martedì 17 settembre 2013

Gabriele Coen Quintet "Plays The Music Of John Zorn" al Museo Ebraico di Bologna

Questa sera, alle ore 21, nel cortile del Museo Ebraico in via Valdonica 1/5, secondo appuntamento con la rassegna musicale Olam Tzelilim-Universal Jewish Sounds, nell'ambito di bè bolognaestate 2013. In programma per la serata "Gabriele Coen Quintet. Plays the music of John Zorn" con Gabriele Coen sax e clarinetto; Benny Penazzi violoncello; Luca Venitucci fisarmonica; Danilo Gallo contrabbasso; Zeno De Rossi batteria. 


Foto di Lorenzo Gaudenzi
(Creative Commons)

Il repertorio del quintetto è in questa occasione interamente incentrato sulla musica di John Zorn, il paladino dell’incontro tra jazz contemporaneo e musica dalle radici ebraiche, a cui si vuole rendere omaggio anche in occasione del suo sessantesimo compleanno. Il concerto bolognese vede per la prima volta insieme Gabriele Coen, con importanti esponenti della scena jazz italiana come il batterista Zeno de Rossi e il contrabbassista Danilo Gallo. 
Le serate del MEB estateduemilatredici, organizzate dal Museo Ebraico di Bologna nell’ambito di bè bolognestate 2013, costituiscono ormai un vero e proprio punto di riferimento nell’estate bolognese e lo spirito, l’identità e in particolare la qualità delle proposte artistiche da sempre ne decretano il successo. 
Il programma è incentrato su alcuni eventi musicali, nei quali Gabriele Coen con il suo quintetto reinterpreta in modo originale la tradizione musicale ebraica in chiave jazzistica. Una rassegna musicale tesa a evidenziare come le sonorità nella tradizione ebraica rappresentino da sempre una fusione e rivestano un carattere transnazionale, in cui si è riversata la particolare attitudine a combinare la specificità degli elementi musicali ebraici con gli emisferi sonori di altre culture e tradizioni, dalla musica rinascimentale europea, alle contaminazioni col mondo arabo. 
Momento cruciale nella storia ebraica e anche nelle sue esperienze musicali fu la massiccia emigrazione ebraica negli Stati Uniti fra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. A New York, primo approdo di circa tre milioni di ebrei, il klezmer, la canzone yiddish e la musica sefardita conobbero una nuova vita grazie alla contemporanea nascita e affermazione dell’industria discografica. E ancora una volta la musica ebraica attinse all’universo sonoro del paese che l’aveva accolta, contaminandosi con il jazz. 
Sul piano musicale tutto ciò si traduce in un nuovo tipo di musica che coniuga il sound ebraico con le nuove frontiere sonore offerte dal jazz e dalle altre culture musicali presenti negli Stati Uniti. 
Esistono dei punti di contatto innegabili tra la musica degli immigrati ebrei e le prime forme di jazz degli afroamericani. Lo stesso approccio vocalizzante, l’uso del vibrato e dei glissati, il gusto per la varietà timbrica caratterizzano questi due mondi musicali, più vicini di quanto si possa immaginare.
(Fonte Agenparl)

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