sabato 7 settembre 2013

Steve Gadd Band - Gadditude

Il batterista Steve Gadd, l'uomo responsabile di alcuni tra i groove più memorabili ed assoli di batteria più esplosivi su disco, è spesso visto come un sideman perpetuo ed un gigante delle sessioni di registrazioni. 


Nel corso degli ultimi quattro decenni ha dettato la sua legge ritmica per tanti; dagli Steely Dan a James Taylor e da Chick Corea a Paul Simon, ma ultimamente ha iniziato a lavorare per se stesso, in un periodo di tre anni è riuscito a consegnare ben quattro album che evidenziano la sua versatilità e la sua suprema musicalità: l'hard grooving Live At Voce (BFM Jazz , 2010) firmato da Steve Gadd And Friends, un paio di album di Gaddabouts, una formazione che pone Gadd dietro la vocalist Edie Brickell e alcuni pesi massimi in studio, e questa sessione interamente strumentale.
Gadditude vede il batterista fronteggiare la band che ha accompagnato Taylor per anni, offrendo un programma che è alternativamente di divertimento, atmosfera e profondità. 
Partner di Gadd in questo viaggio sono il bassista Jimmy Johnson, il trombettista Walt Fowler, il chitarrista Michael Landau e il tastierista Larry Goldings, tutti musicisti estremamente dotati e in possesso di valori musicali condivisi, che li rende ideali per questo progetto. 
Tutti sanno come buttarla semplicemente giù ed avere un buon tempo (The Windup), ma sono anche in grado di sensibilità estrema, quando la musica richiede una diversa e precisa colorazione sonora (Scatterbrain).
Gadditude si muove dallo spazioso al terreno e dall'arioso al denso, mentre i membri della band dimostrano perché sono spesso le prime chiamate per tanti altri musicisti. 
L'album prende il volo con Africa di di Landau, per proseguire con il dolce e intrigante Ask Me Now. Le cose diventano più riflessive quando Gadd e soci esplorano Country di Keith Jarrett, riproposta in trio; Cavaliero di Goldings, che segue, ha un po' più di mordente, grazie in gran parte al lavoro di chitarra di Landau. 
L'album continua con Gadd e compagni che affrontano un blues (Green Foam), o aggiungendo un pizzico di vecchia scuola americana alla musica del pianista Abdullah Ibrahim (The Mountain), e partecipano ad una festa per la loro visita di ritorno al territorio di Jarrett (The Windup).
Gadd non consegna alcun assolo pesante, ma fa quello che sa fare meglio: creare grooves e fondamenta ritmiche che sostengono la musica e accentuano i concetti fondamentali di ogni canzone.
(DAN BILAWSKY)

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