giovedì 12 settembre 2013

A Jellyfish From The Bosphorus - Andrea Pozza

A Jellyfish From The Bosphorus” il nuovo cd in trio di Andrea Pozza edito da Abeat Records, segna il grande ritorno del pianista jazz sulla scena discografica nazionale ed internazionale.


Registrato tra l’Italia e l’Inghilterra, l’album uscirà ufficialmente a maggio 2013 e sarà supportato da un tour di presentazione che toccherà le principali città italiane.
Nove brani, tra composizioni originali e famosi standard, dove l’eleganza, la musicalità e la maestria del pianismo di Andrea Pozza, sono supportate da una ritmica affiatata, di esperienza e di altissimo livello composta da Aldo Zunino al contrabbasso e Shane Forbes alla batteria.
Il titolo del cd, “A Jellyfish From The Bosphorus” (“Una medusa proveniente dal Bosforo”, ndr), è volutamente metaforico: così come le meduse che seguendo  correnti misteriose si spostano di mare in mare, così le influenze di altre culture musicali arrivano fino a noi insinuandosi silenziosamente nel nostro bagaglio linguistico musicale.                                
«Mi sono accorto di essere stato influenzato da sonorità e ritmi provenienti da ogni parte del mondo – afferma Andrea Pozza – che sono entrati a far parte naturalmente del mio modo di suonare e  comporre integrandosi nel mio stile jazzistico. – e conclude – Per chi conosce la mia musica ed il mio background tradizionale in questo cd potrà incontrare, di tanto in tanto, qualche “medusa” poco conosciuta che nuota ormai nei mari musicali in cui navigo».
A Jellyfish From The Bosphorus” è la testimonianza di uno stile elegante, costruito su un pianismo attento ai colori, alle sfumature, in perfetto equilibrio fra la solidità di un impianto formale di stampo europeo e l’inventiva fresca e ammaliante di un sound oltre oceanico. 
Il trio regala atmosfere intimistiche e calde, oscillando fra omaggi al passato come “In a sentimental mood” di Duke Ellington o “Blue room” e “Where or When” di Rodgers & Hart e “Get Happy” di Harold Arlen; e creazioni contemporanee nelle quali prevale un gusto “classico” di estrema compostezza: si pensi a “Love is the way” o “As Usual” dello stesso Pozza. 
Il pianista e compositore ama anche stupire così si lascia andare alle atmosfere un po’ misteriose di “A Jellyfish From The Bosphorus”, brano dalla forma inusuale e che lascia molto spazio alla creatività e alla improvvisazione («C’è un bellissimo assolo di Aldo Zunino!» afferma Pozza); o “Il Primo dei Sette” primo brano composto ed inciso da Pozza in 7/4, da qui il gioco di parole, che contiene tra l’altro uno splendido assolo di Shane Forbes alla batteria; o ancora “Tuttavia è così” costruito in forma di dialogo tra i tre musicisti.
Andrea Pozza si considera “madrelingua jazz”. Pianista eclettico capace di affrontare con grande disinvoltura qualsiasi repertorio, è attivo sulla scena jazzistica nazionale ed internazionale da circa 30 anni ed è riconosciuto dalla critica e dal pubblico come una delle personalità più rappresentative in ambito jazz attualmente in circolazione. Ha debuttato a soli 13 anni e ad oggi vanta collaborazioni importanti con quelli che sono da considerarsi i “mostri sacri” del jazz: Harry "Sweet" Edison, Bobby Durham, Chet Baker, Al Grey, Scott Hamilton, Steve Grossman, George Coleman, Charlie Mariano,  Lee Konitz, Sal Nistico, Massimo Urbani, Luciano Milanese e molti altri ancora. 

“A Jellyfish From The Bosphorus” è la testimonianza di uno stile elegante, costruito su un pianismo attento ai colori, alle sfumature, in perfetto equilibrio fra la solidità di un impianto formale di stampo europeo e l’inventiva fresca e ammaliante di un sound oltre oceanico. Il pianoforte, felicemente accompagnato da due eccellenti musicisti quali Aldo Zunino (basso) e Shane Forbes (batteria) regala atmosfere intimistiche e calde, oscillando fra omaggi al passato (“In a sentimental mood” di Duke Ellington o “Blue room” di Rodgers & Hart) e creazioni contemporanee nelle quali prevale un gusto “classico” di estrema compostezza: si pensi a “Love is the way” dello stesso Pozza.
Un CD, insomma, che regala ascolti estremamente piacevoli e che conferma l’autorevolezza concertistica raggiunta ormai da Andrea Pozza. (Roberto Iovino - La Repubblica)

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