sabato 26 gennaio 2013

Marcus Roberts

Marcus Roberts è, a mio modesto parere, uno dei più dotati pianisti a livello tecnico in circolazione, in possesso di una conoscenza enciclopedica del pianismo jazz ed una stupefacente abilità ad introdurre nella sua musica qualsiasi genere dallo stride al post-moderno, con influenze che svariano tra Jelly Roll Morton e Fats Waller a Bud Powell, Thelonious Monk, Bill Evans fino a McCoy Tyner.

    
Ma oltre ad essere un fantastico pianista, Roberts è anche un eccellente compositore ed arrangiatore, avendo composto sia numerosi pezzi singoli, ma sopratutto una serie di splendide suite musicali quali Romance, Swing, and the Blues, Time and Circumstance, In Honor of Duke, From Rags to Rhythm, The Sound of the Band e soprattutto la celebre Deep in the Shed pubblicata in un bellissimo album del 1990. 
Per appunto celebrare questo fantastico album, il pianista ha deciso di pubblicare in questi giorni,  per la sua etichetta J-Master Records, una specie di "remake", intitolata appunto Deep in the Shed: A Blues Suite, nel quale oltre che a variare l'ordine dei pezzi e ad aggiungere un pezzo completamente nuovo (Athanatos Rythmos), ha trasformato completamente gli arrangiamenti ed utilizzato una formazione differente, un nonetto, che oltre ad avvalersi del suo solito trio, con Jason Marsalis e Rodney Jordan, ha aggiunto alcuni suoi vecchi sodali nella J.L.C.O. come Marcus Printup, Ron Westray, Stephen Riley, e Wess Anderson e due talentuosissimi giovani musicisti come il trombettista Alphonso Horne e il tenorsassofonista Ricardo Pascal.
Roberts è nato nell'agosto del 1963 a Jacksonville in Florida, dove la madre cantava il gospel nella chiesa locale, lasciando un impatto profondo sullo stile musicale del giovane Marcus. Dopo aver perso la vista all'età di cinque anni, iniziò a suonare il pianoforte da autodidatta all'età di otto anni, prima di prendere le sue prime lezioni formali all'età di dodici anni. 
Roberts studiò pianoforte classico presso la Florida State University con Leonidus Lipovetsky, che era stato allievo del celebre maestro russo del pianoforte Rosina Lhevinne. 
Mentre era alla Florida State, Roberts vinse il primo dei molti concorsi e premi conseguiti nel corso degli anni, tra cui tra cui il Great American Jazz Piano Competition nel 1983, seguito dal primo premio al Thelonious Monk International Jazz Competition nel 1987.
Ebbe anche l'onore di ricevere il National Academy of Achievement award nel 1995 mentre, nel 1998, ricevette il premio che lui considera il suo più grande onore, l'Helen Keller Award for Personal Achievement. Nel 2003, Roberts fu anche inserito nella Jacksonville Jazz Hall of Fame.
Nel 1985, all'età di 21 anni, Roberts entrò a far parte della band di Wynton Marsalis nella quale rimase per i successivi sei anni; quindi nel 1988 firmò il suo primo contratto discografico con la BMG/Novus con la quale registrò sei eccellenti album prima di firmare con la Columbia Records all'inizio del 1994. 
I suoi primi due album con la Columbia furono quelli che io ritengo i suoi due migliori lavori, entrambi dedicati alla musica di George Gershwin, seppure radicalmente diversi; Gershwin for Lovers (1994) un album in trio con il bassista Reginald Veal ed il batterista Herlin Riley, nel quale il pianista consegna alcuni classici del songbook gershwiniano in maniera decisamente bop ed hard bop, e soprattutto il meraviglioso Portraits in Blue (1995), che presentava due lunghe versioni di composizioni di Gershwin, tra cui una versione sensazionale della Rhapsody In Blue, ed una versione di Yamekraw di James P. Johnson, nel quale il pianista era accompagnato da una orchestra d'archi diretta da Robert Sadin, un album a cavallo tra jazz e musica classica che ottenne una nomination ai Grammy.
Ma le escursioni nella musica classica non erano certo una novità per Roberts, visto che ha cominciato a suonare come solista con una orchestra sinfonica sin dal 1992 e da allora, ha continuato spesso a suonare con le orchestre in tutto il mondo. 
Nell'estate del 2002, Roberts ebbe l'onore di partecipare con il suo trio al week-end di gala per l'addio ai concerti del Maestro Seiji Ozawa e la Boston Symphony Orchestra a Tanglewood. 
Nel 2003, Roberts dette la prima del suo nuovo arrangiamento del Concerto in Fa per pianoforte e orchestra di Gershwin in Giappone con la New Japan Philharmonic e poi in Europa, con la Berlin Philharmonic per il suo annuale concerto al Waldbühne. Le esecuzioni con la Berlin Philharmonic furono registrate e pubblicate in DVD con il titolo A Night Gershwin
Nel 2005, Roberts e il suo trio viaggiarono a Matsumoto, in Giappone per eseguire e registrare con la celebre Saito Kinen Festival Orchestra, ancora sotto la direzione del Maestro Seiji Ozawa.
Nel 2009 il pianista ha costituito una propria etichetta, la J-Master Records con la quale ha pubblicato tra album;  lo splendido New Orleans Meets Harlem, Volume 1, una rappresentazione su come le radici del jazz, il ragtime, il blues, e le influenze di New Orleans, possono combinarsi con gli stili virtuosistici di Harlem per creare un sound completamente nuovo, Celebrating Christmas una raccolta di canzoni natalizie ed infine quest'ultimo Deep in the Shed: A Blues Suite.
Marcus Roberts è sicuramente uno degli artisti più eclettici e versatili del jazz moderno, che nutre un profondo rispetto per i contributi e le realizzazioni dei grandi maestri sia della musica jazz che della musica classica.
Il suo stile pianistico, seppur radicato nel passato, è innovativo ed originale, e la sua capacità di improvvisazione attinge a piene mani sia dal suo amore per la grande musica che dalla sua creativa immaginazione.

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