sabato 12 gennaio 2013

Chet Baker Live 64 & 79 (video)

Questo imperdibile video presenta gli estratti di due concerti del più importante interprete della scuola del cool jazz della West Coast.


Girato in Europa a 15 anni di distanza l'uno dall'altro, questi due show nel loro insieme forniscono una intrigante panoramica dell'illustre carriera di Chet Baker. 
Il primo è un sensazionale concerto del 1964 registrato in uno studio televisivo belga, con un quartetto che includeva il sassofonista Jacques Pelzer e il pianista francese Rene Urtreger, suoi collaboratori di lungo corso, oltre a Luigi Trussardi al basso e Franco Manzecchi alla batteria, dove Baker ha presentato alcuni classici tra cui Bye Bye Blackbird, Airegin e So What, oltre ad una versione del celebre standard Time After Time in una versione molto rara che presentava il classico stile vocale cool di Chet. 
Il concerto del 1979 fu registrato in Norvegia con uno formazione che presentava Wolfgang Lackerschmid al vibrafono, Michel Graillie al piano e Jean Louis Rassinfoss al basso, in uno spettacolo che metteva in evidenza la crescita e la maturità di questo artista tormentato, ma stimolante.
Questo video è tratto da un magnifico Dvd della serie Jazz Icons, il cui booklet presenta una prefazione del figlio di Baker, Paul, note di copertina di Rob Bowman, cover photo di Chuck Stewart, un booklet fotografico di Lee Tanner, Karlheinz Klüter, Carole Reiff ed un collage di memorabilia.
Presi insieme, questi due spettacoli, filmati a quindici anni di distanza presentano un Baker che suona in contesti molto diversi. Data la perdita dei denti dopo essere stato malmenato nel 1966 e con la dipendenza dalla droga che ha dominato la maggior parte delle sue ore di veglia in questo intervallo di quindici anni, è notevole rimarcare quanto consistente sia rimasta la sua estetica generale. Questo è un jazz da camera nella sua forma più delicata, potendo contare su un raffinato senso delle dinamiche, sulle invenzioni melodiche, contrappunti e, soprattutto, vulnerabilità emotiva. Nel complesso, esso contiene tutte le ragioni perchè, nonostante i suoi problemi personali, Chet Baker rimane uno dei migliori solisti e cantanti della storia del jazz. 
(dalle note di copertina di Rob Bowman)

Nessun commento:

Posta un commento