sabato 5 ottobre 2013

Mostly Other People Do The Killing - Red Hot

Sul suo nuovo album Red Hot, uscito per Hot Cup Records lo scorso 24 settembre 2013, Mostly Other People Do the Killing (MOPDtK), una intrepida formazione, che è diventata una delle più acclamate del jazz odierno, attinge dalle forme e melodie degli artisti jazz e blues della fine degli anni '20 e primi anni '30 con musica composta dal bassista / bandleader Moppa Elliott.


Per questo progetto, MOPDtK ha ampliato la sua formazione a 7 elementi aggiungendo Dave Taylor al trombone basso, Brandon Seabrook al banjo e Ron Stabinsky al pianoforte, ognuno dei quali ha una storia lunga con MOPDtK. La loro inclusione amplifica e chiarisce il già noto ed acclamato approccio della band. Essi si adattano perfettamente all'eclettica estetica della band, dato che ogni solista dimostra una profonda conoscenza della storia della musica, la capacità di integrare senza soluzione di continuità tecniche estese, ed una propensione ad accostare stili musicali più disparati.
Nonostante suoni in maniera molto diversa, Red Hot segue lo stesso approccio concettuale del precedente Slippery Rock. In entrambi i progetti, Elliott si è immerso nella musica di un determinato periodo di tempo e cercato elementi musicali che fossero unici del genere. Nel caso di Slippery Rock, il materiale in questione era il classico smooth jazz della metà degli anni '70 e '80. Per Red Hot invece Elliott ha investigato le strutture formali delle registrazioni jazz e blues della fine degli anni '20 e primi anni '30. Ha evidenziato il frequente uso di modulazioni, sezioni "stop-time", alternando assoli e passaggi di gruppo, lunghe frasi sconnesse e shifts nella metrica, visto che elementi essenziali della musica di quel periodo sono stati sottoutilizzati dai compositori jazz d'inizio 21° secolo.
Eppure, piuttosto che tentare di ricreare semplicemente la musica di 80 anni fa, Elliott ha incluso questi elementi strutturali idiomatici, nel proprio inconfondibile stile compositivo. Giustapposizioni anacronistiche si verificano frequentemente, ma sono in qualche modo unificate, mentre la musica che attraversa tutti gli ultimi 80 anni viene modellata in un suono composito decisamente contemporaneo. Di particolare rilievo è l'uso di Elliott di assoli non accompagnati, sotto forma di introduzioni, cadenze e passaggi "stop-time" per consentire alle composizioni di essere parzialmente definite dai capricci dei suoi membri della band. Gli arrangiamenti ellingtoniani di Elliott fanno pieno uso della paletta orchestrale che l'ensemble ampliata gli offre, evidenziando i talenti specifici di ogni musicista.
Il pezzo di apertura, "The Shickshinny Shimmy", utilizza un idiomatico doppio tempo, mentre il sassofono intona la melodia prima di stabilirsi in un tempo più lento. Uno swing rilassato,  alternato con accordi hard-rock, serve da accompagnamento ad una melodia del trombone, prima di passare ad un coro urlato. I primi solisti improvvisano su un attacco modale prima di passare alla coda, un attacco in costante aumento, basato sull'idea dalla tonalità di Shepard.
"Zelienople" è introdotta dal batterista Kevin Shea, dopo un lungo assolo di batteria in cui esplora il grande drum-set vintage Slingerland degli anni '30, che suona per tutto l'album. L'elegante melodia di apertura portata da Peter Evans alla tromba è circondata da improvvisazioni collettive e selvaggi shift di tempo e stile dalla batteria di Shea. Il secondo tema, una melodia all'unisono di banjo e trombone, è suonata a metà tempo, prima che il trombone ritorni alla frase di apertura punteggiata da figure "stop-time" in ensemble. L'assolo di trombone basso di Dave Taylor continua su un accompagnamento di stride-piano prima che la sezione ritmica rientri e questa forma solista si ripete con la tromba di Evans.
La title-track si apre con un assolo di banjo ed elettronica in cui Brandon Seabrook manipola onde sinusoidali, mentre introduce frasi al banjo acustico. La composizione stessa è un mash-up di almeno cinque canzoni diverse dei Red Hot Chili Peppers, una band che ha influenzato profondamente il compositore Elliott durante i suoi anni di formazione nei primi anni '90. Altri elementi compositivi, come gli assoli al pianoforte in doppio-tempo ed alcuni elementi formali sono stati derivati dalle composizioni di Jelly Roll Morton per il suo gruppo, i Red Hot Peppers. La maggior parte del materiale melodico espropriato, è stato adattato alle armonie blues e ad ogni membro dell'ensemble viene dato un ampio spazio solista.
Dopo un magistrale assolo di apertura di Ron Stabinsky che contiene molte citazioni e riferimenti, "King of Prussia", inizia con una serie di cadenze del pianoforte prima di farsi raggiungere dal sassofono per intonare un lento tema swing. La seconda dichiarazione del tema da parte del banjo di Seabrook, segue un improvvisato trio con pianoforte e batteria, che vira in territorio musicale radicalmente diverso. Seabrook riporta l'ensemble all'indietro per un assolo di tromba solista, in cui ogni break solista è di durata differente. Il trombettista Peter Evans esplora una vasta gamma di suoni prima che la coda porti la melodia al termine con gli effetti elettronici di Seabrook.
