venerdì 4 ottobre 2013

John Coltrane: gli anni postumi

Sul sito Burning Ambulance è stato pubblicato un bell'articolo che tratta dei due album di John Coltrane, che la moglie Alice pubblicò successivamente alla sua morte.


Ecco un estratto dell'articolo, tradotto in italiano:
"Sulla scia della morte di John Coltrane nel 1967, la moglie Alice programmò con la Impulse! Record la pubblicazione di musica inedita registrata negli ultimi anni della vita di John. Due di questi album, Cosmic Music, del 1968, e Infinity, dal 1972, sono tra i titoli più controversi nel catalogo di Coltrane, ma per molti sono anche tra i migliori della suo periodo finale.
Durante l'estate e l'autunno del 1965, Coltrane iniziò a rimodellare radicalmente la sua musica ed i musicisti con cui avrebbe collaborato. Su album come Ascension e Meditations, dei musicisti aggiuntivi si unirono al nucleo della sua formazione base, composta dal pianista McCoy Tyner, dal bassista Jimmy Garrison e dal batterista Elvin Jones, in particolare il sassofonista Pharoah Sanders e il batterista Rashied Ali. 
All'inizio del 1966, sia Tyner che Jones abbandonarono la formazione, e Alice Coltrane si unì al gruppo al pianoforte. Questo quintetto (i Coltranes, Sanders, Garrison e Ali) diventò la formazione stabile, sia in tour che in sala di registrazione, nell'ultimo anno di vita di John Coltrane. 
Essa avrebbe registrato alcune delle musiche più esplosive della sua carriera, anche se non necessariamente la sua miglior musica.
Expressions e Stellar Regions, entrambi realizzati con il quintetto, ma mai pubblicati fino a ben dopo la morte di Coltrane, spesso sembrano fragili e senza forma. C'è potenza nel sua playing ed in quello di Sanders, e la sensazione che stiano cercando qualcosa di più grande di loro è di tanto in tanto palpabile, ma la natura grezza e improvvisata della musica la rende evanescente ed effimera.
Cosmic Music che contiene quattro tracce, solo due delle quali presentano John Coltrane; "Manifestation" e "Reverend King", fu registrato a San Francisco il 2 febbraio del 1966; in questo caso John è con il quintetto finale e con Ray Appleton come percussionista aggiunto. Le altre due tracce, "Lord, Help Me to Be" e "The Sun", eseguite da Alice Coltrane con Sanders, Garrison ed il batterista Ben Riley, furono registrate nel suo studio a casa il 29 gennaio 1968. (Una terza pista da questa sessione, "Ohnedaruth," apre l'album del 1968 A Monastic Trio.)
Di conseguenza, l'album ha una sorta di sentimento che colpisce. "Manifestation" è un feroce scoppio di quasi 12 minuti, reminiscente della prima metà dell'album Meditations, a cui si aggiunge il "fuoco e fiamme" da parte del gruppo dal vivo, come sentito su dischi come Live at the Village Vanguard Again!, Live in Seattle, e Live in Japan
"Reverend King" inizia in maniera un pò malinconica, ma esplode ben presto in un altro esteso incendio del suono. "Lord, Help Me to Be" e "The Sun" sono molto più dolci e strutturati, il primo è un blues gospel, con una certa quantità di overblowing da parte di Sanders, ma non più di tanto, mantenendosi nei suoi assoli nel territorio di Archie Shepp, mentre dietro di lui la band incalza e mantiene il groove. 
Il lavoro al pianoforte di Alice Coltrane è semplicemente bellissimo. Malinconico ma potente, lei suona come la vedova in lutto che era in quel momento, a meno di un anno dopo la morte del marito, ma la sua musica ha forza e gravità. 
La traccia finale dell'album, "The Sun", è preceduta da un frammento di John Coltrane mentre recita la frase "Ci sia pace e amore e perfezione in tutta la creazione, o Dio" tre volte, poi, Alice dirige il trio, senza Sanders, attraverso una ballata meditativa che è la degna conclusione di un album con cui dice addio al marito, e la lancia come solista.
La pubblicazione di Infinity nel 1972, fu accolta con shock e persino rabbia in alcuni ambienti, per la semplice ragione che Alice Coltrane aveva preso delle registrazioni inedite del suo defunto marito, di cui due, "Peace on Earth" e "Leo", dalla stessa sessione del febbraio del 1966 da cui era stata tratta la metà di Cosmic Music, e altre due da sessioni di giugno e settembre del 1965 con il classico quartetto, aggiungendo gli archi e della strumentazione aggiuntiva, compreso un lavoro di sovraincisione del basso di Garrison con quello di Charlie Haden. 
Ma è ugualmente un album fantastico, perché Alice Coltrane era un brillante arrangiatore. Gli archi e l'arpa che aprono l'album, adattando la melodia di "Peace on Earth" ed espandendola verso un più vasto orizzonte sonoro, garantiscono uno splendore che lo stesso John Coltrane, non importa quanto fosse pieno e ricco il suo tono, non poteva raggiungere con il suo sassofono da solo. E quando comincia il suo assolo, l'orchestra diventa più libera, anche se mai in competizione con lui, cercando sempre di creare un contesto per quello che stava facendo. Forse non era ciò che aveva in mente quando registrò quel pezzo, ma i risultati sono innegabili.
L'album prosegue con "Living Space", in cui è anche sovrainciso il sax soprano di Coltrane (questa pista, senza gli archi, può essere ascoltata su una compilation omonima), seguita da "Joy", che è probabilmente il pezzo su cui le aggiunte si mostrano più chiaramente. Gli archi suonano per quasi un minuto prima che Coltrane entri, e quello che stanno suonando è basato sulla melodia iniziale udita da lui, ma John è in modalità eruttiva, per cui è difficile bilanciare i suoi torrenti di suono con le nuvole luccicanti che Alice rievoca. 
Jimmy Garrison prende un assolo di basso non accompagnato, che è semplicemente grandioso, ma quando il resto della musica ricomincia, è chiaro che era più che altro una semplice digressione. 
Infine, c'è "Leo", su cui le modifiche sono ancora una volta ampie, il suono di John Coltrane e di Rashied Ali deriva da una sessione, mentre quello di Alice Coltrane e Charlie Haden giunge da un altra, mentre gli il suono degli archi arriva da una terza. Ma il tutto funziona. Il piano solo di Alice è altrettanto libero come il lavoro al sassofono del marito, e dopo circa sei minuti passa all'organo elettrico, mentre Haden riempie il fondo con il suo basso. Quando John Coltrane deve rientrare, viene prima annunciato dagli archi, che continuano dietro di lui fino a che il pezzo, e l'album, finalmente giunge al termine. 
Infinity è semplicemente un'opera musicale formidabile, immensa e gloriosa, un importante pezzo del corpo musicale di Coltrane (John e Alice).
(leggi l'articolo originale in inglese sul sito originario)


Nessun commento:

Posta un commento