltre ad un pezzo scritto da Monder, lo standard "Tomorrow" e una cover di Dave Matthews "Don't Drink the Water." 
Mescolando atmosfera ed energia, la band di Preminger può ricordare a volte il trio Motian / Frisell / Lovano, a volte l'accoppiata Mark Turner / Kurt Rosenwinkel, anche se in definitiva questa band ha una propria impronta sonora ben definita. Haymaker è jazz moderno che bilancia integrità musicale con un allure sensuale.
Oltre che coltivare il suo coinvolgente sound al tenore, un tono che è intimo e scuro ma con una striscia di argento, Preminger persegue diverse occupazioni avventurose e competitive, tra cui gli allenamenti da pugile. 
Il titolo Haymaker viene appunto da quello sport, come spiega: "Secondo Webster, un 'haymaker' è un selvaggio pugno da ko, qualcosa di diretto, con una certa forza. L'idea mi sembrava in linea con questo album, perché non volevo trattenermi. Ho cercato di fare un musica che fosse attraente ed avesse un senso romantico, ma con una forza che fosse innegabile. E volevo che la band andasse liberamente, come ha fatto".
Circa il suo quartetto, rodato sulla strada, Preminger dice: "C'è qualcosa di speciale ad avere una band che rimane insieme abbastanza a lungo da sviluppare una seconda natura, questo è ciò che ammiro in un gruppo come lo Standards Trio di Keith Jarrett con Gary Peacock e Jack DeJohnette, la continuità e la comunione che possiedono. Ma quello che mi piace molto dei miei ragazzi è la loro individualità, le loro personalità sonore. Monder ha una tavolozza di colori che si adatta alla mia musica come nessun altro chitarrista, e lui ha una sua vera voce, sia se sta swingando o creando questi incredibili colori e atmosfere. Matt Pavolka ha questo grande, bellissimo suono, suono che quasi sempre è la cosa che mi attira di un musicista, e lui conosce la mia musica così bene. E Colin è un musicista incredibilmente intuitivo. Non occorre dirgli mai una parola. Ho scritto tutta questa nuova musica con i talenti di questi musicisti in mente".
Noah Preminger è cresciuto a Canton, Connecticut, ha studiato al New England Conservatory di Boston e ora vive a Brooklyn. Il suo album di debutto, Dry Bridge Road, uscito subito dopo il diploma alla NEC, è una sessione per sestetto che fu nominato "Debutto dell'Anno" dal Village Voice Critics Poll, oltre ad essere uno dei 10 migliori album dell'anno nella lista di JazzTimes, Stereophile e The Nation tra le altre pubblicazioni. 
Il secondo album di Preminger come leader, Before the Rain, un album ricco di atmosfere romantiche che fonde le virtù del jazz moderno con quello della vecchia scuola, fu pubblicato da Palmetto nel 2011. 
Nella recensione dell'album, All About Jazz dichiarò: "La sensibilità ed un orecchio per la raffinatezza sonora sono le caratteristiche del tenorsassofonista Noah Preminger." 
Oltre che a suonare in gruppi guidati da Cecil McBee e John McNeil, Preminger ha registrato due album per Brooklyn Jazz Underground Records con Rob Garcia 4.
Preminger ha anche suonato con artisti del calibro di Billy Hart, Dave Holland, Fred Hersch, Dave Douglas, Victor Lewis, John e Bucky Pizzarelli, Billy Drummond, George Cables, Roscoe Mitchell, Eddie Henderson e Dave Liebman. 
Il Boston Globe ha detto di Preminger: "Suona con non solo chops e padronanza, ma ha già una propria voce distintiva. Il suo approccio privilegia umore e riflessività, favorendo linee che possono essere complesse, ma che sono anche concise, senza una traccia di overplaying o spavalderia." 
E il Boston Phoenix ha dichiarato: "Il suono di Preminger non è in debito verso nessuno il che lo rende continuamente imprevedibile e continuamente soddisfacente».

Nessun commento:

Posta un commento