martedì 19 febbraio 2013

Don Byron per tre serate all'AlexanderPlatz di Roma

Il grande clarinettista e sassofonista Don Byron sarà all'AlexanderPlatz di Roma per tre eccezionali serate, il 28 febbraio, il 1 e 2 marzo, nella quali sarà accompagnato da tre grandi musicisti italiani: Riccardo Fassi al piano, Paolino Dalla Porta al basso e Massimo Marzi alla batteria.   


Sicuramente c'è poco da dire su Don Byron, a mio parere uno dei più grandi jazzisti a tutto tondo in circolazione. 
Nato a New York l'8 Novembre 1958 e cresciuto nel Bronx, Don Byron fin da ragazzo ha intrecciato nella sua esperienza musicale la musica classica (studiando clarinetto con Joe Allard) e quella caraibica, colonna sonora del quartiere. In seguito ha studiato con George Russell, maturando una profonda conoscenza del jazz e della Third Stream Music.
Ha suonato con il leggendario trombettista Mario Bauza, prima di diventare protagonista della nuova musica di New York negli anni '80 e '90. 
Dapprima nei gruppi di Craig Harris e Reggie Workman, poi in uno storico quartetto con Bill Frisell, Don Byron emerge come una voce strumentale di grande autorevolezza. Il suo album “Plays The Music Of Mickey Katz” reinventa con acume le parodie del noto leader di musica klezmer, il successivo “Music For 6 Musicians” omaggia la musica latina, mentre con “Bug Music” torna alla Swing Era di Kirby, Scott, Ellington. Il suo linguaggio d’avanguardia brilla in “No Vibe Zone”, per quintetto. 
Notevoli i suoi duetti con il pianista Uri Caine, con cui mantiene una fertile collaborazione. Nel frattempo suona con decine di artisti, tra cui Vernon Reid, Steve Coleman, Daniel Barenboim.
Curioso verso tutti gli stili, Byron con “Nu Blaxploitation” esplora il funk e l’hip-hop, mentre con “A Fine Line : Arias & Lieder” affronta Schumann e Puccini ma anche Roy Orbison e Stevie Wonder. Dedicato a Lester Young è invece “Ivey-Divey”, per trio, mentre in seguito è uscito “Do The Boomerang” su Junior Walker e un disco inciso assieme a Allen Toussaint, leggenda della musica di New Orleans. 
Il suo ultimo lavoro discografico è Love, Peace, and Soul, nel quale si confronta con la musica gospel nera, esplorando i classici della tradizione, con un occhio di riguardo per l’opera di Thomas A. Dorsey, il “padre del gospel” (“Take my hand, precious Lord”, la sua canzone più famosa), più una serie di brani originali sullo stesso stile.
Don Byron è stato direttore artistico della Brooklyn Academy of Music e “artist in residence” della New York’s Symphony Space. Ha scritto musical, soundtracks, quartetti d’archi, insegna in diverse università americane.

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