mercoledì 4 settembre 2013

Darcy James Argue

Sul sito del The Montreal Gazette è stata pubblicata una bellissima recensione dello straordinario Brooklyn Babylon, album capolavoro del compositore e bandleader canadese Darcy James Argue, senza dubbio uno dei più bei lavori di quest'anno.


Ecco un estratto dell'articolo:
"I primi suoni che si ascoltano su Brooklyn Babylon, la magnifica suite di 53 minuti di Darcy James Argue e la sua orchestra Secret Society, provengono dalla finestra aperta del compositore canadese sulla sua città d'adozione. Sentiamo il fruscio delle auto e il debole eco delle costruzioni,  e l'umore è pronto ad accogliere una favola moderna sulla dubbia abitudine del genere umano di distruggere il passato per preservare il futuro.
La registrazione (distribuita da New Amsterdam Records la scorsa primavera) è una delle più rappresentative dell'anno. "Con la sua umanità, complessità e bellezza trasformazionale, Argue ha creato un capolavoro moderno, senza tempo," ha commentato il sito All About Jazz.
Le 17 parti di Brooklyn Babylon sono la cronaca di uno schema per costruire la torre più alta del mondo, nel cuore del borgo. Argue crea uno sfondo drammatico in uno dei rari pezzi di musica strumentale che davvero racconta una storia attraverso il suono strutturato. 
La suite debuttò due anni fa alla Brooklyn Academy of Music’s Next Wave Festival (completata dalle immagini progettate dall'artista croato Danijel Zezelj), annunciando una nuova era per le orchestre jazz.
I suoni assorbono al massimo, puntando ad un nuovo inizio per le big-band di jazz. In un certo senso, Argue estende le tradizioni del suono delle big band, per creare una specie di shock futuro di sonorità, senza alcuna santità per nostalgie "retro".
Quando feci notare a Argue che Brooklyn Babylon mi ricordava le lunghe opere di Duke Ellington - spesso criticato per non essere nella "tradizione jazz" - egli mi disse che invece era stato più ispirato da moderne opere classiche di Stravinsky (Petrushka) e Debussy (Jeux), nel loro rapporto con ciò che veniva creato sul palco. Nel loro caso, fu un balletto, in Argue invece è l'arte angolare di Zezelj.
Spavalderia, audacia ed ambizione bruciante sono le qualità tipiche di Brooklyn Babylon. E' come se Argue, 38 anni, nativo di Vancouver cercasse di raggiungere le stelle.
Dopo solo album a loro nome, Infernal Machines del 2009 (che fu nominato per un Grammy), Argue e Secret Society divennero improvvisamente il prodigio delle orchestre jazz, con una audace reputazione da difendere. Il CD di debutto fu incluso in alcune liste 100 best-of, e Argue e Secret Society scalarono le classifiche in numerose categorie come Rising Star nei DownBeat magazine’s critics’ poll.
Quattro anni dopo il debutto, dice: "La gente ha iniziato a chiedermi cosa stavo facendo. Bene, stavo scrivendo ogni parte di un lavoro estremamente difficile per un orchestra di 18 componenti".
Non è, avverte, un pezzo difficile da ascoltare. L'opera si evolve come un romanzo, con un prologo, otto capitoli separati da brevi interludi, ed un epilogo.
Le influenze di Argue sono Brooklyn-esque (dance-punk di LCD Soundsystem, il rock sperimentale di Dirty Projectors, il post-rock minimalista di Missy Mazzoli) ed eclettiche (indie rock, classica, jazz, come esemplificato da Dewey Redman e Lester Bowie, il suono della grandi ensemble come Thad Jones e Don Ellis e il populismo di Head Hunters di Herbie Hancock).
Sin dai suoi primi momenti, Brooklyn Babylon ti travolge, avvolge e si infiltra con suoni che riguardano la storia di un uomo che cerca di non essere sopraffatto dalla tecnologia, in questo caso, un maestro falegname a cui è stato chiesto di costruire una giostra in cima alla torre, che "si vede diviso tra l'ambizione personale e la sua fedeltà alla comunità."
Così, il primo segmento dopo l'introduzione, rievoca le radici degli immigrati di Brooklyn con una melodia popolare, prima di esplodere nei motivi per gli ottoni.
Argue non ama il termine "big band", a causa della sua associazione con un'epoca molto particolare nella storia del jazz. Ciò nonostante, le orchestre jazz come quella di Argue, di Maria Schneider e il Montrealer di Christine Jensen stanno producendo un altro periodo d'oro per la musica che ha poco a che vedere con il passato.
Brooklyn, che non è più il luogo mitico di Jackie Robinson e Barbra Streisand, è "il posto alla moda dove vivere," Argue dice sarcasticamente, "con i gestori di hedge fund che stanno trasformando radicalmente il posto prendendosi un sacco di spazio, e costringendo i poveri originali della comunità e gli artisti che originariamente l'adottarono come un posto economico dove vivere, a trsferirsi."
Argue è uno della nuova generazione di musicisti che condivide i suoi progressi su Internet con nastri di spettacoli ben registrati. Secret Society ha recentemente completato un tour in Europa e in Australia, dove ha avuto l'opportunità di condurre una big band di giovani, un "evento profondamente emozionale", che gli rivelato come quelli ordinariamente svezzati al rock possano essere raggiunti dalla sua musica complessa ed affascinante.
(Leggi l'articolo integrale in inglese sul sito originario)

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