venerdì 30 agosto 2013

Un ricordo di Sathima Bea Benjamin

Il New York Times ha pubblicato un bel ricordo della cantante ed attivista sudafricana Sathima Bea Benjamin, scomparsa lo scorso 20 agosto nella sua casa di Cape Town. 


Ecco un estratto dell'articolo:
"Come il marito, l'acclamato pianista Abdullah Ibrahim, la Benjamin divenne nota solo dopo aver lasciato il Sudafrica. I due si trasferirono in Europa nel 1962, scossi da eventi come il massacro di Sharpeville di due anni prima. Successivamente essi dichiararono il loro sostegno all'African National Congress, vivendo in esilio a New York, raccogliendo fondi e sensibilizzando per la causa dell'antiapartheid.
Nel corso di una carriera di oltre 50 anni, la Benjamin ha mantenuto uno stile di elegante compostezza e deliberata sobrietà, cantando in un mieloso e vagamente fumoso mezzosoprano. 
Lei occasionalmente colorava la sua musica con le sonorità di quello conosciuto come "Cape Town rhythm". Ma anche nei ritmi più esuberanti il suo stile era sempre tranquillo, elastico, come se stesse sempre presentando delle ballads.
Beatrice Bertha Benjamin nacque a Johannesburg il 17 ottobre 1936. Suo padre, Edward Benjamin, era venuto in Sud Africa da St. Helena, un'isola coloniale britannica nel Sud Atlantico, mentre sua madre, Evelyn Henry, era di Mauritius e di origine filippina. I suoi genitori divorziarono quando lei era ancora bambina, e lei fu creciuta dalla nonna paterna, in un sobborgo di Città del Capo.
Iniziò a cantare nei locali notturni da adolescente, ed incontrò Dollar Brand, all'età di 20 anni. Iniziarono a lavorare insieme, registrando il suo primo album di inediti, "My Songs for You", nel 1959. 
Una sera, nel 1963, non molto tempo dopo che la coppia si era stabilita a Zurigo, la Benjamin era presente ad un concerto della Duke Ellington Orchestra, ed implorò il Duke di venire ad ascoltare il Dollar Brand Trio che suonava in un club della città. Impressionato da ciò che aveva sentito, Ellington organizzò per registrare il gruppo a Parigi. Quindi fece la stessa cosa per la Benjamin, producendo entrambi gli album per la Reprise.
“Duke Ellington Presents the Dollar Brand Trio” fu pubblicato subito dopo, mentre l'album della Benjamin, “A Morning in Paris”, venne accantonato. Comunque lei ricevette l'imprimatur di Ellington quando apparve con la sua orchestra al Newport Festival Jazz del 1965. (Cantò "Solitude", una ballata di Ellington che aveva registrato per l'album.)
La Benjamin e Dollar Brand si sposarono nel 1965. Quando si convertirano all'Islam tre anni dopo, lui cambiò il suo nome in Abdullah Ibrahim, mentre lei divenne Sathima Ibrahim, utilizzando però Sathima Bea Benjamin a livello professionale.
Ebbero un figlio, Tsakwe, che ora è un pianista a Città del Capo, ed una figlia, Tsidi, una rapper underground conosciuta come Jean Grae. 
Nel 1977, dopo anni di vita itinerante, la famiglia Ibrahim piantò radici a New York, prendendo un appartamento all'Hotel Chelsea. La Benjamin continuò a vivere lì anche dopo che il  marito tornò in Sud Africa nel 1990, avviando la loro separazione. Si trasferì a Città del Capo nel 2011, l'anno del loro divorzio.
Nello stesso anno, la Benjamin pubblicò un libro con il musicologo sudafricano Carol Ann Muller, “Musical Echoes: South African Women Thinking in Jazz”. Tra le altre cose, il libro ricorda la durezza della segregazione di Stato.
La Benjamin non fu mai timida su quel soggetto: i suoi album, iniziando da "African Songbird" del 1976, comprende pezzi originali di chiaro sfondo politico. Un album che fu pubblicato dall'etichetta Enja, alla fine degli anni '80, si apre con una canzone chiamata “Winnie Mandela Beloved Heroine.” La maggior parte degli altri album della Benjamin furono pubblicati dalla propria etichetta, Ekapa. “A Morning in Paris”, che per lungo tempo si è pensato fosse andato perso, fu finalmente pubblicato nel 1996, grazie ad una copia fatta dal tecnico della registrazione dell'album.
Due settimane prima di morire, la signora Benjamin ha ricevuto un premio alla carriera allo Standard Bank Joy of Jazz festival di Johannesburg.

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