giovedì 7 febbraio 2013

Caterina Palazzi 4tet a San Leucio (CE)

Nuovo appuntamento per OfficinaMusica 2013, la rassegna ideata e prodotta da Sound Contest con la partnership di OfficinaTeatro e la direzione artistica di Antonio Feola. Venerdì 15 febbraio, alle 21.30, presso la la struttura di Officina Teatro in Viale degli antichi platani a San Leucio (Caserta) sarà di scena il progetto in quartetto della giovane contrabbassista romana Caterina Palazzi, artefice nel 2010 del fortunato e acclamato album di debutto "Sudoku Killer". 


Classe 1982, talento dalla tecnica grintosa e dalla penna felicemente ispirata per sonorità estremamente moderne e magistralmente combinate con sapienza melodica, Caterina Palazzi schiera al suo fianco musicisti di ottimo spessore tecnico che sanno dar corpo alle sue composizioni integralmente originali: Danielle Di Majo al sax alto, Giacomo Ancillotto alla chitarra elettrica (ospite anche nell'album "Tribe" di Enrico Rava) e Stefano Costanzo alla batteria.
Al Jazzit Award del 2010 Caterina Palazzi è stata votata come prima migliore compositrice italiana e quinto miglior contrabbassista italiano mentre "Sudoku Killer" è risultato il secondo miglior album italiano.
La musica di Caterina Palazzi riesce a creare una sorta di universo letterario musicale piuttosto atipico nel musicista jazz contemporaneo, con le sue esplorazioni sonore fascinosamente intriganti e psichedeliche, strettamente correlate ad atmosfere e armonie mediterranee. In particolare "Sudoku Killer" (Zone di Musica, 2010) si rivela come un concept mentale e musicale dai tratti inquietanti e romantici al tempo stesso, un "jazz noire" in cui la passione per lo spirito inventivo del rock acid-prog anni '60 e '70 incontra la "forma canzone" per dar vita a raffinate alchimie algebrico-letterarie e suggestivi richiami cinematografici.
Un mondo musicale che si sviluppa spesso e volentieri in percorsi e temi diversi all'interno del medesimo brano, innescando così interessanti "incontri-scontri" di idee, generi, ritmi e motivi a tutto vantaggio di una formula sonora leggermente caustica ma sempre accessibile e assolutamente godibile. Un concerto e un repertorio imperdibili, per sondare la freschezza e la molteplicità delle piste musicali e culturali su cui viaggiano oggi composizione e libera improvvisazione.
"Il jazz è sicuramente il genere che si avvicina di più alle mie composizioni, ma c’è chiaramente una grande influenza rock, indie, mediterranea, a volte psichedelica… c’è una fortissima linea melodica semplice e ricorrente, che fa sembrare le canzoni orecchiabili. Cerco di suonarle con ‘spirito punk’, ovvero: non importa se suoni due note o mille, giuste o sbagliate, l’importante è avere il trasporto emotivo giusto e la giusta grinta ... credo che la musica, anche quando è strumentale, racconti di qualcosa, o evochi atmosfere particolari, forse non è facile capirlo da subito ma poi ci si arriva. Nel mio caso, non parto con un argomento scelto a tavolino per poi scrivere un pezzo che lo narri, e nemmeno scrivo il pezzo per poi ‘inventarmi’ una storiella da unire. Di solito avviene questo: vedo per esempio un film che mi colpisce e che mi lascia una sensazione particolare… poi dopo un po’ di tempo comincio a scrivere un pezzo senza pensare a nulla … quando il pezzo comincia a prendere forma mi accorgo che la sensazione che provo è la stessa di quella del film, quindo capisco che quella composizione parla a grandi linee di quell’argomento." (Caterina Palazzi)


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