martedì 22 gennaio 2013

Gregg August - Four by Six

Il bassista Gregg August ha un suono al suo strumento che è allo stesso tempo caldo e quasi intimidatoriamente forte, il suono di un muscolo ben tonico, mentre effettua ripetutamente flessioni e strappi. Il suo lavoro nel trio del sassofonista JD Allen, nel corso di quattro album, lo ha portato all'attenzione, grazie al modo in cui agita la terra tra Allen ed il batterista Rudy Royston, contribuendo a rendere il gruppo uno dei migliori del jazz attuale. 
Ora, nel suo ultimo album da leader, ha assorbito e integrato quel gruppo in quattro delle otto composizioni, mettendo insieme un quartetto quasi completamente diverso per le altre quattro.


La metà di Four by Six infatti è eseguita da un sestetto che comprende Allen, August e Royston, oltre al trombettista John Bailey, il sassofonista Yosvany Terry ed il pianista Luis Perdomo. L'altra metà invece presenta August e Perdomo, accanto al soprano sassofonista Sam Newsome ed al batterista EJ Strickland. 
I due gruppi, ovviamente, adottano approcci molto diversi su tutto ciò che fanno - melodia, ritmo, improvvisazione - e ciò potrebbe confondere gli ascoltatori, anche se in realtà non dovrebbe.
L'album è diviso in quattro gruppi di due tracce, il quartetto inizia, con Affirmation e For Calle Picota, a questo punto il sestetto prende il sopravvento su For Max e Bandolim. La seconda metà dell'album prende il via con Street Strange e A Ballad for MV, del quartetto, prima di concludere con altri due pezzi del sestetto, Relative Obscurity e For Miles.
Il quartetto, per ovvi motivi, è in qualche modo dominato dal sax soprano di Sam Newsome, l'unico con strumento a fiato, che ottiene un sacco di spazio per gli assolo, ed il suo suono è così individuale da risultare problematico. Ha passato molto tempo ad esplorare il soprano come strumento solista; infatti ha pubblicato il suo ultimo disco, The Art of the Vol. Soprano. 1, all'inizio di quest'anno, ed il suo è un percorso accidentato, a volte, come il suo lavoro qui.
Il suo tono è tagliente, e spesso indulge in trucchi pirotecnici, il suo fraseggio, seppure fluido e serpentino, è tuttavia occasionalmente astratto, lasciando che l'ascoltatore si aggrappi alla stabilità offerta dalla sezione ritmica.
I solidi accordi di Perdomo sono particolarmente utili qui, tanto più che Strickland ha un tocco di luce alla batteria. Questo è visibile anche nel suo lavoro con il suo fratello gemello, il sassofonista Marcus Strickland, ma in questa occasione è particolarmente evidente.
Il sestetto, al contrario, è una hard-swinging formazione hard bop. E' difficile non pensare ad essa come una versione aumentata del trio di JD Allen, ma a livello compositivo, questi ragazzi fanno qualcosa di completamente diverso.
I pezzi di Allen sono pepite di tre minuti attorno ad una melodia suggestiva e breve, intense esplorazioni delle sue possibilità; queste tracce invece, tutte scritte dal bassista, posseggono più groove, ed i fiati propongono esplosioni armonicamente precise, fornendo delle solide piattaforme per gli espressivi assoli da parte di tutti i musicisti.
Ma il sestetto presenta alcuni dei momenti più belli dell'album, come nell'assolo di Perdomo sul conclusivo For Miles. E, quando è in coppia con Royston, il playing di August si fa più enfatico ed aggressivo, guidando la band decisamente in avanti.
Sia che preferiate il lato più sperimentale della musica di Gregg August, o il lato più tradizionalmente hard bop, le due band presentate in Four by Six hanno molto da offrire.
Gli album di bassisti che sono più conosciuti per il loro lavoro di sideman contengono spesso sorprese molto piacevoli per l'ascoltatore, si pensi a Whims of Chambers di Paul Chambers, o Unspoken di Cecil McBee, o Pinnacle di Buster Williams, o un qualsiasi numero di un album di Ron Carter.
Questa è un eccellente registrazione che i fan che conoscono il lavoro di August sotto altri musicisti, non dovrebbero trascurare.
(Fonte Burning Ambulance)

Nessun commento:

Posta un commento