lunedì 16 settembre 2013

Jazz Life - William Claxton e Joachim E. Berendt

Fra il 1950 e il 1960, il grande fotografo William Claxton e il noto musicologo tedesco Joachim Berendt percorsero gli Stati Uniti alla ricerca dell'essenza del Jazz. Il risultato della loro collaborazione fu una stupefacente collezione di fotografie e di registrazioni di leggendari artisti, oltre che di sconosciuti musicisti di strada. Il libro Jazzlife, frutto del loro lavoro, è divenuto un oggetto di culto per gli appassionati di jazz e di fotografia. Questa nuova edizione aggiornata include l'introduzione di William Claxton, che racconta la sua avventura con Berendt e la passione per la musica jazz in generale. I fan saranno entusiasti di condividere questo viaggio con i suoi due leggendari protagonisti.


Ecco un estratto di una bella recensione di Angelo Leonardi pubblicata sul sito All About Jazz Italia:
Ai primi di ottobre del 1959 - ricorda il fotografo nell'introduzione - ricevette una telefonata da un critico tedesco che in perfetto inglese, si presentò come Joachim Berendt. Questi gli proponeva una collaborazione per illustrare un volume che avrebbe documentato i multiformi ambiti del jazz negli Stati Uniti. L'offerta era generosa (settemila dollari) e Claxton pur dovendo lasciare per qualche mese la giovane moglie, decise di accettare. 
I due affittarono una Chevrolet Impala e partirono. Il critico col suo registratore Nagra ed il fotografo con le sue fotocamere: dalla nuova (per allora) reflex Nikon F, alla classica Leica M3 e alla vecchia Rolleiflex, regalatagli da Richard Avedon. L'itinerario prevedeva di partire da Manhattan, passare da Philadelphia e Washington, scendere a New Orleans e poi andare a Memphis, Chicago, St.Louis, Detroit, Kansas City. Quindi fermarsi in California (con una sosta al festival di Monterey), andare a Boston, Newport e ritornare a New York.
Il libro può essere affrontato in due modi: chi non conosce le lingue può affidarsi alle centinaia di foto, bellissime ed evocative, che meritano più di uno sguardo superficiale. Molte di loro fissano la specificità psicologica di un artista, evidenziando aspetti del suo percorso musicale o esistenziale: un esempio sono la celeberrima istantanea presa dall'alto del giovane Ornette col sassofono di plastica oppure quella di Art Pepper in cima a Fargo Street - Los Angeles - in una pausa dal carcere, con il precipizio alle spalle pronto a inghiottirlo. O quelle meno note di Joe Albany, Sam Jones e Charles Mingus a Newport, di rara intensità.
A differenza di ciò che pensava Claxton ("i libri fotografici sul jazz sono tristi") le immagini di questo volume sono spesso estroverse e solari. Si vedano la posa serena di Scott La Faro a Monterey, quella gioiosa di Charlie Mariano e Toshiko Akiyoshi, in posa nella cabina per le foto tessera, il quintetto di Cannonball Adderely sulla spiaggia di Santa Monica, Thelonious Monk sorridente al tavolino di un bar che sorseggia un drink....
(leggi l'articolo integrale sul sito originario)

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