venerdì 22 febbraio 2013

L'esperienza degli Afro-Americani nelle Jazz Suite

The Harlem Renaissance degli anni 1920 spinse diversi artisti neri ad esplorare la propria eredità africana e l'esperienza dei neri in America, dalla schiavitù alla vita dopo l'emancipazione e la migrazione verso le città del nord. In ambito musicale, il pianista James P. Johnson compose Yamekraw: A Negro Rhapsody, un ritratto di 12 minuti su una comunità nera a Savannah, in Georgia. Yamekraw fu orchestrata per una performance del 1928 alla Carnegie Hall, dal compositore nero William Grant Still, che poi scrisse la sua Afro American Symphony nel 1930.
Da allora, molti altri artisti afro-americani, hanno utilizzato suite, sinfonie ed opere estese per raccontare la saga della vita neri dall'Africa all'America. 
La Npr ha presentato cinque tra le più rappresentative opere jazz sulla storia nera di cui gli estratti si possono ascoltare in streaming:


- Three Dances tratto da Black, Brown and Beige - Duke Ellington
Nel 1931, Duke Ellington disse a un giornalista: "Sto per comporre una evoluzione musicale della razza negra." Il risultante Black, Brown and Beige: a Tone Parallel to the History of the Negro in America, che debuttò alla Carnegie Hall nel 1943, fu il monumento musicale che inaugurò il genere delle estese opere jazz. Ellington ci lavorava da anni, scrivendo pezzi più lunghi come Reminiscing in Tempo nel 1935 e pezzi per la rivista musicale Jump for Joy nel 1941, e lavorando per tutti gli anni '30 su una "negro opera", successivamente abbandonata, chiamata Boola.
Anche se i critici bianchi furono tristemente freddi nell'accoglienza dei 43 minuti del lavoro di Ellington, il solo fatto di aver presentato un pezzo di tale portata in un luogo come la Carnegie fu un radicale atto di orgoglio nero: una dichiarazione che la vita, la storia e l'identità degli afro-americani avessero pari significato rispetto alle loro controparti bianche.
Three Dances: West Indian Dance, Emancipation Celebration, e Sugar Hill Penthouse furono tre pezzi brevi che Ellington registrò nel 1944 come parte della prima registrazione in studio della suite.
West Indian Dance rappresentava l'influenza degli schiavi neri e dei lavoratori della regione dei Caraibi, Emancipation Celebration rifletteva i sentimenti degli schiavi nell'ottenere la propria libertà dopo la guerra civile, e Sugar Hill Penthouse raffigurava la vita relativamente benestante di alcuni afro-americani in una parte del 20° secolo ad Harlem.


- Disillusioned tratto da Afro-American Sketches - Oliver Nelson
Quasi 20 anni dopo che Duke Ellington presentò Black, Brown and Beige, il sassofonista e compositore Oliver Nelson scrisse e registrò Afro/American Sketches. A differenza di Ellington, Nelson inizio il suo progetto a malincuore, su suggerimento di un rappresentante di una etichetta discografica. Nelle note di copertina del disco, scrisse che la pubblicazione fu "rimandata" da ciò che percepiva fosse una mancanza di onestà nelle registrazioni afro-jazz del periodo, ed egli si credeva non qualificato per scrivere un tale lavoro. Ma si immerse negli studi di musica africana per scrivere le prime parti della suite, e si appoggiò alle proprie esperienze di big-band per comporre le parti che riflettono la vita dei neri in America. Disillusioned richiama il destino deluso-ma-perseverante dei neri del Sud che si erano trasferiti nelle città del Nord durante la grande migrazione del 20esimo secolo.



Juba's Run tratto da Fields - John Carter
Artista le cui origini sono associate al movimento del free-jazz degli anni '60, il clarinettista John Carter scrisse una lunga storia musicale afro-americana in una suite composta da cinque album. Carter chiamò il suo lavoro suoi Roots and Folklore: Episodes in the Development of American Folk Music.
"Quello che l'africano ha portato con sé, ha aperto la strada al blues, alla musica sacra, al jazz, al rock e a tutte le forme della musica americana", ha detto Carter, "ed ho voluto contribuire con alcune mie riflessioni musicali in un modo artistico e storico."
Il critico Gary Giddins chiama Roots and Folklore "una comprensiva visione della variegata storia musicale dell'America". Descrivendo gli ostacoli che gli artisti jazz degli anni '80 dovettero fronteggiare per ottenere il supporto delle etichette discografiche per progetti con orchestre di grandi dimensioni e innovativi, Giddins dice: "Carter risolse il primo problema facendo suonare i suoi musicisti in modo da suggerire un gruppo più ampio, ed il secondo rifiutando di accettare l'idea che, in virtù della registrazione, egli fosse nel business per produrre un prodotto commerciabile ".
Juba's Run dal titolo del penultimo album Fields, è una frenetica ed appassionata "Dolphy-esque" rappresentazione del tentativo degli schiavi di volare verso la libertà.

Work Song tratto da Blood on the Fields - Wynton Marsalis
A differenza di John Carter, il trombettista e compositore Wynton Marsalis ha avuto una carriera di alto profilo e controversa, fin dai suoi primi passi nei primi anni '80. Negli anni '90, Marsalis aggiunse la sua opera storica afro-americana Blood on the Fields, al canone delle opere estese, una registrazione di 3 CD che racconta la storia del viaggio di una coppia di schiavi verso la libertà.
Benchè la registrazione di Blood on the Fields gli valse il primo premio Pulitzer mai assegnato ad un musicista jazz, essa ricevette critiche contrastanti da parte della critica jazz; Gary Giddins lo definì "un esercizio di arroganza senza riserve, un pastiche discorsivo, in cui furono saldate una vasta gamma di influenze ma senza integrarle, ingerite ma non digerite."
Come tutte le cose di Marsalis, la storia del jazz in ultima analisi, ha dato un verdetto più benevolo ad un ritratto ambizioso e musicalmente completo dei primi anni di vita e cultura nera in America.
"Work Song", con la voce di Cassandra Wilson e Miles Griffith, è uno dei pezzi più immediatamente accessibili di Blood on the Fields.

Rosa Parks and the Montgomery Bus Boycott, 381 Days tratto da Ten Freedom Summers - Wadada Leo Smith
Il trombettista e compositore Wadada Leo Smith dice che Ten Freedom Summers, un tributo musicale in 4-CD al Movimento per i diritti civili, è stato il frutto di 34 anni di lavoro. Egli cita come ispirazioni i concerti sacri di Duke Ellington e gli album orientati politicamente di Max Roach, come Freedom Now e Lift Every Voice and Sing, anche se può essere ascoltata, a volte, l'impronta dei concept album di Miles Davis con Gil Evans e dell'era elettrica del trombettista.
Rosa Parks and the Montgomery Bus Boycott, 381 Days è incorniciato dal suo lirico playing che evoca la quiete, il significato nobile ed eroico dell'atto di protesta di una donna nera, con una sezione centrale che riflette le turbolenze, le difficoltà e l'incertezza del lungo sforzo esercitato per porre fine alla segregazione dei posti sugli autobus urbani di Montgomery, Alabama. Il successo di quel tentativo, in ultima analisi, preparò il terreno per il movimento dei diritti civili degli anni '50 e '60 negli Stati Uniti.

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