sabato 12 gennaio 2013

Segnali di vita per il leggendario Minton’s Playhouse

Sul sito del New York Times è stato pubblicato un articolo che segnala la possibilità della riapertura del mitico locale newyorkese Minton’s Playhouse ad Harlem, culla del bebop.


Ecco un estratto dell'articolo:
"Questa vecchia bettola di Harlem è ormai rimasta chiusa per circa lo stesso tempo in cui è stata aperta. Eppure il Minton’s Playhouse sarà sempre conosciuto come la culla del bebop, dove artisti del calibro di Dizzy Gillespie, Thelonious Monk e Charlie Parker suonavano nella notte.
I problemi finanziari tempo fa tennero le porte chiuse e l'insegna blu elettrico sulla West 118th Street rimase spenta.
Ma in una recente gelida mattina, ci sono stati dei timidi segni di vita, un battito costante ma con un grande riverbero: all'interno un martellamento da parte dei lavoratori edili, ed una notifica di un'audizione pubblica per una licenza di liquori incollata alla finestra.
La richiedente è la Harlem Jazz Enterprises LLC, guidata dall'imprenditore Richard D. Parsons, che suonava la tromba durante l'adolescenza a Bedford-Stuyvesant, Brooklyn, ha diretto due grandi aziende come la Citicorp e Time Warner, ed ha sempre voluto aprire un locale jazz ad Harlem.
"Io amo il jazz", ha detto Parsons in un'intervista. Ha ricordato i supper club degli anni '50 e '60, quando la buona musica e il buon cibo rendeva uptown "qualcosa di speciale".
Parsons pensa che questi club siano ora scomparsi. "Ci sono alcuni locali jazz," ha detto. "Ma nella maggior parte di loro non si può mangiare. E non c'è più l'eleganza di un tempo." Il suo scopo, ha detto, "è quello di cercare di ricreare quella sensazione."
Di recente, c'è stato uno sconvolgimento nei jazz club di Harlem. Il popolare St. Nick’s Pub, aperto negli anni '60, è stato chiuso nel 2011 per non avere ottenuto una licenza per gli alcolici. Il noto Lenox Lounge ha iniziato il nuovo anno con un nuovo proprietario, Richard Notar mentre il precedente proprietario del Lenox Lounge, che dispone dei diritti di marchio sul nome, prevede di aprire una nuova sede sempre a Lenox Avenue.
Henry Minton, un tenorsassofonista, aprì il club alla fine degli anni '30 al primo piano dell'Hotel Cecil. Circa 40 anni dopo, il locale dovette chiudere e la città sequestrò la proprietà dal padrone di casa, la Cecil Hotel Corporation, per tasse arretrate. Nel 1987, la città consegnò la proprietà alla Harlem Community Development Corporation. L'edificio divenne un complesso residenziale per barboni senza fissa dimora.
Nella metà degli anni '90, un gruppo di investitori tra cui Robert De Niro e il ristoratore Drew Nieporent sembravano interessati allo spazio del Minton’s Playhouse, come Quincy Jones. Nel 2006, l'impresario Earl Spain, dopo aver lasciato il St. Nick’s Pub, riaprì il Minton's, solo per vederlo chiudere nel 2010.
La differenza questa volta, ha detto Parson, è il capitale. "Questa è la linea divisoria", ha aggiunto. "Queste persone non hanno messo il capitale necessario per modernizzare questi club, e renderli competitivi con altri club in città. Non c'è dubbio che le persone non vedono l'ora che il Minton's riapra. Ma nessuno si andrà a sedere in un posto che essenzialmente è la versione di se stesso degli anni '50, rivestito con abiti usurati."
Se tutto va secondo i piani, nel mese di giugno, Parsons, in concerto con il ristoratore delle celebrità Alexander Smalls, un suo amico di lunga data, presenterà due "ristoranti fratello e sorella," che condivideranno un'unica cucina, lungo questo tratto triste della West 118th Street.
Il Minton's Playhouse riaprirà nella sua posizione originale, nella vecchia sala da pranzo dell'hotel; un nuovo dinner club, il Cecil, invece aprirà in St. Nicholas Avenue. Parsons dice che userà i propri soldi per farlo accadere.
Curtis Archer, presidente della Harlem Community Development Corporation, ha dichiarato: "Dopo alcune false partenze, vogliamo davvero che questo avvenga." Ha aggiunto, "Non c'è davvero niente lì", riferendosi a quel lato di St. Nicholas Avenue.
Minton sarà la casa del jazz, con echi di un'epoca passata.
Il menu presenterà la celebre cucina "Southern revival" di Smalls, servita in fine porcellana. E la musica spazierà da smooth, classic jazz e bebop dopo il tramonto.
Il Cecil invece sarà una luminosa e rumorosa brasserie afro-asiatico-americano, che celebrerà i cibi dalla diaspora africana.
"Avremo gli elementi più importanti dell'esperienza afro-americana, il jazz, il cibo, la nostra sensibilità sociale, la nostra creatività, la nostra vivacità", ha detto Smalls. "E' tutto in questo angolo fantastico sulla 118th Street e St. Nick."
Il piano è anche che, con l'aiuto di organizzazioni e gruppi locali senza scopo di lucro come il padrone di casa, si possano utilizzare i ristoranti per sviluppare un programma di formazione dell'ospitalità, un programma per i giovani afro-americani aspiranti chef ed un programma alimentare per la comunità. "La cosa importante da fare", ha detto Smalls, "è rendere questo business sostenibile, in modo da poter essere uno strumento a sostegno della comunità."
Per ora, Parsons sta già immaginando la house band. Attualmente in pensione, l'ex presidente della Citicorp e l'ex presidente e amministratore delegato di Time Warner, è anche presidente del consiglio di amministrazione della Jazz Foundation of America, che contribuisce a sostenere i musicisti jazz più anziani. "Ci sono tutti questi musicisti jazz che ancora vivono uptown di cui la Fondazione si occupa", ha detto. "E se questi musicisti, potessero avere un ingaggio, lo farebbero."
"E, se Alexander ottiene il suo groove con la sua cucina", ha aggiunto, "non possiamo perdere".
(leggi l'articolo originale sul sito del New York Times)

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