sabato 2 febbraio 2013

Charlie Haden spera di poter suonare di nuovo

Sul Chicago Tribune è stato pubblicato un bell'articolo, a firma del critico Howard Reich, che parla delle precarie condizioni di salute del leggendario bassista Charlie Haden.


Ecco un estratto dell'articolo:
'Il grande bassista Charlie Haden spera di poter tenere un breve discorso quando il prossimo 10 febbraio riceverà il Lifetime Achievement Award dalla Recording Academy, il giorno prima del Grammy. Ma Haden a volte ha difficoltà a parlare, e la sua energia non è più quella di una volta. Non mangia cibi solidi da quasi due anni, ed ha notevoli difficoltà a deglutire.
Questi sintomi, insieme ad altri, sono stati causati da un inizio di sindrome post-polio che, alla fine del 2010, hanno alterato drammaticamente la vita di Haden, e ci ha negato il piacere di crogiolarci nel caldo bagliore della sua musica dal vivo.
In realtà, anche se Haden suona il suo basso quasi tutti i giorni, pochissime persone lo hanno potuto ascoltare dopo il suo ultimo concerto pubblico nel settembre del 2011, al Catalina Bar & Grill a Hollywood. Quando i suoi amici musicisti, come Pat Metheny ed il pianista Alan Broadbent passano per Los Angeles, si fermano a casa di Haden, e suonano con lui.
Nel resto del tempo, Haden suona insieme ai dischi nel suo salotto, con i suoni di Bach e di Bill Evans che rieccheggiano intorno a lui. 
"Ciò mi permette di esercitare la mia immaginazione, la mia improvvisazione e la mia spontaneità e lasciare che le idee scorrano", dice Haden, della sua vita musicale per lo più solitaria. Haden non avrebbe mai immaginato che la polio l'avrebbe potuto colpire per ben due volte.
La prima volta, aveva 15 anni e viveva ad Omaha nei primi anni '50, durante l'epidemia di polio. Era sul campo da golf con il padre - un contadino che suonava musica country alla radio con la band di famiglia - quando Charlie crollò con quasi 41° di febbre.
Sicchè gli ospedali della zona erano tutti stracolmi per i casi di polio, Haden fu curato a casa per quella che fu diagnosticata come poliomielite bulbare.
"L'area bulbare è ... nella parte posteriore del collo (e) colpisce i nervi che passano attraverso la gola e i muscoli facciali", dice Ruth Cameron, partner di Haden "in amore, vita e  musica" che è sua moglie dal 1984 e co-produttore dal 1989.
"Non ebbe la poliomielite che colpisce i polmoni, quindi non ebbe bisogno di un polmone d'acciaio. Essa non colpì il suo midollo spinale o le gambe. Fu messo in quarantena a casa e rimase a letto per quasi un anno. Penso che sia stato molto traumatico."
La ripresa fu lenta e difficile, dice Haden, ma almeno ci fu una ripresa.
"Il dottore mi disse che il tipo (di poliomielite) che ebbi... fu intorno alla gola, sarebbe poi andata via, e non l'avrei mai più avuta", dice Haden.
Quando fu di nuovo in piedi, non riuscì più a cantare con la famiglia, quindi si soffermò nel suonare il basso, uno strumento che già lo aveva affascinato perché faceva suonare la musica in modo "pieno e profondo", dice.
In un certo senso, si potrebbe dire che il basso è diventato un sostituto della sua voce.
Grande appassionato di musica, Haden sentì i concerti di Jazz at the Philharmonic di Norman Granz, che portavano le stelle al pubblico di tutta l'America, e vide nel jazz una affinità naturale con le canzoni country-western della sua giovinezza. Come quella musica, il jazz ha radici folcloristiche, ma esso prese i suoi impulsi populisti e gli elevò a livelli di maggiore complessità armonica e ritmica. 
Eppure, "quando suonavo i miei album di Charlie Parker per i miei compagni di scuola, la maggior parte dei quali sarebbero diventati i contadini di domani, mi guardavano come se venissi da Marte".
Così si diresse verso Los Angeles nella speranza di incontrare il pianista Hampton Hawes (con il quale in effetti ben presto iniziò a suonare) e vide la sua vita e la sua arte cambiare radicalmente, grazie all'incontro con un musicista dall'orecchio libero: il sassofonista Ornette Coleman.
"Suonava come un angelo rivoluzionario", Haden ha detto in un'intervista del 2002. "Subito dopo iniziammo a provare, con la musica che si spargeva ovunque, e lui mi diceva di suonare 'al di fuori dei cambi di accordo," che era esattamente ciò che avrei voluto fare. Ora finalmente ottenni il permesso di farlo."
