martedì 15 ottobre 2013

Aaron Diehl - The Bespoke Man’s Narrative

Nei circoli della moda, l'aggettivo "bespoke" denota abiti e camicie su misura e indica la persona che li progetta e li costruisce. Su The Bespoke Man’s Narrative, il suo brillante debutto con la Mack Avenue, il pianista Aaron Diehl estrapola questa nozione a materia di invenzione musicale.


"L'idea per la metafora era che la composizione e il concetto sono stati tagliati specificatamente per questi musicisti," dice Diehl, riferendosi al suo quartetto di lavoro di all-stars, come il vibrafonista Warren Wolf, il bassista David Wong ed il batterista Rodney Green, che interpreta i cinque originali e i cinque arrangiamenti che compongono il programma. "C'è una sequenza, un arco, un inizio, una metà ed una fine. Ogni pezzo ha qualcosa a che fare con il mio sviluppo musicale".
Il progetto nacque nel mese di aprile del 2011 a Indianapolis dopo che Diehl, 26enne, ottenne il primo posto nel rigoroso concorso jazz Cole Porter Fellow, presentata dalla American Pianists. Il premio gli valse 50.000 dollari per sostenere la sua carriera e gli dette l'opportunità di registrare con Mack Avenue Records.
"Ho pensato che sarebbe stato saggio sfruttare l'occasione di documentare questa ensemble," dice Diehl. "Ho deciso di comporre ed arrangiare musica in linea con il nostro suono e la nostra concezione, usando le strategie di bandleaders come John Lewis e Duke Ellington, che hanno sviluppato la propria musica, in linea con le capacità del proprio personale."
Diehl è singolarmente posizionato all'interno della sua generazione, per applicare queste lezioni ad un contesto contemporaneo. Un alunno della Todd Stoll’s Columbus Youth Jazz Orchestra, specializzata nell'esecuzione di un'ampia linea temporale della musica di Ellington, ha trascorso gli ultimi sei mesi del suo secondo anno alla Juilliard, quando aveva 19 anni aiutando la vedova del pianista John Lewis, Mirjana, nell'organizzare l'archivio dei manoscritti del marito defunto, le partiture, i nastri e le registrazioni. Già intimo con il canone dello stride piano da adolescente, Diehl ha utilizzato quel tempo di qualità con Lewis, per trovare uno spazio concettuale su cui fondere i suoi vari interessi.
Questo quartetto inizialmente prese forma nel 2008, allora con il batterista Quincy Davis, quando a Diehl fu chiesto di suonare un concerto di musica di Lewis. A partire da una performance del 2010 di questo repertorio al Dizzy’s Club Coca-Cola, Rodney Green prese il posto di batterista.
"Warren è un virtuoso", dice Diehl del suo compagno alla Mack Avenue. "Non ci poteva essere nessuno più appropriato per fare la parte di Milt Jackson. David è un musicista fluido e preciso, in possesso di molta finezza, che arriva direttamente dagli approcci bebop di Percy Heath e Paul Chambers. La signora Lewis gli disse che John lo avrebbe amato. Non l'avevo capito, ma Rodney ricorda molto Connie Kay, e mi disse che uno dei motivi per cui voleva far parte di questo progetto era quello di essere più dentro l'approccio di Connie."
In preparazione di questo programma di rifrazioni creative delle opere suddette, Diehl si focalizza sulla promozione di un ensemble musicale. "Piuttosto che presentare solo il mio pianoforte, mi piace coinvolgere tutti nel processo" dice. "Condividere la ricchezza permette una maggiore possibilità musicale."
Pur con tutto il suo orientamento collettivo, Diehl merita attenzione al pianoforte. Con un grande pianoforte un Fazioli F-228, egli mette in mostra un tocco ricco di sfumature, una zona di comfort con tempi che variano dal rubato al moderato, una enciclopedica conoscenza armonica, un costante senso di espressioni blues ed una volontà, quando necessaria, di "swingare". Ha assimilato il vocabolario nel corso degli anni, trovando modi nuovi e idiomatici di "mix-and-match" le idee tratte da una coorti diverse, tra cui, tra gli altri, Lewis, Ellington, Ahmad Jamal, Marcus Roberts e Kenny Kirkland. 
Come dice lui: "Il mio obiettivo generale è quello di cercare di capire come collegare tutto il linguaggio, per rendere una performance interessante e coinvolgente, ed anche sviluppare la mia voce. Perché limitarsi solo a suonare qualcosa qui e qualcosa lì? E' tutto oro."
