martedì 1 ottobre 2013

The Bad Plus - Rite of Spring

The Bad Plus è uno dei rari gruppi jazz del nostro tempo che riesce ad essere artisticamente stimolante pur restando accessibile. Ma quanto magica è questa combinazione di intelligenza e di richiamo popolare? Recentemente la formazione ha fatto il tutto esaurito in due spettacoli presso l'Istituto di Arte Contemporanea di Boston, eseguendo per lo più il balletto d'avanguardia centenario di Igor Stravinsky, Rite of Spring. Il pubblico era giovane per un concerto jazz, molto giovane per un concerto classico, ma ciò nonostante si è mostrato estremamente euforico per quello che aveva visto e sentito.

Foto di Bob Travis
(Creative Commons)

Il trio, composto da Ethan Iverson al piano, Reid Anderson al basso e Dave King alla batteria, eseguì per la prima volta la sua versione del balletto per una commissione del 2011 presso la Duke University.
Quando il lavoro di Stravinsky debuttò nel 1913, causò disordini a Parigi, in parte a causa della sua storia che raccontava un sacrificio rituale in un villaggio della steppa russa, in parte a causa della sua innovativa coreografia e per i costumi audaci per l'epoca, e in non piccola parte a causa della sua incredibilmente aggressiva, dissonante, e difficile da seguire, partitura modernista. Gli ascoltatori di oggi sono molto più aperti alle innovazioni della musica, purchè siano fatte con vera convinzione, ma Rite of Spring rimane una sfida sia per i musicisti che per il pubblico.
The Rite of Spring infatti è molto difficile da interpretare ed eseguire. La maggior parte dei gruppi jazz optano per il precedente e più semplice balletto di Stravinsky, The Firebird, per rendere omaggio al compositore. 
Il pezzo è pieno di dense trame dissonanti, primordiali ritmi martellanti e figure ritmiche complesse. Nell'esecuzione di Boston, The Bad Plus è stato all'altezza della sfida, eseguendo il pezzo senza problemi e con impressionante raffinatezza classica. Iverson ha manipolato enormi parti orchestrali con le sue sole due mani. Il pizzicato agile di Anderson ha catturato ogni aspetto dell'originale di Stravinsky. King ha avuto il compito più creativo (Stravinsky, ovviamente, non scrisse per batteria), ed ha fornito un drumming grintoso, con l'aggiunta di groove per sostenere gli strumenti melodici, tutto a memoria.
The Bad Plus è conosciuto come il trio che rende il jazz più accessibile e contemporaneo ad un pubblico non-jazz. Il gruppo è noto per le sue cover di pezzi rock, fantasiose ma fedeli, dove si aggiungono accenti di improvvisazioni fantasiose a, per dire, una canzone dei Nirvana, senza sacrificare alcun estremo. 
Si potrebbe supporre che l'approccio del trio quando suona Stravinsky, potrebbe essere quello di una lettura indie-rock postmoderna, ed in effetti l'apertura della piece, completa di pianoforte campionato e colpi in stile Instagram del sole, consegna proprio questo tipo di effetto. Ma una volta che il sipario è aperto, il gruppo appare in maniera del tutto acustica, molto semplice e molto classica.
L'effetto più profondo nel suonare la partitura eccezionalmente densa di Stravinsky, con tale diversa strumentazione e rigorose performances, è quella di apportare una fresca chiarezza al pezzo. L'assenza dei fiati e degli archi serve a ripulire la sporcizia sonora dei toni rumorosi dell'originale: il minimalismo rivela la presenza di alcune melodie incredibilmente belle, influenzate dal folk russo. 
The Bad Plus per l'occasione interpreta alcune delle più belle musiche di Stravinsky mai eseguite.
Anche se il pezzo classico suona sorprendentemente inalterato in mani contemporanee, la performance fornisce un paio di incisivi tocchi personali. 
La sezione "Spring Rounds" della prima metà del balletto, da sempre la parte più groovy del pezzo, nonostante le sue chiare radici nella tradizione popolare, riflette un pò del crescente interesse di Stravinskij per il jazz. Dave King consegna una ritmica ribollente, nello stile di Elvin Jones, mentre la band aggiunge un profondo senso di swing alla musica.
La seconda metà del balletto, che si occupa in modo esplicito del sacrificio, resta per lo più intatta: accompagnata da un video, molto ben realizzato, di un ballerino (in costume dal design originale) che esegue la danza fatale. 
Durante i momenti finali della partitura di Stravinskij, dove esplode un flauto / ottavino, che vuole significare che il sacrificio è stato rotto, la band ha scelto di aggiungere altri 30 secondi molto aggressivi di rock fortemente sincopato, accompagnati da una schermata di colore rosso sangue.
(tratto da un articolo in inglese pubblicato sul sito The Art Fuse)

Ecco l'esecuzione di Rite of Spring registrata il 26/03/2011 negli studi della Wbgo:

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