mercoledì 23 gennaio 2013

Tre date italiane per Donny McCaslin

L'ottimo tenorsassofonista Donny McCaslin, sarà in questi giorni in Italia per una mini-tournée di tre date, dove presenterà il suo ultimo album Casting for Gravity, pubblicato recentemente dall'etichetta Greenleaf di Dave Douglas.


McCaslin sarà in concerto questa sera (23 gennaio) al Panic Jazz Club di Marostica, domani (24 gennaio) allo Sheraton di Catania mentre il 25 gennaio sarà al Torrione San Giovanni di Ferrara, accompagnato dal suo nuovo quartetto elettrico composto da Matt Mitchell al piano fender; Tim Lefebvre al basso e Nate Wood alla batteria. 
Nato nel 1966 e cresciuto a Santa Cruz (California), Donny McCaslin ha imbracciato il sax all'età di dodici anni. 
Gli studi al Berklee College of Music di Boston lo portano all'attenzione di Gary Burton, che lo prende nel suo quintetto, nel quale rimane per quattro anni. 
Nel 1991 si trasferisce a New York, dove collabora inizialmente con Eddie Gomez per poi entrare negli Steps Ahead (al posto di Michael Brecker). 
Lo si sente poi con Gil Evans, l'orchestra di Maria Schneider (con la quale ottiene una nomination ai Grammy per il "Migliore Assolo Strumentale di Jazz" nel 2004), nel gruppo Lan Xang con David Binney, nel celebrato quintetto di Dave Douglas. 
Ma la sua attività di sideman lo ha portato anche a cimentarsi su disco con Danilo Perez e Luciana Souza e dal vivo con Tom Harrell, Brian Blade, John Patitucci, Mingus Dynasty, Pat Metheny.
McCaslin ha già firmato numerosi album come leader e, soprattutto, nel 2008 ha vinto il referendum dei critici di Down Beat come migliore rising star del sax tenore. 
Dopo il trio acustico di Recommended Tools (Greenleaf, 2008) e la brass band di Declaration (Sunnyside, 2009), pubblica Perpetual Motion, primo disco elettrico firmato Donny McCaslin e quinta produzione coordinata da David Binney.
Il suo ultimo album è il recente Casting for Gravity, suo decimo album come leader, in cui il suo gigantesco suono tenorile trova un ambiente ideale per scatenarsi attraverso grooves feroci e le tessiture elettroniche del tastierista Jason Lindner, del bassista Tim Lefebvre, e del eccezionale batterista Mark Giuliana. 
Adagiandosi sul suo caratteristico dono per le robuste melodie, alle vorticose atmosfere ispirate dall'elettronica, e alla potenza di un arena rock, McCaslin ha realizzato un album di svolta, fondendo una ricchezza di influenze che guardano al futuro, in un nuovo sound di jazz moderno.
Casting per Gravity eleva la vecchia fusion in alchimia, forgiando una voce visionaria da eclettiche influenze.




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