L'attitudine al "tutto-il-jazz-è-moderno" di Diehl risale agli anni formativi. "Ho iniziato da giovane con Bach, quindi sono passato al jazz, avevo un'affinità con il pianoforte" dice. Ha anche sviluppato una sensibilità per le funzioni rituali della musica suonando per la Messa nella Chiesa cattolica che i suoi genitori frequentavano, oltre al servizio tenuto per una clientela principalmente afro-americana al funerale di suo padre. A 13 anni entra a far parte della Columbus Youth Jazz Orchestra di Stoll, a 16 anni tenne un solido concerto in trio in un salone dell'hotel Columbus, a 17 anni, subito dopo il diploma di scuola superiore si unì al Wynton Marsalis Septet per un tour europeo. Quell'inverno, si iscrisse alla Juilliard, dove Oxana Yablonskaya lavorò con lui su "come sviluppare i vari aspetti del mio suono."
The Bespoke Man’s Narrative parte con "Prologue", una riflessivo "piccolo antipasto" bluesy che può essere scambiato per una composizione di Lewis in un Blindfold Test, quindi il recital parte con "Generazione Y", un vigoroso pezzo scoppiettante con belle variazioni ed assoli ad alto numero di ottani di Wolf e Diehl. 
"I ragazzi della band sono di quella generazione", dice Diehl. "E' fantastico suonare ed imparare dalla musica del Modern Jazz Quartet, ma come quattro musicisti più giovani cerchiamo di capire come suonare il jazz ad alto livello, cosa possiamo fare per sviluppare forme alternative e modi di suonare insieme nel contesto del nostro suono?"
"Blue Nude" di Diehl, un misurato minor blues con un tempo lento, contiene, come dice il compositore, "una misteriosa ed intima qualità sensuale." Nei loro assoli, Green e Diehl mostrano grande maturità, costruendo impercettibilmente la tensione.
L'intesa di gruppo traspare in "Moonlight in Vermont", a cui Diehl consegna un Ahmad Jamal che incontra il sentimento del MJQ, stabilendo un supporto, tagliato su misura per gli assoli di Wong e del leader. "L'ho scritto per un concerto del trio al Middlebury College nel Vermont", dice Diehl. "L'arrangiamento ha un contorno, ma offre un sacco di libertà all'interno dei cambi."
Diehl applica il suo tocco sublime ad una riverente interpretazione solista di “Single Petal Of A Rose” di Duke Ellington tratta dalla dalla The Queen’s Suite, uno dei suoi pezzi preferiti fin dall'adolescenza. 
"Mi permetto di aggiungere un paio di abbellimenti qua e là, con dinamiche diverse da una performance all'altra, ma lo approccio come un pezzo di musica classica", dice il pianista.
The Cylinder” è un blues di un accordo di Milt Jackson, frequentemente registrato dal MJQ, Diehl cita Blues at Carnegie Hall come una delle sue versioni preferite. Nel fluido contrappunto di Diehl, Wolf evoca l'effervescente immaginazione di Jackson, la sua linea impetuosa, e la tonalità unica, ma utilizzando il proprio gergo, mentre il pianista concede un duro assolo accordale sul tema, che porta ad un finale contrappuntistico.
I chops vengono fuori con tutta la sua forza su "Stop-and-Go", un pezzo contrappuntistico boppish per quartetto che, Diehl, dice, "si alterna tra metà tempo e doppio tempo". Egli aggiunge che il termine è usato in aviazione (Diehl possiede una licenza da pilota, avendo imparato a volare al liceo), che viene utilizzato quando si atterra sulla pista, si tocca brevemente il terreno per fermarsi per poi subito decollare nuovamente. "L'aviazione è sempre stata la mia seconda passione, fin da quando mio padre cominciò a volare quando ero bambino. Dopo che ebbe conseguito la patente, mia mamma non volle volare con lui, finchè non ebbe un pò di ore registrate, ma mia sorella ed io non rifiutammo mai la possibilità di andare per aria".
Diehl indossa la sua erudizione classica su una splendida re-immaginazione in trio di "Forlane" una sezione di "Tombeau de Couperin" di Maurice Ravel. "Ho sentito solo le versioni al pianoforte ed orchestrali, ed ho pensato che suonasse come una danza che può essere reinterpretata da una ensemble di jazz", dice Diehl. "I musicisti jazz possono fare molto con la musica di Ravel per la ricchezza dell'armonia e del movimento armonico."
Il pianista si avvicina a "Bess, You Is My Woman" di George Gershwin, allo stesso modo, improvvisando intensamente sulla melodia, pur rimanendo fedele alla partitura. "L'arrangiamento in sé è perfetto" dice Diehl. "E' naturale voler aumentare, modificare una chiave o riarmonizzare, ma è importante ricordare quanto possa essere grande quel pezzo così come è."
Egli riprende il prologo originale su "Epilogue", chiudendo il cerchio di questo straordinario recital.
"Questo disco è solo un punto di partenza, qualcosa su cui costruire e investire", dice Diehl. "Speriamo che nel lungo termine, l'ensemble saprà sviluppare e perfezionare un proprio sound". 
Devoti del linguaggio attendiamo con ansia questo processo.

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