lunedì 21 gennaio 2013

Neneh Cherry e Harriet Tubman su Radio 3 Rai

Questa sera Radio 3 della Rai, nel suo settimanale appuntamento con i concerti jazz proporrà due interessantissimi appuntamenti. 


In apertura proporrà il concerto di Neneh Cherry, registrato al Village Underground di Londra, il 15.7.2012. La cantante, che per l'occasione era accompagnata da Mats Gustafsson ai sassofoni; Ingebrigt Håker-Flaten al contrabbasso e Paal Nilssen-Love alla batteria, ha presentato il suo ultimo progetto discografico The Cherry Thing.
Ecco un estratto di una bella recensione di Francesco Buffoli, pubblicato sul sito Storia della Musica:
"The Cherry Thing" è una piccola gemma che amalgama con calore e spunti di pura originalità le due anime: e la cosa risulta a maggior ragione sorprendente se pensiamo che il disco, in sostanza, consta quasi solo di cover. Anche se il termine è decisamente riduttivo: più che coverizzare, Neneh e Gustafsson si immergono nella struttura armonica e melodica dei pezzi, la destrutturano e quindi la riassemblano in un puzzle straniante, intriso della visionaria bellezza del free-jazz così come della suadente voce soul-blues di Neneh. Lucida astrazione che si scontra con un impatto fisico quasi graffiante: ed il bello è che la voce di Neneh non perde nulla in termini di spiritualità, anche se decontestualizzata, anche se a tratti pare smaterializzarsi.
"Cashback" è l'unico pezzo firmato dalla musicista: suadente e forte di una propulsione blues quasi tangibile, ha il pregio di spalancare le porte di un mondo affascinante
"Dream Baby Dream" spiazza subito: i Suicide che omaggiano chiaramente Lou Reed e la sua combriccola di bontemponi dandy-perversi vengono purificati e sollevati fino al cielo. Il sassofono si muove leggero e poi di incarta nel rumore più free. "Too Tough To Die" non arretra di un centimetro e anzi nel finale condensa tutta la sapienza strumentale del trio. "Golden Heart" prende forma sinuosa, quasi fosse lento swing d'annata, e poi si libra nei saliscendi della voce, circondata da un'aura magica e sottile.
"Dirt" omaggia Iggy e svela una volta per tutte l'animo profondamente rock dell'opera: è un pezzo che ti strapazza senza pudore, e alla fine ti costringe a raccogliere la mascella dal pavimento.
Un po' come tutto il disco: se non siamo dalle parti del capolavoro, ci andiamo vicini.
(leggi la recensione integrale sul sito originario)

A seguire andrà in onda il concerto di Harriet Tubman Double Trio, registrato a  Sant’Anna Arresi, Piazza del Nuraghe, il 30.8.2012. Per l'occasione la formazione era composta da Brandon Ross alla chitarra; Melvin Gibbs al basso; Graham Bently Haynes alla cornetta, elettronica; Edward J.T. Lewis alla batteria; DJ Logic al giradischi e Val Inc, giradischi, laptop.
Harriet Tubman, anche conosciuta come "Mosè della gente nera" (circa 1822 – 10 marzo 1913), fu un'attivista statunitense, combattente per la libertà della gente afro-americana. Fu una schiava fuggita, fece circa 19 viaggi per salvare circa 300 amici per mezzo dell'organizzazione ferrovia sotterranea. Agì come convinta abolizionista della schiavitù. Durante la guerra civile svolse diverse attività, che andavano dalla cura dei rifugiati, a vere e proprie operazioni di intelligence.
Harriet Tubman è anche un collettivo musicale formato nel 1998 dal chitarrista e cantante Brandon Ross, il bassista Melvin Gibbs e il batterista JT Lewis.
Ross, Gibbs e Lewis hanno tutti suonato con alcuni tra i più importanti innovatori musicali e visionari della seconda metà del 20° secolo: Herbie Hancock, Henry Threadgill, Tony Williams, Don Pullen, Tina Turner, James Blood Ulmer, Sonny Sharrock, Leroy Jenkins, Cassandra Wilson, Ronald Shannon Jackson, Oliver Lake, Muhal Richard Abrams, Aretha Franklin, Lawrence Butch Morris, e molti altri.
La musica di Harriet Tubman è al tempo stesso familiare e fresca, consentendo all'ascoltatore di sperimentare una musica libera da etichette di stile o di genere.
Allo stesso tempo, è facile intuire le fonti che hanno influito sullo sviluppo musicale del trio. Dall'esplosione elettrica dei leggendari gruppi di Miles Davis degli anni '70, alla trascendente spiritualità della musica del Delta del Mississippi ed oltre, allo schema aperto delle invenzioni ritmiche della American Urban degli anni '80, al suono immaginato della distesa infinita della savana africana, Harriet Tubman utilizza tutte le sue esperienze musicali per comunicare una visione di libertà ed invenzione musicale per coloro che scegliere di intraprendere il viaggio.

Clicca qui per ascoltare questi concerti, questa sera a partire dalle ore 20,30

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