giovedì 29 agosto 2013

Antonio Zambrini plays Nino Rota

Il grande pianista e compositore italiano Antonio Zambrini da vita, insieme al suo trio, ad un progetto in sinergia con una delle più importanti istituzioni internazionali legate alla cinematografia: la Fondazione Cineteca Italiana di Milano. Le melodie immortali di Nino Rota che hanno costituito le più importanti colonne sonore del cinema italiano,e che oramai sono entrate nell’immaginario collettivo di tutti gli appassionati di cinema e musica di qualità, rivisitate con maestria ed originalità. 
Il disco è arricchito nel packaging da alcune immagine inedite tratte dai set di alcuni film italiani entrati nella storia del cinema mondiale. 
Un opera davvero di prestigio e caratura straordinaria. (Fonte Abeat Records)


Sul sito Jazz Convention è stata pubblicata una bella intervista, a cura di Flavio Caprera, al pianista per presentare questo nuovo lavoro.
Ecco un estratto dell'intervista:
"Il lavoro su Nino Rota ha una radice duplice. Da un lato, registrando la serie di cd Philology con Lee Konitz, avevo arrangiato una serie di brani di Rota su proposta di Paolo Piangiarelli, il produttore delle registrazioni cui sono grato per l'opportunità che mi dette in quell'occasione. Con Lee Konitz furono poi realizzati tre cd appunto, con vario materiale e con alcuni miei brani scritti per lui, tra l'altro, mentre il discorso su Nino Rota rimase accantonato. I brani che avevo arrangiato servirono poi quando Cineteca Italiana di Milano, con cui collaboro da molti anni, mi propose di realizzare un concerto dedicato a Federico Fellini, in occasione di una ricorrenza a lui legata. Con Cineteca Italiana ho realizzato moltissime sonorizzazioni al piano solo, improvvisate naturalmente, per le proiezioni dei film muti. 
In questo caso invece la proposta musicale, che realizzammo in trio, era il centro del programma, mentre sullo schermo venivano proiettati spezzoni del cinema di Fellini. Così concepito il concerto fu molto apprezzato e lo ripresentammo in diverse situazioni, finché l'anno scorso ho deciso che il materiale musicale, i miei arrangiamenti, l'affiatamento del trio, erano pronti per essere registrati. La Cineteca Italiana ha voluto prendere parte coproducendo il cd assieme ad Abeat Records, e fornendo per la copertina e per il libretto del disco alcune bellissime immagini "felliniane" prese dai suoi archivi...."
(Continua a leggere l'intervista sul sito originario)

Una breve considerazione personale, in quest'ultimo paio di anni sono innumerevoli gli artisti italiani ma anche stranieri, vedi Galliano) che si sono buttati a pesce sulla musica di Nino Rota. Con tutto il rispetto per gli artisti coinvolti (specie per Zambrini che è un eccellente pianista) e per la musica di Nino Rota, credo che adesso possa anche bastare.
Purtroppo spesso nel jazz, in particolare in quello italiano, si denota una mancanza di originalità e di progettualità e molti artisti si trincerano dietro il pezzo popolare per nascondere la mancanza di idee.
Quante altro volte dovremo ascoltare il tema del "Padrino" o di "Otto e Mezzo", piuttosto che de "La Strada"?

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