Elliott apre "Turkey Foot Corner" con un assolo di basso solo intrecciato a glissati, doppi stop, triadi e grandi salti intervallati. Una volta che un ritmo costante è definito, entra il resto della band. La melodia armonizzata sembra bloccarsi come un CD saltellante per un diverso numero di battute su ogni accordo, prima che venga chiaramente definita. Il motivo d'apertura si ripete per breve tempo prima di condurre ad un assolo del trombone basso di Dave Taylor, in cui fa uso della sua collezione di sordine personalmente modificate. Dopo che il tempo originario ritorna, un assolo di tromba conduce l'ensemble per la coda.
"Seabrook, Power, Plank"  è il nome, adattato da tre città della Pennsylvania, del potente trio di Brandon Seabrook, "Seabrook Power Plant". Questa composizione sembra impostare un assolo che si interrompe bruscamente, lasciando i solisti, in questo caso Jon Irabagon al sassofono e Brandon Seabrook al banjo, a se stessi. Queste cadenze sono interrotte da un volutamente goffo motivo di jazz latino che colma il divario tra le due sezioni.
Con un titolo che adatta un nome di città della Pennsylvania per fare riferimento al titolo di un pezzo di Charles Mingus, "Orange is the Name of the Town" è un valzer modellato su Paul Whiteman e altri orchestre da ballo "sweet" della fine degli anni '20. Dopo la melodia di apertura alla Whiteman, un ponte costruito sulle macerie delle colonne sonore di Disney porta ad un attacco in 3/4 che ricorda le sessioni di Africa Brass di John Coltrane. Il pianista Ron Stabinsky poi cerca di fare una transizione da un incursione alla McCoy Tyner, in un mondo di pentatoniche e quarti di un valzer viennese, un'impresa gestita con grande aplomb. Il banjo di Seabrook, nel ruolo di solista discanto, gira vorticosamente intorno agli accordi della formazione al completo e continua anche dopo che tutti gli altri membri hanno fatto le valigie e sono tornati a casa.
Il blues in 12/8,"Gum Stump" si apre con un duetto fra la tromba di Evans e il sassofono soprano di Irabagon. Il tempo è introdotto da uno dei tanti adattamenti delle interiezioni idiomatiche del chitarrista Robert Johnson. Lo stile country blues di Johnson è spesso caratterizzato dall'aggiunta di battiti di misure certe per conformarsi ai suoi riempimenti ed alle sue interiezioni  Questa idea è alla base per la composizione di Elliott che aggiunge regolarmente battute a misure certe, in cui sax e tromba imitano la chitarra di Johnson, dietro una melodia enfaticamente dichiarata dal trombonista basso Dave Taylor. Taylor continua come solista in diversi accordi per invocare la storia del blues da Johnson ad André 3000 prima di ribadire la melodia.
Se il nome di una qualsiasi cittadina della Pennsylvania spera di essere adattato in un titolo di composizione jazz , quello è il villaggio di "Bird-in-Hand". Questa composizione up-tempo presenta due temi principali, uno maggiore e uno minore, ed esplora il vocabolario jazz pre-bebop, nonché elementi di "An American in Paris" e "Rhapsody in Blue" di Gershwin". Il sassofono soprano di Irabagon è il solista solitario su questo numero di chiusura che porta il procedimento ad una fine improvvisa ed enfatica.
Nel 2010, il trombettista Peter Evans è stato nominato come uno dei 5 "Musicians of the Year" per il secondo anno consecutivo da All About Jazz. Evans lavora con i trii di Mary Halvorson e Weasel Walter, e Tim Dahl e Mike Pride, mentre il suo quartetto e quintetto, oltre ad una varietà di altri gruppi, pubblicano musica per la sua etichetta, More is More Records .
L'ubiquo sassofonista Jon Irabagon, vincitore del Thelonious Monk International Jazz Competition nel 2008, ha recentemente lanciato una propria etichetta, la Irabagast Records. Irabagon continua ad esibirsi con il leggendario batterista Barry Altschul in duo e trio, ed è recentemente entrato a far parte del nuovo quintetto del trombettista e compositore Dave Douglas.
Dave Taylor è uno dei trombonisti bassi più prolifici e ricercati della storia. Nel corso della sua carriera di 40 anni ha suonato o registrato con tutti, da Duke Ellington a Pierre Boulez, per i Rolling Stones e Jay-Z.  Recentemente si è esibito nel concerto per trombone basso di Daniel Schnyder, ed in tour con l'Orpheus Chamber Orchestra e Brad Mehldau.
Brandon Seabrook è stato scelto dal Village Voice Best of NYC, come chitarrista della città, ma è meglio conosciuto per suo playing al banjo. Come leader della sua formazione "Seabrook Power Plant", ha inciso due album per Loyal Label, il più recente dei quali è stato definito "a manic clusterfuck of merciless banjo torture" dal Village Voice .
Ron Stabinsky è un pianista con sede a nord-est della Pennsylvania. Quando non gira il nord-est da concerto a concerto a bordo della sua Prius, Ron suona in concerti presso la Chiesa di Santo Stefano, nel centro di Wilkes-Barre e si esibisce con varie formazioni tra cui il Peter Evans Quartet.
Il bandleader, bassista e compositore Moppa Elliott passa la maggior parte del suo tempo a educare e istruire i suoi studenti alla High School di St. Mary. La sua etichetta Hot Cup Records ha pubblicato quest'anno Secret Tempo di Jonathan Moritz e Slippery Rock di MOPDtK. E' apparso diverse volte nel Downbeat Critics' poll come "Rising Composer Star" .
Il batterista Kevin Shea è stato un pilastro della scena musicale sperimentale a partire dalla metà degli anni '90. Il suo duo Talibam! con Matt Mottel ha recentemente pubblicato due album: Atlantass, un pezzo teatrale con Sam Kulik , e Puff Up the Volume, un incursione nel mondo del rap e hip-hop. Shea è stato recentemente nominato "Miglior Batterista" nel Village Voice’s Best of NYC per il 2012, un titolo che ha meritato per oltre un decennio.
(Fonte Soulspazm)

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