martedì 29 ottobre 2013

Luca Bragalini - Storie poco standard. Le avventure di 12 grandi canzoni tra Broadway e il jazz

Il nuovo titolo della collana Risonanze, Storie poco standard. Le avventure di 12 grandi canzoni tra Broadway e il jazz di Luca Bragalini, mostra come il jazz abbia saputo essere onnivoro e quanto tortuose e sorprendenti siano le strade che portano una melodia a diventare un classico. Tutto questo con una leggerezza che fa dimenticare la ricchezza dei contenuti e dei rimandi storici.


America, primi decenni del Novecento. Mentre a New York una nuova generazione di compositori nutre l'industria del musical di raffinate melodie, il jazz lancia i suoi primi vagiti a New Orleans. Mancando di un proprio repertorio, questo nuovo genere si indebita nei confronti di Broadway e i due mondi finiscono per attraversare a braccetto gran parte del Novecento. 
Col passare degli anni le attenzioni del jazz si concentrano su un più o meno ristretto repertorio di canzoni: nasce il concetto di "standard". Detta così può sembrare una vicenda lineare, ma quella che Luca Bragalini ci racconta è tutta un'altra storia. 
Seguendo le avventurose traversie di dodici meravigliose canzoni, dalla culla fino ai giorni nostri, si scoprirà che nulla è scontato nel mondo del jazz. 
Si attraverseranno vicende che coinvolgono tanto George Bernard Shaw quanto Janis Joplin, Walt Disney come Jacques Prévert, i giganti del jazz e le star del pop, timidi parolieri e smargiassi produttori di Hollywood, song che sono diventate inni nazionali e musical che hanno dato il nome a grandi catene d'alberghi. 
Una tredicesima storia, la malinconica favola di una superba e fragilissima canzone che standard non divenne mai, più suggerimenti d'ascolto e un piccolo glossario completano un libro veramente poco standard, che nasconde sotto un velo di ironia scoperte sorprendenti e spesso inedite, che fa riflettere e diverte, a rotta di collo sulle strade tortuose del successo e della creatività.
Ecco un estratto della prefazione di Paolo Fresu.
Gli standard sono, più di qualsiasi altra opera, espressioni di creatività in perenne movimento come quel Novecento che rappresentano, eppure resistono ai repentini cambiamenti della società mutando pelle. Scavare in alcuni, ricostruendone la Storia, è dunque non solo un’operazione ardua ma offre l’opportunità di leggere la storia da una diversa angolazione, ponendo così la canzone in un luogo altro, ancora da esplorare.
Per questo, nonostante il proliferare di testi e di saggi sul jazz, la nuova opera editoriale di Luca Bragalini assume un significato importante occupando uno spazio vuoto. Attraverso dodici brani il racconto del Novecento si fa avvincente ed emozionante, come fossero dodici film o altrettanti quadri.
L’autore vi scava all’interno grazie a un’indagine accurata e, con l’ausilio di una scrupolosa lente critica, è in grado di ingrandire ogni singola nota o parola ricollocandola nel contesto storico e sociale dell’America a cavallo tra le due guerre mondiali. E se è vero che ogni grande canzone si rivolge a tutti in modo indistinto, anche questo testo può essere letto non solo dai musicisti e dagli amanti del jazz, ma anche da coloro che apprezzano la musica e l’universale racconto che questa veicola.
Si narra di un grande sassofonista che, nel bel mezzo di un assolo, smise improvvisamente di suonare. Gli chiesero cosa fosse successo. «Ho dimenticato le parole della canzone » rispose. «Come fai a emozionarti e a emozionare se non conosci la storia che racconti?». Storie poco standard è anch’esso un racconto fatto di suoni e parole. Di lunghi assolo e di gustosi aneddoti. Ricco di particolari e di storie appassionanti che ne fanno un toccante omaggio alla grande musica popolare. Grande musica dalla quale, ancora oggi, attingiamo tutti a piene mani.

Nessun commento:

Posta un commento