martedì 5 febbraio 2013

First Listen: The Bryan Ferry Orchestra - The Jazz Age

Ancora una volta la Npr ci regala la possibilità di ascoltare per alcuni giorni, in anteprima ed in streaming, un intero album di prossima uscita. Questa volta si tratta del nuovo album di Brian Ferry,  celebre ex-cantante dei Roxy Music, intitolato The Jazz Age.


Se mai c’è stata un’icona musicale e una decade destinate ad incontrarsi esse sono Bryan Ferry e i ruggenti anni ‘20. L’artista come macchina creativa, con una sorprendente carriera di infinite sorprese, gioie e innovazioni, e la decade – un periodo di decadenza e modernità e giovani brillanti – percorsa da un brivido.
Perciò per celebrare il 40° anniversario della sua incredibile carriera sia come artista solista che come fondatore dei Roxy Music, Ferry ha ripreso alcune delle composizioni della band, per rieseguirle  nello stile musicale degli anni ’20 con la sua The Bryan Ferry Orchestra.
Spinto dal fascino esercitato da quel periodo tra le due guerre noto come ‘The Jazz Age’, Ferry ha registrato le canzoni in versione strumentale. 
Molta della musica che ascolto oggigiorno è strumentale," spiega "e volevo che le mie canzoni avessero una vita alternativa, una vita senza le parole.”  
Per il gruppo, Ferry ha riunito molti dei grandi jazzisti inglesi che hanno suonato sul suo precedente tributo agli anni ’30,  l’album ‘As Time Goes By’, compreso il pianista che lo accompagna da anni e suo direttore musicale Colin Good, col quale Ferry ha lavorato a stretto contatto sui nuovi arrangiamenti.
The Jazz Age’ è una raccolta contagiosa di brani senza tempo che risvegliano lo spirito degli  Louis Armstrong's Hot Seven, dei  Wolverines di Bix Beiderbecke e dell’Original Dixieland Jazz Band.
Dall’incedere impetuoso di ‘Virginia Plain’ agli intrecci immortali ‘Slave To Love’, ‘Avalon’ e ‘Reason or Rhyme’ – nessuna sfumatura dalla tavolozza degli stili musicali di Ferry viene a mancare.
The Bogus Man’, che fece il suo esordio su For Your Pleasure nel 1973, risveglia il jungle sound della Duke Ellington's Cotton Club band, mentre gli arrangiamenti di ‘Don't Stop the Dance’ potrebbero essere usciti dalla penna del grande Don Redman. 
Ferry ha realizzato una colonna sonora per quei parti infiniti a base di champagne documentati da F. Scott Fitzgerald, e per una generazione completamente nuova. 
Soprattutto  ‘The Jazz Age’ è puro splendore Gatsbyano – irresistibile e incantevole, un disco dal fascino devastante col quale siamo sempre in complice estasi.

Devo dire che a fronte di diverse perplessità che avevo nei confronti di questo progetto, l'ascolto si è rivelato piuttosto sorprendente. Ferry e la sua orchestra riescono magistralmente a riprodurre l'atmosfera dei ruggenti anni '20, anche a livello sonoro. Le melodie delle canzoni dei Roxy Music, alcune delle quali veramente belle come ad esempio la splendida Don't Stop the Dance, vengono completamente stravolte per ritrovare una nuova linfa in un formato assolutamente degno di essere considerato jazz ed anche di buon livello. Da ascoltare!
  

2 commenti:

  1. Il disco è strumentale (quindi Ferry non canta) ed è fatto con un certo garbo, la musica è molto godibile e riesce ad immergerti nelle atmosfere degli anni '20 e '30.

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