mercoledì 20 novembre 2013

Due date italiane per il duo Mary Halvorson & Stephan Crump

Il duo composto da Mary Halvorson (chitarra elettrica) e Stephan Crump (contrabbasso) saranno in Italia per due concerti, dove presenteranno l'eccellente progetto Secret Keeper.


I due saranno in concerto agli Spazi Jazz al Bomben di Treviso domani 21 novembre, quindi di seguito, il 22, saranno alla Sala Vanni di Firenze.
Secret Keeper, è il nuovo entusiasmante duo formato da Mary Halvorson, chitarra elettrica, e Stephan Crump, contrabbasso, due fra i più interessanti talenti della nuova scena newyorkese d’avanguardia.
La giovane chitarrista americana, da anni nei progetti del sassofonista Anthony Braxton e del bassista Trevor Dunn, si sta facendo sempre di più apprezzare per l’originale approccio strumentale e l’incontenibile fantasia improvvisativa, ma anche per le sue non comuni qualità di leader. 
Dal 2008, ha un suo trio con John Hebert al contrabbasso e Ches Smith alla batteria, poi diventato quintetto con Jonathan Finlayson alla tromba e Jon Irabagon al sax alto e infine settetto, con Ingrid Laubrock al sax tenore e Jacob Garchick al trombone. 
Analogo è il percorso affrontato da Crump: apprezzato contrabbassista nell’ambito mainstream e candidato al Grammy nel 2013, è collaboratore nel trio del famoso pianista Vijay Iyer e in quello della cantante Jen Chapin; come compositore sta emergendo singolarmente alla testa dell’apprezzato Rosetta Trio, formazione con Liberty Ellman alla chitarra acustica e Jamie Fox all’elettrica.
Secret Keeper è in tour in Italia per promuovere il primo album, “Super Eight”, pubblicato ad aprile per la tedesca Intakt, etichetta per la quale Crump registrò qualche anno fa il disco “Kaleidoscope and collage” in duo con il celebre sassofonista Steve Lehman, e che ha visto partecipe più volte la Halvorson in qualità di collaboratrice in progetti di Ingrid Laubrock e Tom Rainey.
I brani di questa apprezzata ‘opera prima’ del nuovo duo si muovono con fluidità tra dialoghi improvvisati e narrazioni musicali decentrate, contrasti rifrangenti, incursioni tematiche bizzarre, seguendo la grammatica dell’improvvisazione moderna. 
Il duo non solo sottolinea le particolarità di cui sono fatte le interazioni ma mette in risalto le singole qualità di ciascuno strumento, supplendo ad accumuli e ‘legati’ con astute astrazioni e strambe deviazioni, senza mai un momento di monotonia, per uno sposalizio che fa di questo lavoro un’unica fitta, articolata ed incomparabile trama.

Per chi non potrà assistere a questi splendidi concerti, ecco la versione integrale di un'altro spettacolo del duo, registrato lo scorso 12 maggio alla Creative Alliance di Baltimora.
  

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