martedì 17 settembre 2013

Fried Generation - MOF

E' uscito ieri per Auand Records “Fried Generation”, secondo lavoro del quintetto MOF (Manuel Trabucco, sax contralto & soprano; Filippo Vignato, trombone; Frank Martino, chitarra, programmazione, live electronics; Stefano Dallaporta, contrabbasso, basso elettrico; Diego Pozzan batteria, percussioni).


I cinque musicisti, conosciutisi tra le aule del Conservatorio Frescobaldi di Ferrara, prendono il nome da un grande parcheggio adibito in passato a mercato ortofrutticolo e posto nel cuore della città emiliana.
Approfondendo il lavoro iniziato con il primo disco ‘Embarrassing Days’ del 2009 (Catsound Records), i MOF stuzzicano il pubblico introducendolo in un mondo fatto di mescolanza continua del linguaggio jazzistico con sonorità derivate dalla musica elettronica, utilizzata sia in modalità compositiva che in improvvisazione, fondendosi con gli strumenti acustici.
Il disco Fried Generation rappresenta uno sviluppo ulteriore di questo concetto alternando brani energici e ricchi di interplay (A.M., The One Who Met Miss Jones, Dramma in B) momenti meditativi (Leo Rising, You’re Doing It Wrong, Morning, Finally Fried) e composizioni più elaborate dal punto di vista della scrittura (The Unconscious Choice, Pay Pray Play, Eureka).
Tredici brani spesso uniti l’uno con l’altro per confezionare un disco concept fatto di musica non autoreferenziale che segna nuovi traguardi e punti di partenza per il gruppo e, allo stesso tempo, lancia uno sguardo tragicomico sullo stato di salute di una generazione.
Il lavoro viene arricchito dalla collaborazione di Alfonso Santimone al pianoforte nei brani Eureka e Finally Fried. In questi anni il gruppo si è esibito nei più importanti festival e clubs italiani riscuotendo ampi consensi sia da parte della critica giornalistica che dal pubblico.

“Mi è piaciuto subito il senso di libertà e la determinazione che emergono dal lavoro dei MOF. Sono giovani, ma nella loro musica si coglie un innato talento, sia nella progettualità compositiva, che nell’uso dell’improvvisazione estemporanea.
MOF mostra cosa significhi essere musicisti di oggi, senza apparenti pregiudizi formali né condizionamenti modaioli con lo spirito di chi, anche attraverso la disciplina di gruppo, rivendica il diritto di fare musica viva, ricca e profonda. Spero continuino per questa strada. Buon ascolto.”
(Patrizio Fariselli)

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