Questa nuova musica radicale che Coleman, Haden, il batterista Billy Higgins e il trombettista Don Cherry concepirono in registrazioni giustamente chiamate "The Shape of Jazz to Come" (1959) e "Change of the Century" (1960) trascendevano le convenzioni in materia di cambi di accordo e strutture musicali. Queste scoperte attraversano la musica ancora oggi, nel lavoro di sperimentatori come Ken Vandermark e gli iconoclasti dell'Association for the Advancement of Creative Musicians (AACM).
Ma i contributi di Haden hanno raggiunto anche altri risultati. Solo un musicista con un suono così radiante al basso e con un approccio così curioso nel fare musica, avrebbe potuto contribuire in modo significativo a tanti progetti così diversi. Ha suonato con eleganza nel trio e nel quartetto di Keith Jarrett alla fine degli anni '60 e primi anni '70, ha espresso un messaggio politico con la sua Liberation Music Orchestra a partire dal 1969; ha esplorato la world music con il suo album "Folk Songs" del 1970 e nelle sue collaborazioni con il chitarrista brasiliano Egberto Gismonti, il pianista cubano Gonzalo Rubalcaba, il bandoneonista argentino Dino Saluzzi ed altri, e catturato il romanticismo dark dei film noir di Hollywood nelle registrazioni del suo Quartet West come "Haunted Heart" negli anni '90.
Negli ultimi anni, Haden è stato altrettanto prolifico, portando quel tono robusto ma con un tocco morbidamente imbottito, in registrazioni come "Jasmine" (2010), una serie di eterei duetti con Jarrett: "Come Sunday" (2011), un sublime collezione di musica spiritual con il pianista Hank Jones, e "Magico: Carta de Amor" (registrato nel 1981 ma pubblicato nel 2012), una festa di melodia con il sassofonista Jan Garbarek e Gismonti. Le filosofie musicali di Haden sono state anche raccontate nel disarmante film documentario del 2009, "Rambling Boy".
"L'unica cosa che si dovrebbe sempre dire di Charlie, è che c'è un intero genere di musica con 'armonia improvvisata' che non sarebbe mai esistita senza di lui." ha scritto recentemente il pianista Ethan Iverson. "E' partita con Ornette, per poi trasferirsi a Keith Jarrett, Dewey Redman e Paul Motian .... Tutto di quella musica canonica richiede Charlie Haden. "
Haden dice di trarre conforto da parole come queste, e spera di poter continuare a dimostrarsene degno, riuscendo a tornare sul palco.
"Mi manca moltissimo", dice. "Un sacco di gente mi chiama per suonare ...." "Una delle cose principali che vorrei fare è suonare di nuovo il mio basso al pubblico. Vivo per questo
Anche se Haden lotta ogni giorno con la sua malattia, vede ragioni di ottimismo. Questa settimana, cercherà di ricominciare ad insegnare al California Institute of the Arts, un ritorno particolarmente significativo perché egli fu il fondatore del programma di jazz nel 1982.
"Ora che il suo livello di dolore è stato ridotto grazie a nuove terapie, il suo spirito è migliorato", dice la Cameron. "Ma lui è molto handicappato dal fatto che non riesce ad ingoiare nel modo in cui vorrebbe. Non abbiamo mai mangiato carne, ma avrebbe dato qualsiasi cosa per un cheeseburger in questo momento."
D'altra parte, fino allo scorso Ringraziamento, "non ascoltava la musica, mentre ora la ascolta", aggiunge la Cameron. Suonare con i suoi amici "gli sta dando un po' di spinta .... Il suo suono è più bello che mai. Questa è l'unica cosa. E' notevole .... Tutti i grandi musicisti, il loro tocco ha una specie di vibrazione, e lui non ha perso nulla della sua vibrazione o del suo suono. "
Scrive Broadbent in una e-mail, "Quando ci siamo riuniti per suonare, anche se non lo faceva da un po', è stato subito Charlie al 100 per cento, con quel suono grande, rotondo, caldo che è così identificabilmente suo e con l'energia giovanile del playing che nasconde la sua età. Come riesca subito ad entrare in esso è un mistero per me.
Nei prossimi giorni, Haden proverà il testo che spera di recitare alla cerimonia di premiazione a Los Angeles, dice la Cameron, "Cercherà di controllare il suo discorso in modo che sia breve."
Ma anche se potrà pronunciare solo poche parole, farà di tutto per esserci.
"Ho le dita incrociate affinchè possa stare abbastanza bene per accettare questo premio", dice Haden, che non fu in grado di viaggiare a New York l'anno scorso per ricevere il National Endowment for the Arts Jazz Masters Award.
"Se non altro, mi limiterò a salire sul palco e dire: Grazie, ragazzi. I miei medici hanno detto che non dovrei parlare così a lungo."
Considerando tutta la musica indelebile che Haden ci ha dato, non è necessario molto di più.'
(leggi l'articolo integrale sul sito originario)

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