lunedì 25 novembre 2013

Duke. A Life of Duke Ellington - Terry Teachout

Sul sito americano dell'Huffington Post è stata pubblicata una recensione della nuova biografia Duke. A Life of Duke Ellington scritta dal critico del Wall Street Journal, Terry Teachout.


Ecco un estratto dell'articolo:
"Duke Ellington morì quasi 40 anni fa, ma per gli appassionati di jazz di una certa età, la sua creatività musicale e il suo stile elegante rimangono senza tempo.
Sia se dirigeva la sua orchestra in "Take the A Train", la composizione dal collaboratore Billy Strayhorn che diventò il tema di Ellington, o che rassicurava i suoi fan, con la sua vellutata voce basso-baritono, che li amava follemente, il personaggio pubblico del Duca come gigante del jazz, ha resistito per mezzo secolo.
I suoi fans restano familiari con la musica, dai successi popolari come "Mood Indigo" e "Sophisticated Lady" alle ambiziose opere più lunghe, che spesso raccoglievano recensioni contrastanti, ma l'uomo resta ancora - per sua stessa progettazione - avvolto nel mistero.
Terry Teachout, il critico teatrale del Wall Street Journal ed autore di una biografia, acclamata dalla critica, di Louis Armstrong, penetra quel velo con un ritratto di un musicista di talento, ossessionato nella sua ricerca della rispettabilità, che rimase evasivo ed ingannevole nei suoi rapporti con i membri della band e con gli altri suoi stretti collaboratori. Neanche i suoi amici più intimi riuscivano ad immaginare ciò che realmente pensava.
Ma ciò che non può essere negato, è che questo signore, che abbandonò i suoi studi scolastici e fu un musicista autodidatta, si colloca come il più grande di tutti i compositori di jazz, avendo lasciato circa 1.700 composizioni. 
Era noto per incorporare nel suo lavoro molti dei riff musicali dei suoi membri della band, spesso senza offrire loro il dovuto credito o indennizzo. Quando si decideva a pagare, era di solito un importo unico, modesto, piuttosto che una quota delle royalties.
"La band era il suo laboratorio musicale, il posto dove sperimentava le nuove idee, ed era incapace di funzionare come compositore senza la sua presenza costante", scrive Teachout.
Il programma di lavoro di Ellington era scoraggiante, faceva gran parte delle sua composizioni in camere d'albergo a tarda notte e fino al mattino. 
Egli era anche noto per la procrastinazione, rimandando il completamento delle composizioni fino alla data dell'esecuzione e ritardare non era più un'opzione.
Un aspetto della sua vita per il quale il soave ed urbano bandleader trovava sempre il tempo era l'amore. Duke e sua moglie, Edna, si separarono nel 1929 dopo 11 anni di matrimonio, quando il suo essere donnaiolo la spinse a tagliargli il volto con un rasoio, lasciandogli una cicatrice sulla guancia sinistra. Non divorziarono mai, ma Ellington iniziò una serie di relazioni e non si faceva mai mancare la compagnia femminile.
Dopo un'infanzia in un quartiere della classe media nera di Washington, Ellington si trasferì a New York, dove si fece un nome esibendosi al Cotton Club di Harlem durante i ruggenti anni '20.
Teachout poi descrive gli alti e bassi della carriera del musicista che lo portarono alla Carnegie Hall, prima di cadere in disgrazia a causa dei cambiamenti nei gusti musicali del pubblico e quindi preparare il terreno per il suo ritorno stellare al Newport Jazz Festival del 1956.
L'esperienza di essere nero in America servì come tema per alcune delle composizioni di Ellington, tra cui "Black, Brown and Beige", una suite di 45 minuti eseguita per la prima volta nel 1943.
Il Duca e la sua band ricevevano una calda accoglienza quando si esibivano nel Sud segregato, ma si accampavano in pullman privati, piuttosto che cercare degli alloggi che li avrebbero potuti ospitare.
Questa documentata biografia sicuramente piacerà agli appassionati di jazz di lunga data che si dilettano nella memoria del lavoro di Ellington e ad altri che vogliano saperne di più sulla sua vita affascinante.
Parti del libro presuppongono un livello di conoscenza musicale che non tutti i lettori hanno, ma che permettono di ottenere una migliore comprensione della sua grandezza.
(leggi l'articolo integrale in inglese sul sito originario)

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