martedì 22 ottobre 2013

Amiri Baraka ad Aperitivo in Concerto

Domenica 27 ottobre 2013, alle ore 11.00, presso il Teatro Manzoni di Milano, “Aperitivo in Concerto” presenta uno fra i più grandi protagonisti della cultura americana del Novecento, il geniale poeta e drammaturgo Amiri Baraka con la sua Word Music, uno spettacolo affascinante in cui i ritmi della musica africano-americana si sposano ad una poesia veemente, accesa e drammatica in un trascinante connubio fra canto, suoni e un’incendiaria visionarietà.


Ad accompagnare e sostenere i testi cantati, recitati, pronunciati, urlati e drammaticamente bisbigliati da Baraka sarà un gruppo formato da alcuni fra i più significativi esponenti dell’improvvisazione africano-americana contemporanea: l’eccellente contraltista René McLean (figlio di un genio dello hard bop più avanzato come il leggendario sassofonista Jackie McLean), il pianista D. D. Jackson (di rado presente sulle scene italiane, già collaboratore di David Murray e di Billy Bang), il contrabbassista Calvin Jones (più volte a fianco di musicisti come Greg Osby, Jason Moran, James Blood Ulmer, Hamiet Bluiett, Craig Harris), il batterista Pheeroan AkLaff (strumentista egregio e creativo, a lungo con artisti quali Leo Smith, Oliver Lake, Cecil Taylor, Andrew Hill, Reggie Workman, Henry Threadgill, Yosuke Yamashita).
Amiri Baraka, nato Everett LeRoi Jones (Newark, 7 ottobre 1934), è autore di più di 40 libri di saggi, poesie, teatro e storia e critica della musica, poeta icona e attivista politico rivoluzionario che ha recitato poesia e tenuto lezioni e conferenze su temi di politica e culturali negli USA, nei Caraibi, Africa ed Europa.
Le influenze sul suo lavoro variano da icone musicali come Ornette Coleman, John Coltrane, Thelonius Monk, e Sun Ra fino alla Rivoluzione Cubana, Malcolm X e i movimenti rivoluzionari mondiali. Baraka è riconosciuto come il fondatore del Black Arts Movement ad Harlem negli anni '60, che divenne, nonostante la breve vita, il progetto virtuale di un nuovo teatro estetico americano. Il movimento e i suo lavori pubblicati e rappresentati come lo studio sulla musica afro-americana Blues People  (1963) e il dramma Dutchman (1963) furono il seme del "corollario culturale al nazionalismo nero" di quell'ambiente rivoluzionario americano. Altri titoli variano da Selected Poetry of Amiri Baraka/LeRoi Jones (1979), a The Music (1987), un'affascinante raccolta di poesie e monografie su Jazz e Blues di cui sono autori Baraka e sua moglie Amina, e l'ardita selezione di saggi The Essence of Reparations (2003). 
Quest'ultima è la prima raccolta di saggi di Baraka: essa esplora in maniera radicale quello che diventerà il movimento spartiacque del ventunesimo secolo dei Neri con i temi correlati di razzismo, oppressione nazionalistica, colonialismo, neo-colonialismo, auto-determinazione e liberazione nazionale ed umana, ai quali si è a lungo rivolto sia in maniera creativa che critica. È stato detto che Amiri Baraka è impegnato nella giustizia sociale come nessun altro scrittore americano.
 Baraka ha insegnato a Yale, Columbia, e alla State University of New York at Stony Brook.
 Somebody Blew Up America & Other Poems è la prima raccolta delle poesie di Baraka pubblicata nei Caraibi ed include la poesia che dà il titolo al libro che lo ha portato all'attenzione dei media in modi piuttosto rari per poeti ed autori. La lettura della poesia "in questione" ha impegnato il poeta guerriero in una battaglia campale con lo stesso governatore del New Jersey e con una schiera di detrattori che hanno richiesto le sue dimissioni da Poeta Laureato dello Stato a causa della provocatoria domanda poetica in "Somebody Blew Up America" (in alcuni versi della poesia) su chi ci fosse dietro il bombardamento al New York City World Trade Center nel 2001.
La deflagrazione della poesia ha fatto sì che la foto e le parole dell'autore siano state pubblicate sulle pagine del New York’s Amsterdam News e del New York Times, e trasmesse dalla CNN - solo per citare alcuni media nazionali ed internazionali che hanno riportato la notizia.
Baraka vive a Newark con sua moglie, la poetessa Amina Baraka; hanno cinque figli e guidano il word-music ensemble, "Blue Ark: The Word Ship" e sono co-direttori di Kimako’s Blues People, lo "spazio artistico" ospitato nel loro teatro nel seminterrato da più di quindici anni.

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