domenica 3 febbraio 2013

Art and Soul - Storie di musica in musica alla Casa del Jazz

Giovedì 7 febbraio alla Casa del Jazz, appuntamento con la nuova serie di "Art and Soul-Storie di Musica in Musica" curata da Alberto Castelli con "Blues For Lady Day, omaggio a Billie Holiday" con Ada Montellanico, Alberto Castelli, Marco Tiso (pianoforte). 


Raccontare la vita e l'arte di Billie Holiday è compito tanto affascinante quanto difficile. In un certo senso, è una vera e propria sfida, una di quelle da affrontare con rispetto, sensibilità e passione.
Come ha dichiarato la cantante Sheila Jordan, la voce di Lady Day è ancora oggi "meravigliosamente umana" e in grado di regalare emozioni che colpiscono in profondità. 
Non era solo e soltanto una questione di tecnica, perché Billie Holiday riuscì a trasformare in qualcosa che le apparteneva le tante canzoni che fecero parte del suo repertorio. 
Non a caso, proprio Bille Holiday presentò e sintetizzò il suo stile, il suo modo di sentire e cantare il jazz così: "Non credo di cantare. Io improvviso con la mia voce come se avessi uno strumento. Un po' come fanno Louis Armstrong e Lester Young o chi ti pare. Tutto mi viene fuori così come lo sento. Io odio cantare una canzone così come è stata scritta sulla carta. Devo per forza modificare una melodia, in modo che possa adattarsi a me: questo è tutto quello che so...".
Queste parole così semplici e immediate sprigionano l'essenza di una delle figure più importanti e preziose nella solo nella storia del jazz, ma in quella della musica del Novecento.  
Quando saliva sul palco o si avvicinava al microfono in uno studio di registrazione, Billie Holiday finalmente trovava il modo per allontanare i tanti drammi e demoni che pervasero la sua vita. Era proprio in quei momenti che la sua voce diventava un vero e proprio strumento, unico e affascinante.
Alcuni anni fa Ada Montellanico, figura di primo piano del jazz italiano, ha realizzato un disco e tenuto una lunga serie di concerti dedicati proprio a Billie Holiday. 
Per una cantante confrontarsi con quella voce è davvero difficile e rischioso, come per una sassofonista misurarsi con Charlie Parker o per un pianista cercare di seguire quel sentiero misterioso e ammaliante che fu tracciato da Thelonious Monk. 
Per Ada Montellanico ricordare, celebrare e soprattutto interpretare Billie Holiday  è stata una tappa fondamentale nella sua carriera, qualcosa che doveva fare.
"Credo che una cantante - ha ricordato più volte Ada Montellanico - debba essere un'artista che riesce a raccontare una storia attraverso il suono della sua voce e in questo Billie Holiday è stata, o meglio è unica. Ancora oggi è il canto jazz"
E' partendo da questa consapevolezza che Ada Montellanico, Alberto Castelli e il pianista, compositore e arrangiatore Marco Tiso racconteranno l'unica, la sola Lady Day.

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