venerdì 18 ottobre 2013

La Blue Note pubblica un inedito film-concerto di Monk a Parigi 1969

La Blue Note Records ha annunciato la pubblicazione, il prossimo 26 novembre, di "Paris 1969" di Thelonious Monk, un affascinante ed importante documento di fine carriera del leggendario pianista jazz e compositore, in una performance con il suo quartetto alla Salle Pleyel di Parigi il 15 dicembre del 1969. 


Splendidamente catturato su pellicola in bianco e nero, il concerto presenta una comparsa a sorpresa del rinomato batterista Philly Joe Jones. Inoltre è inclusa una rara intervista on-camera con Monk che è stata condotta dal bassista francese Jacques Hess subito dopo il concerto.
"Paris 1969" sarà disponibile in diversi formati, tra cui pubblicazioni fisiche su CD/DVD, CD e vinile, così come un album e video digitali. 
"Il concerto di Parigi 1969 cattura la potenza e l'intatta bellezza della musica di Monk, ricordandoci che, anche se il suo corpo era invecchiato con l'età, la sua fantasia musicale non conosceva limiti", scrive lo studioso di Monk Robin Kelley nelle note di copertina.
Tuttavia, Kelley anche illumina come il 1969 fu un momento particolare e impegnativo per l'allora 52enne pianista. Monk aveva raggiunto il vero successo alla fine degli anni '50 grazie al leggendario ingaggio al Five Spot Café di New York con John Coltrane (una band che è stata brillantemente catturata nella perduta registrazione Thelonious Monk Quartet con John Coltrane alla Carnegie Hall dal 1957, che fu scoperta e pubblicata dalla Blue Note nel 2005).
Nei primi anni '60 Monk raggiunse il picco del successo quando firmò il contratto con la Columbia Records e quando apparve  sulla copertina di Time Magazine nel 1964.
Tuttavia, nel 1969, oltre ai problemi di salute, il successo di Monk cominciava a scemare a causa della nascita del rock e del risultante movimento della jazz fusion.
Il suo contratto discografico con la Columbia era appena arrivato alla fine, dopo un tentativo mal consigliato di renderlo appetibile ad un pubblico rock più giovane. Quella delusione fu seguita dalla partenza del batterista Ben Riley e del bassista Larry Gales dalla sua band che lasciò Monk con due sedie da riempire, con solo un breve preavviso, prima del suo tour europeo.
Monk alla fine trovò due giovani musicisti - il bassista Nate Hygelund e il batterista Paris Wright - per completare il quartetto con il suo compagno di lunga data Charlie Rouse. Per fortuna l'inesperta sezione ritmica ebbe un pò di tempo per amalgamarsi prima del concerto di Parigi, grazie ad un lungo ingaggio a Londra, seguita da fermate in Germania ed in Italia.
Quando arrivò alla Salle Pleyel la band era in ottima forma, il che rese trionfale il ritorno di Monk, dopo il suo debutto parigino nel 1954 di fronte a un pubblico ostile che riteneva Monk troppo d'avanguardia. 15 anni dopo la situazione non avrebbe potuto essere più diversa con un pubblico entusiasta e con il concerto che venne trasmesso in televisione.
Oltre a spensierate versioni quartetto di classici di Monk come "I Mean You", "Straight No Chaser", e "Blue Monk", il set comprende anche tre splendide esibizioni per pianoforte solo di "Don’t Blame Me,” “I Love You Sweetheart Of All My Dreams” e “Crepuscule With Nellie”.
Tuttavia, l'innegabile punto culminante del concerto fu quando il veterano batterista Philly Joe Jones, che allora era un espatriato che viveva a Parigi, uscì dal backstage per prendere in prestito i bastoncini dal 17enne Wright, fornendo una palpabile scintilla su "Nutty".
(Fonte Blue Note)

Ecco un estratto del concerto:

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