domenica 3 febbraio 2013

Enrico Pieranunzi - New York Reflections

Il titolo dell'ultimo album di Enrico Pieranunzi - disponibile esclusivamente in formato LP in vinile - è sufficiente a rivelare un fascino, "Live at Birdland" e di aprire la mente ad una immagine collettiva che si riporta ai grandi del passato, a quei musicisti che hanno scritto la storia tra le mura di questo famoso club di New York. 


Basti dire che non solo Pieranunzi è stato l'unico italiano a ricevere carta bianca in quel luogo magico tra la 44 e 315 West, ma in questa occasione è stato accompagnato da due giganti della storia della musica. Due maestri assoluti come Steve Swallow e Paul Motian, il più grande tra i batteristi, che ha eseguito la musica del pianista romano per oltre vent'anni. 
Basta ascoltare i primi cinque minuti di questo disco unico ed è sufficente per capire di come la chimica abbia funzionato, mettendo insieme questi elementi magici.
Il pianismo di Pieranunzi all'ennesima potenza tra libere improvvisazioni, composizioni originali e alcuni brani presi in prestito dal grande libro della storia della musica ... un dialogo in tre parti, l'interazione tra artisti che sanno ascoltare, interagire e suonare davanti ad un pubblico incantato che, tra le quattro mura del Birdland, è testimone della scrittura di una nuova pagina nella storia del trio con pianoforte.

“New York Reflections”, disco dal vivo a Birdland è il primo titolo di una collana esclusivamente in vinile della CamJazz.
Vinile, 180 gr.: è una specie di formuletta magica che negli ultimi anni seduce centinaia di migliaia di appassionati di musica, collezionisti e cultori dell’hi-fi, di tutto il mondo (soprattutto Giappone, Germania e Usa), convinti che il vecchio ellepi abbia molti pregi e meno difetti del cd: di certo, dicono, il suono è più caldo e coinvolgente, poi c’è il gusto delle grafiche di copertina di dimensioni grandi.
La CamJazz si è adeguata, inaugurando una nuovo serie di dischi esclusivamente in vinile con un Lp del trio di Enrico Pieranunzi, New York Reflections (continuerà con le ristampe di sei dischi delle gloriose etichette Black Saint e Soul Note). La qualità del suono è davvero sopra l’eccellenza, il che aiuta a far risaltare le mille sottigliezze della registrazione live, dato che il gruppo del pianista romano fa proprio della sottigliezza una delle componenti principali della sua musica. Anche questo trio “americano” con Steve Swallow al basso elettrico e Paul Motian alla batteria è di livello eccelso e ha dato diversi concerti memorabili, fra i quali questo del 30 ottobre 2008 al Birdland di New York.
Mentre Swallow e Motian intessono un ordito di linee sapientemente ma irregolarmente intrecciate, spesso sfaldate a grumi di materia, e rubano la scena al leader in un’ondivaga serie di primi e secondi piani alternati (Swallow in un costante e perfetto contrappunto di sostegno; Motian inventando sprazzi di diverse intensità e macchie di differenti colori in avvicendamenti di pieni temerari con vuoti inquietanti); Pieranunzi giostra fra arditezze che si affacciano al free (ma sempre ragionato, quindi tenuto sotto controllo), ricordandosi della musica dotta occidentale e di Lennie Tristano (PS1), e melanconie disarmanti (Sofy Night Song); giostra fra romanticismi che non sdilinquiscono mai, anzi assurgono a capolavori di espressività guidata da logica formale (Suspension Points), e perentorietà declamatorie così avvincenti da sedurre e commuovere, (Blue Waltz), interpretando in modo personalissimo This Is New di Kurt Weill e Reflections di Thelonious Monk, ma presentando anche cinque sue felicissime composizioni (da ricordare che Pieranunzi è l’unico italiano a vantarne tre nel Real Book americano: Dee Song, Don’t Forget The Poet e Coralie. Sempre, in ogni brano, la tensione non si spezza, si mantiene alta sino alla nota finale, liberatoria. E viene voglia di applaudire.
(Aldo Gianolio - l’Unità - 9/11/2012)

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